Truly Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

Dimension Data for Qhubeka, biciclette che cambiano la vita

Al Tour de France i loro braccialetti vanno a ruba. Che sia quello giallo di qualche anno fa o il verde più recente, praticamente tutti ne hanno uno, un segno distintivo come quando si va ai concerti e, per una notte, ci si sente tutti uniti.
Sul charm c'è incisa una bicicletta. Ma il progetto della Dimension Data for Qhubeka è molto più che il sogno di una sola notte.

Qhubeka, che è un idioma della lingua Ngui e significa qualcosa come 'progredire', è un'associazione no-profit sudafricana che si occupa di donare biciclette per incentivare la mobilità nel continente: l'accesso ai luoghi pubblici come i posti di lavoro o gli ospedali non è così scontato in un paese dove i collegamenti sono latenti e le distanze difficilmente percorribili a piedi. Due ruote, di nuovo loro, che hanno ancora una volta il merito di unire e di essere speranza. Uno dei loro progetti, infatti, riguarda i bambini e ha il goal di regalare loro biciclette per permettergli di raggiungere la scuola che spesso si trova a chilometri e chilometri di distanza. L'educazione è il primo passo per una buona rivoluzione. 

Il secondo, forse, è quello di essere partner di una squadra ciclistica. E le cose sono cambiate di nuovo quando questa squadra, la MTN-Qhubeka, è diventata nel 2013 la prima squadra africana a ottenere una licenza UCI Professional Continental avendo la possibilità quindi di correre nelle corse internazionali più importanti. Nello stesso anno, un loro corridore, Gerard Ciolek, vince una Milano-Sanremo leggendaria, che sarà ricordata per sempre per la neve e il gelo ai piedi del turchino e le tazze di tè bollente per combattere la paralisi di un marzo decisamente troppo pazzo. Un salto di qualità inaspettato forse, una conferma che la strada è meno dura se si ha una bicicletta per affrontarla. Il team è in sé il miglior promotore delle iniziative di Qhubeka: chi meglio dei ragazzi che corrono può trasmettere il messaggio che la bicicletta cambia davvero la vita?
Nel 2015 Aso gli assegna una wild card per la Grand Boucle: diventa la prima squadra africana a partecipare al Tour de France e non è finita qui perché proprio in quella edizione Daniel Teklehaimanot conquista la maglia a pois e Steve Cumming vince una tappa nel giorno di Nelson Mandela. Caschetto arancio, il suo colore, e la mano alzata, aperta: cinque. Cinque come cinquemila biciclette. Una specie di profezia, per chi crede in queste cose.
L'Africa alza la voce, i sogni diventano grandi realtà quando vengono condivisi. Ed è questo che fa il ciclismo, passando per la fatica, il sacrificio, le disillusioni, ti dimostra che la speranza ha un solo motore e sono le gambe. Moving forward. Bisogna andare avanti, su qualunque strada sconnessa ci tocchi pedalare. Sperare salva, più che sognare o vincere o ogni altra cosa là fuori.

Dalla stagione 2016 il colosso Dimension Data è il main sponsor di questa piccola realtà cresciuta piano e con costanza. Ad oggi le biciclette donate sono 10.463, tantissime piccole rivoluzioni nella vita di ciascuno, storie che in parte vengono raccontate sul loro sito dove tutti possono fare la propria parte, anche acquistando un solo componente delle biciclette gialle: una coppia di ruote, una forcella, un telaio. Pezzi di chilometri che aspettano di essere percorsi. Questo fa la bicicletta: cambia le vite e le avvicina, da continente a continente, come se davvero, stando sui pedali, niente possa dividerci. Come una magia, come una realtà.   

Subscribe now to our newsletter!