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Arriverà

Se nel calcio un bomber si giudica dalle reti che riesce a mettere a segno, nel ciclismo un velocista viene giudicato anzitutto per il numero di successi che riesce a conquistare.

In questo Giro d'Italia che si avvia alla conclusione e che per le ruote veloci presenta un'ultima occasione in quel di Torino, abbiamo visto all'opera tanti sprinter di primo piano, a cominciare da Marcel Kittel e Andrè Greipel due dei più forti velocisti degli ultimi anni, Arnaud Demare vincitore dell'ultima Sanremo, Caleb Ewan il futuro delle volate e i nostri Viviani, Modolo e Nizzolo. Nonostante le tante occasioni a disposizione, a vincere sono stati solo i due tedeschi che si sono divisi le volate disputate.

Chi è rimasto con l'amaro in bocca è soprattutto Giacomo Nizzolo. Il velocista della Trek, già maglia rossa lo scorso anno, ancora una volta è stato il più costante di tutti e salvo problemi fisici concluderà a Torino il suo quinto Giro, un ruolino decisamente invidiabile per un velocista in una corsa tradizionalmente dura come questa.
Il problema di Nizzolo è una certa mancanza di feeling con la vittoria, visto che in carriera ha vinto solo 12 volte, un numero veramente esiguo per un velocista con le sue qualità, basti pensare che finora Kittel ha già alzato le braccia 10 volte in stagione. In teoria Giacomo dovrebbe essere considerato un perdente, uno buono al massimo per piazzarsi, invece, parliamo di uno degli sprinter più forti che ci sono in circolazione. In questo Giro ha già raccolto quattro podi e per ben due volte, prima ad Asolo e poi a Cassano d'Adda  è stato beffato dagli attaccanti di giornata.

In questa stagione ha quasi il 50% di piazzamenti tra i primi 10, un numero che indica una grandissima costanza di rendimento, i podi stagionali sono 13 mentre le vittorie solo 2, entrambe ottenute al Tour of Croatia, in una corsa di secondo piano ma dove c'erano avversari di buon livello a partire da Mark Cavendish.
Quello di ieri, è il nono secondo posto di tappa al Giro, una scia lunghissima di piazze d'onore che rischia di trasformarsi in una maledizione, fortunatamente finora Nizzolo non ha accusato il colpo ed ha sempre corso e sprintato senza farsi condizionare dalle mancate vittorie, la dimostrazione lampante di ciò è la ricerca, a volte quasi ossessiva, di punti per la maglia rossa ai traguardi volanti.

Se fino ad oggi sono arrivati solo piazzamenti in cinque edizioni del Giro, qualcosa avrà sicuramente sbagliato, altre volte a mancare è stata la squadra, altre ancora ha semplicemente trovato avversari più forti di lui. Prima o poi questo benedetto/maledetto successo arriverà ma l'unica certezza è che Nizzolo c'è sempre stato e ci sarà anche domenica a Torino, dove la corsa rosa gli offre un'ultima occasione per rompere questo lungo digiuno, e dove Giacomo è pronto a vestirsi nuovamente di rosso e a strapparsi di dosso i panni del piazzato.

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