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Alpe d'Huez, il ritorno del gigante al Tour de France

L'Alpe d'Huez è una salita simbolo del Tour de France, il suo ritorno scriverà un'altra pagina di storia della corsa.

L'Alpe d'Huez è una delle salite più conosciute della storia del ciclismo, ritorna quest'anno al Tour de France con il suo bagaglio di imprese e sogni. Ecco quelle che hanno contribuito alla leggenda.

FAUSTO COPPI

La gloriosa storia dell'Alpe d'Huez comincia nel 1952, quando per la prima volta il Tour de France decide di farlo diventare un arrivo di tappa. Duecentosessantasei i chilometri in programma quel giorno, con Andrea Carrea -  storico gregario di Coppi '“ in maglia gialla. Fausto quella notte ha dormito male, è quarto in classifica generale ma la condizione non sembra delle migliori per attaccare. Invece l'Alpe aveva già deciso il suo primo re. Infatti quando Robic attacca all'inizio della salita, lui lo insegue ma non si limita a raggiungerlo: cerca di sfinirlo una, due, tre volte fino a che il francese cede e Fausto Coppi percorre gli ultimi sei chilometri in solitaria, come spesso è abituato a fare. Un uomo solo al comando anche per la prima volta lì, su una montagna ancora semisconosciuta alla gente del ciclismo, appena arrivata e già così dura con quei tornanti che la rendono interminabile. Anche per la televisione è la prima volta al Tour: una moto filma in esclusiva tutte le gesta di Fausto che trionfa all'Alpe d'Huez e la sua superiorità gli permetterà di tenere la maglia gialla fino al traguardo di Parigi.

UNA VITA DA GREGARIO

L'Alpe d'Huez non è solo una montagna per grandi campioni ma, negli anni, è stato il giorno di gloria per molti che si sono avventurati sulle sue spire. E' il caso di Roberto Conti, romagnolo e gregario di quelli d'oro, una vita fedelmente passata al fianco dei suoi capitani per assisterli nei momenti più difficili della corsa. Ma in tutto questo sacrificio brilla un premio immenso ed è proprio l'Alpe, conquistata nel 1994 dopo una fuga solitaria '“ come spesso capita in questi casi '“ e due minuti di distacco sul secondo. Imprese, le chiamano, quelle che valgono una carriera o per lo meno ricompensano di tutta quella fatica regalata ad altri senza pensare alla gloria.

MARCO PANTANI

Ventuno tornanti in 36' e 40'', la prima vittoria di Marco Pantani al Tour de France e un nuovo record sull'Alpe d'Huez. Era il 1995. Molto prima della doppietta Giro-Tour. Molto prima che Marco si accorgesse di cosa stava diventando. Lui, perseguitato dalla sfortuna, amava l'Alpe forse perché era un po' come tutte le salite che lo portavano lontano. Gli scalatori volano quando trovano le loro montagne.
Ma è del 1997 la vittoria più bella del Pirata qui, il simbolo della risurrezione dopo l'ennesimo maledetto incidente al Giro d'Italia, un inferno di dubbi e di sofferenza quasi placato dall'aria delle Alpi e di quel giorno, il 19 luglio, quando il suo ritmo si fa sempre più intenso, mette in difficoltà la maglia gialla Ullrich, lo stacca, stacca tutti e se ne va da solo verso il traguardo e un nuovo record. Un urlo liberatorio, un confine di nuovo oltrepassato, un ritorno. 

marco pantani 1997 alpe d'huez

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