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47.980, il nuovo record dell'ora

Sabato 27 Febbraio, con ancora le immagini della Omloop Het Nieuwsblad negli occhi, dall'altra parte del mondo, più precisamente nel velodromo di Colorado Springs, che si trova a 1800 metri sul livello del mare è in cemento e misura 333 metri, Evelyn Stevens ha tentato di battere il Record dell'ora che dallo scorso 22 gennaio apparteneva all'australiana Bridie O'Donnell, che ad Adelaide aveva percorso 46.882 km. 

Un record quello dell'australiana che in passato ha corso anche in Italia, sicuramente non trascendentale ma che aveva migliorato il primato stabilito ad Aguascalientes da Molly Shaffer Van Houweling (46.274 km) il 12 Settembre 2015 e che in qualche modo aveva rilanciato la corsa al record. Questi due precedenti record erano passati praticamente sotto traccia, così come il tentativo della Stevens.

Nel velodromo solitamente usato dalla squadra americana per la preparazione olimpica, la Stevens ha cercato e si è presa quella fetta di gloria che spetta a chi sposta il limite umano, percorrendo 47.980 km, fermandosi quindi a circa mezzo giro dai 48.159 chilometri di Jeannie Longo, che sono in assoluto la miglior prestazione mai realizzata da una donna, anche se questo record non è riconosciuto in quanto ottenuto con una bici speciale.

Se il record è arrivato un po' nell'indifferenza generale, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la macchina dell'organizzazione, con la Stevens e il suo staff che hanno lavorato al massimo delle proprie possibilità non tralasciando nulla. A prepararla è stato Neal Henderson che aveva già guidato il tentativo di record di Rohan Dennis all'inizio dello scorso anno. L'americana della Boels Dolmans in sella alla sua Specialized ha scelto la costanza come arma vincente, impostando tutta la sua prova attorno ai 25" a giro. Dopo circa mezz'ora la sua azione è iniziata a diventare più scomposta ma non ha perso efficacia e questo le ha consentito di ottenere un risultato importante che seppur non sposta il record ad un livello quasi irraggiungibile come quello di Wiggins tra gli uomini, lo rende aperto a poche atlete.

In questi anni la Stevens l'abbiamo conosciuta e amata per la sua grinta, la sua forza e anche per quelle giornate storte che le hanno impedito di vincere più spesso e di raccogliere successi più pesanti. Ora grazie a questo record, alla soglia dei 33 anni entra in una nuova dimensione della propria carriera e per una che ha iniziato a gareggiare regolarmente solo nel 2009 - prima si allenava a tempo perso a Central Park, nelle pause che gli concedeva il suo lavoro a Wall Street, dove ha lavorato per banche di livello mondiale - non era per nulla scontato.
Lasciare quella vita per tentare di sfondare nel ciclismo non deve essere stata una scelta facile ma il tempo le ha ampiamente dato ragione e questo record la ripaga dei sacrifici fatti e delle sconfitte subite negli anni, tutti momenti che sicuramente avrà rivissuto in quegli interminabili ultimi minuti del suo tentativo, che per Merckx, non uno qualsiasi, furono i più duri della sua carriera.

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