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Gli ultimi successi di Carlos Sastre

La storia del Giro d'Italia 2009 e degli ultimi successi di Carlos Sastre, vincitore del Tour de France.

Il Giro 2009 è un'edizione particolare della corsa rosa anzitutto perché è l'edizione del Centenario. Per celebrare al meglio la ricorrenza Angelo Zomegnan, padre-padrone del Giro in quegli anni, si inventa un percorso strano, che prevede l'arrivo a Roma col Presidente Napolitano a consegnare il Trofeo senza fine al vincitore e a suon di quattrini porta al Giro Lance Arsmtrong appena rientrato alle corse dopo il ritiro del 2005. Fin qui nulla di strano se non fosse per un percorso capovolto con le montagne (poche a dire il vero) del Nord nei primi giorni, e quelle del Centro-Sud a decidere la corsa, con Monte Petrano, Blockhaus e Vesuvio che avrebbero dovuto fare da giudici.

carlos sastre

A conti fatti un percorso largamente insufficiente e a peggiorare il tutto le prestazioni opache di Lance Armstrong che, visti i 2 milioni sborsati per averlo al via della corsa, doveva essere la vedette del Giro e soprattutto le successive squalifiche di Danilo Di Luca e Franco Pellizotti che avevano chiuso quel Giro alle spalle di Denis Menchov.

Al via di quel Giro, quasi tra l'indifferenza generale, c'è anche Carlos Sastre che viene dalla vittoria al Tour de France. Lo spagnolo non è mai in lotta per la vittoria finale ma riesce a far sue due tappe (Monte Petrano e Vesuvio) e a salire sul podio finale anche se solo dopo le squalifiche del secondo e del terzo classificato.

Sul Petrano, in quello che è il vero e proprio tappone del Giro, Carlos fa emergere le sue doti di scalatore e soprattutto quelle di fondista. Dopo qualche accelerazione  nei primi chilometri della salita finale, Sastre porta l'affondo decisivo quando al traguardo mancano 7,5 km. Con Menchov e Di Luca che visto il vantaggio in classifica generale, lo lasciano andare, è Ivan Basso che prova a seguirlo ma il varesino non riesce a tenere il ritmo di Carlos che a 2,5 km dal traguardo riesce a riportarsi su Popovich, l'ultimo superstite della fuga di giornata. All'arrivo Sastre arriva tutto solo con 25" su Menchov e 26" su Di Luca e va a prendersi il primo successo sulle strade del Giro.

Con Blockhaus e Vesuvio ancora da affrontare, Sastre, nel frattempo risalito fino al terzo posto in classifica, inizia a cullare la speranza di ribaltare il Giro ma sul Blockhaus, in una tappa con distanze da Juniores (83 km) e perlopiù dopo il giorno di riposo, la combo peggiore per un fondista come lui, perde due minuti e abbandona i sogni di gloria. Prima di arrivare a  Roma, c'è ancora il Vesuvio e qui Sastre si regala quello che col tempo diventerà l'ultimo successo della sua carriera. Come sul Petrano, sono lui e Basso a cercare con maggiore insistenza il successo di tappa e stavolta a 7,5 km dal traguardo  è Ivan il primo a scattare con Carlos che dopo poche centinaia di metri lo raggiunge e a 5 km dal traguardo riesce a staccarlo. Nel finale, la sua andatura si fa più incerta ma essendo ormai lontano in classifica, l'unica cosa che conta è arrivare primo al traguardo e ci riesce con 21" su Pellizotti e 30" su Di Luca. 

Alla fine il successo di Menchov è più che meritato ma le vittorie di Sastre su Petrano e Vesuvio dimostrano che con un percorso più duro o quantomeno più in linea con le abitudini del Giro, forse le cose sarebbero potute andare diversamente e a beneficiarne sarebbe stato sicuramente lo spettacolo. 

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