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Il gorilla sempre sotto esame

Ci sono campioni che hanno le stimmate dei predestinati e ci sono campioni che per diventare tali devono sempre dimostrare qualcosa. I primi, non appena si affacciano in gruppo, lasciano tutti a bocca aperta e si prendono il centro della scena a suon di risultati e prestazioni eccellenti.
I secondi, ci mettono più tempo ad emergere e nonostante i risultati sono sempre sotto esame, anche quando ormai sono diventati corridori affermati. Alla prima schiera appartengono corridori come Mark Cavendish o Peter Sagan, alla seconda senza il minimo dubbio Andrè Greipel.

Il tedesco della Lotto Soudal è uno dei velocisti più forti del mondo e i numeri stanno lì a dimostrarlo. Nel 2010, nel 2012 e nel 2014 è stato il plurivittorioso della stagione con 21, 19 e 16 successi. Ha lasciato la sua firma a Giro, Tour e Vuelta e ad oggi ha totalizzato 119 vittorie.

Andrè ha sempre dovuto misurarsi con l'ombra di qualcuno o guadagnarsi sulla strada i gradi di capitano e la giusta considerazione agli occhi di ds e team manager. Professionista dal 2005 e dall'anno successivo che è nel grande ciclismo. Nel 2006, la Telecom orfana di Erik Zabel, passato alla Milram, sceglie di puntare proprio su lui per farne l'erede del quattro volte vincitore della Sanremo. L'eredità è pesantissima, per un giovane alle prime armi ancor di più, ma Greipel dimostra di avere buoni numeri. Non tutto però va secondo i piani, dopo un discreto primo anno,  nel 2007, in squadra arriva Mark Cavendish e "Cannonball" diventa immediatamente il cavallo su cui puntare.

Quando a fine stagione la Telecom chiude e la struttura tedesca viene assorbita dalla High Road, Greipel è chiaramente la seconda punta della squadra e al Giro 2008, nonostante le grandi cose  mostrate al Tour Down Under, viene convocato come ultimo vagone del treno di Mark Cavendish. Le cose funzionano bene con i due che nonostante tutto hanno un buon rapporto, al punto che Mark gli lascia la tappa di Locarno. La rivalità si acuisce nel 2009 quando sono i due corridori più vittoriosi della stagione. Andrè si impone in 4 tappe della Vuelta ma deve guardare da casa sia Giro che Tour. Nel 2010 la convivenza diventa impossibile e i 21 successi stagionali gli impongono di cambiare squadre.

Ad accaparrarselo è la Lotto che cerca di costruirgli attorno un buon treno. Tutto sembra pronto per l'esplosione definitiva e invece a fargli ombra è Philippe Gilbert che centra la stagione della vita e inevitabilmente gli "ruba" spazi e attenzioni. Il giorno dei giorni arriva comunque in questa stagione, il 12 luglio, durante il suo primo Tour de France, a Carmaux si prende la sua prima vittoria. L'avversario battuto è nientemeno che Mark Cavendish e il cerchio sembra chiudersi.

Andrè però non è il tipo che si accontenta, vuoi per la fatica che ha fatto per emergere, vuoi perché viene dalla Germania dell'Est come Voigt e Martin, due dei corridori più grintosi degli ultimi anni, ma vuole diventare il Re dello sprint e al Tour 2012 dimostra di esserci molto vicino, visto che si porta a casa 3 successi di tappa proprio come Cavendish.

A questo punto Greipel è uno dei ciclisti più forti e rispettati, tutto sembra andare verso un finale di carriera ricco di soddisfazioni e in discesa, ma ecco arrivare sulla scena mondiale John Degenkolb e Marcel Kittel, due giovani tedeschi che vogliono rubargli la scena a suon di risultati. Se Degenkolb predilige arrivi più selettivi e le classiche, Kittel lo sfida apertamente al Tour de France e ne esce vincitore diventando il velocista principe sia nel 2013 che nel 2014.

Al di là dei numeri sempre importanti, la parabola di Greipel sembrava ormai in fase discendente ma in questi giorni al Tour de France sta dimostrando che ancora una volta si erano fatti i conti senza tener presente la sua fame e la sua forza. Con Kittel a casa, Andrè si presentato al massimo della forma e dopo aver già portato a casa due vittorie è deciso come non mai a riprendersi lo scettro di Re delle volate, a respingere l'avanzata dei giovani sprinter e a rintuzzare il tentativo di restauro delle vecchie gerarchie portato da Cavendish.

Al termine del Tour, che riporti o meno la maglia verde in Germania a 14 anni di distanza dal sesto e ultimo trionfo di Erik Zabel, il suo cerchio sarà definitivamente chiuso e in attesa che qualcuno provi a riaprirlo, nessuno potrà più mettere in discussione il "gorilla".

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