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Delusione mondiale

Quello di Doha è stato un mondiale strano, anzitutto per il percorso che favoriva sfacciatamente i velocisti e poi per il suo svolgimento, con l'azione decisiva che si è sganciata ad oltre 150 km dal traguardo e che ha subito tolto dalla contesa le due nazionali più pericolose la Germania e la Francia, che presentavano entrambe due velocisti in grado di piazzare la volata vincente.

I più delusi sono senza dubbio i tedeschi che oltre a Kittel e Greipel presentavano anche John Degenkolb, per un trio che sulla carta avrebbe potuto occupare tutti e tre i gradini del podio e invece nessuno di loro è riuscito a giocarsi le proprie carte. Se Degenkolb è giustificato visto che era riuscito ad entrare nell'azione buona prima che una foratura lo costringesse a fermarsi, e per il lavoro svolto in seguito per i due compagni, per Greipel e Kittel parliamo di una delusione cocente, visto che non sono molte le occasioni per i velocisti di conquistare un Mondiale.

Dopo l'orribile 2015, Kittel, passato alla Etixx aveva subito riannodato i fili col successo, e vincendo 5 gare nel mese di Febbraio, aveva posto la sua candidatura a capitano unico della Germania per il Mondiale, col prosieguo della stagione, sono iniziate le difficoltà e nemmeno le due tappe vinte al Giro, dove ha indossato anche la maglia rosa, ci hanno restituito il dominatore delle stagioni 2013 e 2014. La conferma che non fosse ancora lui l'abbiamo avuta al Tour dove ha vinto una sola tappa.

Anche Greipel era partito forte vincendo due corse già a Gennaio, ma come sempre in carriera, ha dovuto conquistarsi il suo spazio. per il Mondiale in questo caso, a suon di risultati e le tre tappe vinte al Giro, sono state una risposta a Kittel e un messaggio al CT tedesco. Anche per lui al Tour è arrivato un solo successo e si è presentato al Mondiale con la possibilità di giocarsi le proprie chance.
Una formazione quella tedesca che prevedeva solo 6 atleti, quindi per nulla in grado di tenere la corsa chiusa, come avrebbe richiesto la presenza di due velocisti di questo calibro. Dopo mesi e mesi di discussioni su chi si sarebbe messo al servizio di chi o su come impostare due volate separate, la strada ha tagliato fuori entrambi ben lontano dal traguardo e se per Kittel c'erano dubbi sul fatto che in caso di corsa battagliata sin dall'inizio avrebbe retto fino alla fine, per Greipel rischiava di diventare una situazione ideale visto che è uno abituato a prendere vento e a muoversi ben lontano dal traguardo nelle classiche del Nord.

Una volta rimasti dietro, hanno provato ad organizzarsi per salvare il salvabile  ma nemmeno i compagni, ad eccezione di Degenkolb sono esistiti e quindi è toccato a loro tirare in prima persona, dopo un lungo inseguimento, col gruppo Sagan sempre ad un minuto hanno dovuto alzare bandiera bianca e abbandonare i sogni di gloria. Kittel non è nemmeno arrivato al traguardo e una volta ritiratosi è sembrato quasi stordito, sicuramente frastornato per l'occasione persa e per lo sforzo fatto nel tentativo di rientrare, vederlo cercare di rinfrescarsi al box della Germania ci ha mostrato tutta la sua fragilità.

Greipel è arrivato al traguardo e non ha ovviamente sprintato per il 26° posto, ma stavolta non è riuscito a superare l'ennesimo esame della sua carriera, dopo una lunga serie di pregiudizi e avversari affrontati e  battuti, stavolta il "gorilla" si è arenato nel deserto e difficilmente avrà altre occasioni Mondiali, cosa che invece il destino potrà ancora riservare a Kittel di 6 anni più giovane e ancora nel pieno della sua carriera.

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