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Daniel Martin e quell'attimo finalmente vincente

Un colpo di mano negli ultimi 500 metri, da finisseur puro quale non è mai stato e forse mai lo sarà, per salvare una stagione avara di soddisfazioni. Daniel Martin, nativo di Birmingham ma irlandese a tutti gli effetti, figlio di Neil, ciclista professionista negli anni '80, e di Maria Roche, sì quei 'Roche', niente poco di meno che la sorella del grande Stephen, è un ragazzo che si è costruito facendo leva sullo spirito di sacrificio e la voglia di guardare avanti, un posto nella storia del ciclismo moderno. 

Nelle ultime due stagioni, l'atleta della Garmin-Sharp ha conquistato le due classiche monumento più adatte a scalatori e uomini di fondo, la Liegi-Bastogne-Liegi (nel 2013) e il Giro di Lombardia, nonostante il nuovo percorso non abbia inciso come ci si aspettava.

Spesso nel ciclismo è questione di attimi, basta un secondo per fare la differenza, sia in senso positivo che negativo e il Lombardia di domenica scorsa è la dimostrazione ideale di questo, anche per i principali protagonisti e i loro precedenti. Visto che sia per Martin che per Valverde, spesso queste frazioni di secondo sono state sinonimo di sconfitta. Ma stavolta Dan ha colto l'attimo fuggente 'Penso di aver colto il momento giusto per partire, stavo sempre in coda, probabilmente gli avversari non pensavano fossi Ho visto un attimo di esitazione e sono partito a tutta', ha spiegato il vincitore in conferenza stampa '“ 'creando un piccolo distacco che sono riuscito a mantenere fino al traguardo. E' stata una vittoria incredibile'.
L'allungo in effetti è stato improvviso e bruciante. Alejando Valverde è rimasto sorpreso ancora una volta e il Lombardia si è trasformato nell'ennesima occasione persa di una stagione che rimane comunque eccellente per costanza e continuità di rendimento.

Con la vittoria al Lombardia il corridore della Garmin ha colto un successo di prestigio al termine di una stagione negativa, complice la scivolata nel finale della Liegi-Bastogne-Liegi, quando il bis sembrava ad un passo, e la rovinosa caduta nella cronosquadre d'apertura del Giro d'Italia davanti al pubblico di casa. 'Per me è stata una stagione difficile', ha proseguito Martin. '“ 'Quando lavori duro e le cose non vanno, come a Belfast, hai sensazioni davvero negative. Abbandonare il Giro in Irlanda al primo giorno, davanti ai miei tifosi, non è stato facile, ma la squadra mi è stata molto vicina'.

Cresciuto col mito di Sean Kelly, indimenticato cacciatore di classiche degli anni '80, Daniel ha sempre coltivato il sogno di vincere la 'Classica delle Foglie Morte', ispirato dal suo illustre connazionale, Re del Lombardia in tre occasioni. 'E' una corsa che sognavo di vincere fin da piccolo. Anche Sean Kelly ha vinto qui, per me è incredibile seguire i suoi passi. Avevo fatto una ricognizione del percorso venerdì, abbiamo visto gli ultimi 90 chilometri e mi aspettavo un gruppo più grande a giocarsi il successo. Invece siamo andati forte tutto il giorno, nel finale eravamo tutti stanchi. Come dicevo prima questa è sempre stata una delle mie corse preferite, insieme alla Liegi'.

Il futuro potrebbe vederlo uomo da GT a differenza del presente dove è ormai uno dei migliori nelle corse di un giorno, ma l'irlandese è uno che preferisce guardare all'immediato e restare con i piedi per terra 'Non sono uno che stabilisce obiettivi, mi piacciono le corse di un giorno. Sui grandi giri posso fare un buon piazzamento, ma penso sia presto pensare di poterne vincere uno. A 28 anni ho già conquistato due corse monumento, non posso chiedere di meglio'.

Correre e possibilmente vincere, sempre col sorriso sulle labbra 'Voglio continuare a divertirmi e correre'. E chissà che non sia proprio questa la ricetta dei suoi grandi successi e la molla che lo spinga a lasciarsi alle spalle anche le situazioni negative.

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