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il più grande spettacolo dopo il big-bang?

Dopo Olimpiadi e Mondiale di calcio, il Tour è il terzo evento sportivo più seguito al mondo e l'edizione numero 102 che scatta sabato prossimo da Utrecht, ha tutto per diventare l'evento sportivo dell'anno e non certamente perché siamo in un anno dispari, quindi senza Mondiali o Olimpiadi, ma perché i più grandi interpreti delle corse a tappe hanno scelto di darsi appuntamento sulle strade francesi dal 4 al 26 luglio. Per la prima volta Nibali, Froome, Contador e Quintana si scontrano in un GT.

Le attese sono alte perché parliamo di quattro campione se non addirittura di quattro fenomeno e visto il percorso del Tour ne potranno succedere di tutti i colori quasi ogni giorno. Gli organizzatori hanno proposto un percorso rivoluzionario, almeno a queste latitudini. Non c'erano così pochi km a cronometro (14 individuali e 28 a squadre) dal 1947. Tante tappe presentano un chilometraggio decisamente basso con appena 2 frazioni sopra i 200 km e le ultime 3: La Toussuire, Alpe D'Huez e la passerella finale di Parigi che assieme sommano appena 358 km. Una scelta volta a restituire credibilità ad uno sport e ad una corsa che troppo spesso si è scottata col doping e a di invogliare gli atleti a correre col coltello tra i denti tutti i santi giorni di un mese che si annuncia caldissimo, non solo dal punto di vista atmosferico.

Mai come stavolta sembrano lontanissimi i tempi in cui si partiva già sapendo o quasi il nome di avrebbe sfilato in maglia gialla sugli Champs-Élysées. Quasi mai nella storia del Tour, sicuramente non negli ultimi anni, si era partiti con quattro potenziali vincitori di questo calibro.

Dei magnifici quattro che dovrebbero giocarsi il successo finale solo Nairo Quintana non ha ancora trionfato a Parigi, ma nella sua unica partecipazione alla Grande Boucle, nel 2013, ha chiuso in seconda posizione conquistando maglia bianca e maglia a pois. Vincenzo Nibali e Chris Froome sono gli ultimi due vincitori, Alberto Contador ha vinto nel 2007 e nel 2009 e ha conquistato gli ultimi 2 GT che ha disputato, vale a dire Vuelta 14 e Giro 15. Ad eccezione dello spagnolo, che ha già rimpinguato il suo palmares col Giro, per gli altri tre contendenti, il Tour è l'appuntamento dell'anno e sanno di non poter sbagliare.

Nibali ha appena riconquistato il titolo italiano ed ha scelto un avvicinamento soft al Tour, infatti in questo 2015 non l'abbiamo quasi mai visto realmente competitivo ma è una scelta ben ponderata e studiata con Slongo che è a conti fatti è la vera guida di Vincenzo. Particolarmente emblematica l'immagine del Delfinato, quando decise di sfilarsi in salita per non incorrere in un fuori giri che mal si sposava col suo programma di allenamento. Questo modo di correre gli ha attirato qualche antipatia e qualche critica, quindi sa benissimo che al Tour, dove tutti lo aspettano al varco, deve dimostrare di aver fatto le scelte giuste e soprattutto deve mettere a tacere una volta per tutte le voci che hanno bollato come fortunato più che meritato il suo trionfo al Tour. Sostanzialmente non ha punti deboli e questa è la sua sue arma migliore.

Froome è il corridore più strano del gruppo, sgraziato e brutto da vedere ma tremendamente efficace. Ormai celebre per le sue "frullate" è il prototipo del corridore scientifico, quasi costruito in laboratorio. Per rendersene conto basta guardarlo per un paio di minuti in salita, ogni 4/5" uno sguardo al computerino e via. Incurante del ritmo e delle accelerazioni degli avversari, guarda solo ed esclusivamente i suoi dati e agisce di conseguenza, emblematica in questo senso l'ultima Vuelta, quando sembrava doversi staccarsi da 20 corridori, gregari compresi, salvo poi essere l'ultimo a cedere alle stoccate di Contador. Se assisteremo ad una corsa lineare, cosa un pò difficile con questo percorso, sarà difficilissimo da battere ma se si scatena la bagarre sin dalle prime tappe può pagarla a caro prezzo. Magari non sarà più il dominatore del 2013, ma non credo sia nemmeno quello dello scorso anno che finiva regolarmente a terra.

Nairo Quintana è il più emblematico dei quattro, si fa vedere poco in giro, si allena spesso da solo dall'altra parte del mondo, e quando torna in Europa è sempre là davanti. E' il più scalatore di tutti ed appartiene ad una scuola ormai in disuso, quella di chi spinge i lunghi rapporti e questa caratteristica, quando è in forma, gli permette di fare veramente la differenza in salita, visto che non è il classico corridore che scatta solo nel finale per prendersi tappa, abbuono e qualche secondo, quando attacca in salita lo fa per guadagnare quanto più è possibile. E' il meno esperto dei favoriti e sicuramente rispetto a Nibali e Contador e meno scafato ma al Giro 2014 ha già fatto vedere che è capace di vincere anche quando deve inventarsi qualcosa lontanissimo dal traguardo e in questo Tour potrebbe essercene bisogno.

In questo ciclismo dell'iper specializzazione Contador potrebbe pagare le fatiche del Giro e forse parte un pelino dietro gli altri tre, ma parliamo sempre del massimo interprete dei GT degli ultimi 10 anni. Se il Giro potrebbe togliergli qualcosa a livello atletico, ecco che a livello mentale potrebbe fare la differenza, è l'unico che ha già la stagione in saldo positivo comunque andrà. Senza l'obbligo di dover vincere potrà dar fondo a tutte le sue abilità tattiche e mentali per portarsi a casa il Tour. Tra i quattro è probabilmente l'unico che può vincere senza essere il più forte. Il suo tentativo di doppietta qualora andasse a termine lo proietterebbe direttamente nella leggenda di questo sport. La sua vittoria sconfesserebbe una volta per tutte il modo di fare ciclismo degli ultimi anni e sicuramente sarebbe la più bella notizia per tutto il ciclismo al di là del tifo personale di ognuno di noi.

La presenza dei magnifici quattro oscura, almeno fino alla partenza, la presenza di gente come Pinot e Peraud che lo scorso anno sono saliti sul podio, di uno come Purito Rodriguez che insegue un GT da una vita ed è salito sul podio di Giro, Tour e Vuelta, di chi come Valverde che un GT l'ha vinto ma che insegue ancora il primo podio francese, di chi come Uran che ha chiuso due volte secondo al Giro, di chi come Van Garderen che vanta due top five al Tour e di chi come Bardet che l'ha sfiorata l'anno scorso e non è finita qui visto che ci sono  almeno altri 10 corridori che in carriera vantano piazzamenti importanti nei GT.

In questi anni abbiamo assistito a grandi duelli sulle strade del Tour ma mai il pronostico è stato così aperto a ben quattro corridori, se le aspettative saranno rispettate potremmo davvero assistere, come canta Jovanotti, al più grande spettacolo dopo il big bang.

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