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I want to ride my bicycle

Lo cantavano i Queen. La voce forte, incredibilmente potente e dolce e tante altre cose di Freddie Mercury. Certi suoni rimangono in vita per sempre. Un tesoro da consegnare alle generazioni future, a chi non è andato a pogare a certi concerti, a chi non ha sentito l'odore del live. La birra, il sudore, la gente che ti abbraccia e non sai chi sia ma ci canti insieme.
La musica e la bicicletta hanno molte più cose in comune di quanto si creda. La bicicletta e il rock, poi, sono quasi una cosa sola.

Wiggo è stato forse uno dei primi a salutare il Duca Bianco, ieri mattina. Una foto su Instagram. Lui con il chiodo di pelle e la sigaretta. Lo sguardo magnetico. Il suo.
What a man. What a life.
Semplice. Poche parole. Cose da rocker. Che sanno comprimere il dolore in piccoli spazi e magari farne anche buon uso, cavarci una lezione. Cavarci una canzone. Alla fine un ciclista è sempre un po' una rockstar. Ma non di quel tipo delle copertine come vogliono farci credere. Piuttosto di quelli che a volte si getterebbero nudi sulla marea umana davanti a loro e a volte spaccherebbero la chitarra sul palco fino a farla a pezzi. In bilico. E' così che si va avanti. Buio e luce e poi ancora buio e poi luce. Son così gli artisti.
Rebel RebelChe la bicicletta è ancora oggi uno strumento di ribellione. Verso il destino. E si può essere eroi anche solo per un giorno perché per questa vita ci vuole sacrificio e costanza e coraggio. Regaliamo gli anni d'oro ai nostri sogni. Quelli che nel ciclismo sono pochi ma devono essere buoni. Competizione e cambiamenti. Bisogna essere pronti.
D'altronde il rock è come il gruppo. Mille sfaccettature tutte diverse. Ogni storia ha il suo riff. Per riconoscerla basta ascoltare con attenzione: le sfumature sono per intenditori, è vero. Ma a volte basta un orecchio appassionato per sentire davvero. Fino in fondo. Un linguaggio sempre diverso.
Come quello che cercava David. Come quello che cercano quelli ai quali non basta la superficie, le cose dette come le dicono tutti, nello stesso modo. No. Trovare modi eccitanti per parlare alla gente.
Questo è uno sport sempre nuovo raccontato alla stessa maniera dai tempi delle sue origini. Rock chiuso in una bottiglia e dimenticata nel mare. Ma la musica è una cosa che difficilmente si può rinchiudere. Come l'arte, tutta quanta.
Ieri mattina Paul Smith ha postato una foto su Twitter. Con David Bowie. Creature simili. Camaleontiche. Lui che ha disegnato le maglie per il Giro d'Italia ed è un cultore della bicicletta fin da bambino, fin da quando sognava di fare il ciclista professionista, ha dichiarato che alcune sue ispirazioni sono merito del Duca Bianco. Jacopo Guarnieri, Manuel Quinziato, Jens Voigt, Koen de Kort.
Ognuno lo ha ricordato a suo modo. Un episodio TV, una foto, una canzone. Con un tweet spesso.  Centoquaranta caratteri. Cose che minimizzano il linguaggio e che forse, in questo caso, hanno la loro ragione per farlo.
Il rock è una grande famiglia. Un po' come il ciclismo, tolti gli squali che ci girano attorno. La musica è come l'adrenalina. Scorre, spacca, vibra, vive.
Go with the stars, David.
Go with the stars.

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