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Ciclocross, le regole dell'inverno

Il ciclismo d'inverno ha regole tutte sue. Ed è strano come cambi, pur rimanendo sempre lo stesso.Il ciclocross è una disciplina strana ma non troppo. In fin dei conti è nel nostro dna: cambiare strada, cambiare terreno, per dire che con i nostri soli mezzi possiamo proprio andare ovunque. Idem per la bicicletta che è sempre stato il mezzo più versatile del mondo, da quando l'hanno inventata ad oggi. In Belgio il ciclocross è una religione. Lo sanno da sempre che quello è spettacolo puro, come il pavè, come i muri, così gli ostacoli e il fango. E la gente si aggrappa alle transenne, imbacuccata nei piumini e con i berretti di lana fino alle palpebre. Una passione che si tramanda oppure si comprende piano piano. Perché c'è qualcosa di affascinante qui che ti entra nell'anima lentamente, volta dopo volta. Capisci la magia gradualmente, quando le regole dell'inverno diventano quasi sacre.

IL FANGO
Quello che ti si aggrappa alle ruote, zolle di terra che ti prendi e ti porti via. Quello che ti schizza sulle braccia, sulle gambe, sulla faccia, sulla divisa pulita. Maschere di fango, anima nera del cx, il contatto con la strada qui è ancora più forte. La strada si fonde con te. La strada sei tu.

IL FREDDO
La domenica mattina quando la nebbia non si è ancora alzata dai campi gelati nella notte, il telaio gelido come le mani sotto ai guanti, l'umido che sale dai prati dove hanno picchettato il percorso. L'aria che passa cattiva tra tutti gli spifferi inesistenti della divisa. Il freddo dell'arrivo, quello che ti secca addosso il fango e il sudore insieme e fa quasi male.

L'ADATTABILITA'
Cadere, rialzarsi e poi cadere di nuovo e rialzarsi. Le scalinate fatte correndo con la bici in spalla, le salite prese con la rincorsa perché sapevi di potercela fare oppure quelle fatte aggrappato alla terra. I percorsi sono per camaleonti su due ruote, pronti a cambiar la pelle. A seconda del tempo, a seconda delle gambe. Bisogna essere come animali adatti al territorio, forse bisogna sentirlo, in tutte le sue sfaccettature.

LA GENTE
C'è chi dice che dopo la stagione lo spettacolo è finito. Ma la gente del ciclocross sa che, con la pioggia e con il sole, non c'è un altro modo per esorcizzare l'inverno, per stare insieme, per sentire ancora l'adrenalina scorrere. Che poi è tutto diverso si sa ma questo è il bello. Altri rumori, altri odori, altri sapori.
La prima regola è sempre quella: usare la bicicletta.

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