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Bouhanni e Demare: amici mai

Non è stata una Milano-Sanremo spettacolare o con azioni da ricordare, ma l'edizione numero 107 della Classicissima ha comunque offerto spunti interessanti e si è lasciata dietro una lunga scia di polemiche. Il successo di Arnaud Demare - accusato di essersi attaccato all'ammiraglia per rientrare in gruppo dopo una caduta -  ha spezzato un digiuno che per la Francia, nelle Classiche Monumento, durava dal Lombardia 1997, quando a Bergamo si impose Laurent Jalabert.  Per trovare un francese vincitore della Sanremo bisogna invece tornare al 1995 e anche in quell'occasione ad imporsi fu 'JaJa'.

Il successo di Arnaud, oltre ad essere storico visto il digiuno che va ad interrompere, potrà essere soprattutto quello della svolta definitiva per un ragazzo che sin dall'inizio pareva destinato ad una carriera da predestinato ma reduce da un 2015, con due soli successi, che ne aveva inficiato certezze e convinzioni.
Pur parlando di un corridore che nessuno o quasi pronosticava alla vigilia, Demare non è uno dei tanti come dimostrano il titolo Mondiale tra gli Under 23 (Copenaghen 2011) e la prima stagione tra i professionisti (2012) quando si impose alla prima corsa alzando le braccia al cielo in una tappa del Tour of Qatar. Sempre al suo primo anno tra i professionisti arrivò il successo alla Vattenfall Cyclassics, diventando a quasi 21 anni il più giovane di sempre ad imporsi nella classica tedesca. Nel 2013 i successi passano da cinque a nove, fino a toccare il massimo di quindici nel 2014.

Sul traguardo di Via Roma, a fare da contraltare alla felicità di Demare, c'era la delusione di Nacer Bouhanni, fermato proprio sul più bello da un salto di catena. A rendere ancora più amara la sconfitta per il velocista della Cofidis, è stato certamente il nome del vincitore visto che con Arnaud, col quale ha diviso la squadra per tre stagioni, non scorre buon sangue.

I rapporti tra i due, che avevano sostanzialmente gli stessi obiettivi, non sono mai stati dei più facili, con Marc Madiot, il GM della FDJ, che sostanzialmente ha sempre e solo cercato di non farli incrociare in gara più che aiutarli a stabilire un rapporto quantomeno civile.  In 3 anni di convivenza, sono state solo 15 le occasioni in cui hanno corso assieme e nel 2014, l'ultimo anno di Nacer in FDJ, si sono incrociati solo al campionato francese. Proprio nei campionati nazionali i due si sono dati grande battaglia con Bouhanni che si impose nel 2012 davanti a Demare e pronta rivincita di Arnaud nel 2014 quando si impose davanti a Nacer.
Tra la scorsa e l'inizio di questa stagione si sono incrociati parecchie volte ma solo in poche occasioni si sono contesi il successo e sia alla Parigi Nizza nella tappa di Vendôme che alla Sanremo è stato il velocista della FDJ ad avere la meglio, dando in qualche modo ragione alla scelta di Madiot che ha preferito puntare su di lui anziché su Nacer, privilegiando anche la maggior capacità del primo di ben figurare nelle classiche a dispetto della capacità del secondo di ben figurare nei GT.

Ci saranno tante altre occasioni per incrociarsi e sicuramente l'alfiere della Cofidis ha tanta voglia di rivalsa visto che a via Roma la vittoria era davvero a portata di mano come dimostrano i due successi ottenuti in questi giorni al Catalunya.

In un momento in cui nel ciclismo mancano del tutto o quasi i personaggi sopra le righe, con i corridori più rappresentativi che mantengono sempre il basso profilo e con campioni come Contador, Cancellara e Boonen a fine carriera, c'è proprio bisogno di trovare qualche rivalità che possa appassionare i tifosi e proprio questa tra Nacer e Arnaud è una di quelle che promettono di infiammare i prossimi anni.

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