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Dal Tour Down Under alla Roubaix

Tra qualche giorno scatterà l'edizione numero 18 del Tour Down Under e sebbene la start list non sia ai suoi massimi storici, rimane uno dei momenti più attesi della stagione con tanti campioni, questa volta soprattutto australiani, che inizieranno sin da subito a darsi battaglia.

Se oggi il ciclismo australiano è una delle potenze mondiali e negli ultimi anni sono arrivati successi fino a qualche anno fa impensabili, come il Tour o il Mondiale firmati Cadel Evans o le classiche monumento come Sanremo, Roubaix o Liegi, parte del merito va dato a quei corridori che sul finire degli anni 90 hanno iniziato a farsi conoscere a livello mondiale e a contribuire alla nascita dell'attuale sistema del ciclismo aussie.

Tra questi personaggi rientra senza dubbio Stuart O'Grady, che rappresenta al meglio il prototipo del ciclista australiano, essendo partito dalla pista per poi passare alla strada dopo essersi imposto sugli anelli di tutto il mondo.
Stuart ha il ciclismo nel sangue e nel destino, suo padre e suo zio sono stati corridori di discreto livello visto che hanno difeso i colori australiani rispettivamente a mondiali e Olimpiadi. Naturale dunque per lui avvicinarsi alla bici. I primi anni, come accade a quasi tutti gli australiani, sono spesi in pista e sugli anelli, il piccoletto ci sa fare e a 19 anni conquista l'argento olimpico in quel di Barcellona nell'inseguimento a squadre. Il suo rapporto con le Olimpiadi sarà un qualcosa di straordinario visto che ne disputerà 6 e alla fine le sue medaglie olimpiche saranno 4, come 4 saranno le medaglie mondiali.
Record e soddisfazioni arrivano anche su strada, nel 1998 nel Tour che consegna Marco Pantani alla leggenda di questo sport, prima indossa la maglia gialla per 3 giorni e poi il giorno che precede lo show del pirata a Les Deux Alpes, si impone a Grenoble al termine di una lunga fuga, un modo che diventerà il suo preferito di vincere. Col passare degli anni, il Tour diventa la sua corsa di riferimento e nel 2001 si regala quasi una settimana in maglia gialla mentre nel 2013 entra nella storia visto che appaia George Hincapie in testa alla graduatoria delle partecipazioni assolute e di quelle consecutive a quota 17.

Il capolavoro su strada risale al 2007, quando riesce ad imporsi nella 'Regina delle classiche' e per la prima e finora unica volta, riesce a portare nel nuovissimo continente la Roubaix. Il suo non è un successo banale ed arriva in una giornata decisamente insolita per la classica del pavé, con i corridori accompagnati da un clima torrido che prosciuga le chance di vittoria di più di un favorito. O'Grady è autore di una gara pazzesca essendo in fuga sin dal mattino e affrontando gli ultimi 26 km in perfetta solitudine.
Tra i tanti meriti che ha questo ragazzo australiano che ha appeso al bici al chiodo al termine della stagione 2014, c'è anche quello di aver 'battezzato' e contribuito a far crescere il Tour Down Under, la corsa australiana per eccellenza e che da qualche anno da il là alla stagione del grande ciclismo.

Oggi, grazie soprattutto alla presenza nel calendario World Tour, sono tanti i corridori di livelli che scelgono di iniziare la propria stagione dall'Australia ma un tempo non era affatto così e quindi il ruolo svolto da un corridore come O'Grady è stato fondamentale per lo sviluppo della corsa, basti pensare che nel 1999, reduce dai 3 giorni in maglia gialla e dalla vittoria di tappa al Tour, la vedette della corsa era proprio lui. In una corsa senza grosse salite e con la presenza di velocisti di livello mondiale come Zabel e Kirsipuu, per imporsi Stuart dovette ricorre alla sua arma preferita la fuga da lontano. Oltre alla vittoria finale arrivarono anche due successi di tappa. Iniziava così nel segno del ciclista australiano più forte del momento, la storia del Tour Down Under.

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