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Incertezza Mondiale

Finalmente domenica le chiacchiere verranno lasciate da parte e a parlare saranno la strada e le gambe dei corridori. A differenza dello scorso anno, dove già si conosceva la reale difficoltà del tracciato e complice la pioggia, non fu un caso che a giocarsi la maglia iridata furono uomini da GT o da classiche dure. Qui a Ponferrada il discorso è parecchio diverso, il circuito si presta a parecchie interpretazioni, c'è chi come l'Italia e la Spagna, un pò per scelta e un pò per necessità hanno scelto di puntare su corridori da corsa dura se non durissima, mentre altre nazioni puntano decise sugli uomini veloci, cosa che a noi e agli spagnoli manca quasi completamente.

La battaglia sarà tra chi cercherà di fare corsa dura per sfruttare i pochi punti selettivi del tracciato e tra chi cercherà di resistere ai vari attacchi per giocarsi tutto in volata. A seconda di come andrà la gara, cambieranno anche i protagonisti che si giocheranno la maglia iridata. Quest'anno, viste le varie interpretazioni date al percorso, puntano al successo finale, una serie di corridori molto diversi tra loro, tra  passisti, grimpeur, scalatori, cronoman, velocisti e mezzi velocisti sono almeno una quindicina quelli che sognano di salire sul tetto del mondo.

Tra i padroni di casa sono sono Alejandro Valverde e Purito Rodriguez i capitani, quindi pochi dubbi su che tipo di corsa fare per gli spagnoli, visto che per vincere entrambi hanno bisogno di arrivi a ranghi ristretti. Da valutare anche la coesistenza tra i due dopo quanto successo lo scorso anno a Firenze. In ogni caso il capitano della Movistar ha più carte da giocarsi, non ultima quella dello sprint, e dopo 5 podi mondiali, sa benissimo che questa è una delle sue ultime occasioni. Discorso più complicato per Purito che dovrebbe staccare tutti sull'ultima salita per prendersi quella rivincita che aspetta da Firenze.

Per l'Italia la situazione non si profila delle più semplici, il nostro capitano, Vincenzo Nibali non sta benissimo e nemmeno il tracciato gli si addice troppo. Gli uomini (Aru, Bennati, Damiano Caruso, Giampaolo Caruso, Sonny Colbrelli, De Marchi, Nibali, Quinziato, Visconti), scelti dal CT Davide Cassani, per la sua prima nazionale la dicono lunga sull'atteggiamneto che cercheremo di avere in gara, aspettare lo sprint o subire la corsa, sarebbe fatale per le nostre ambizioni. L'uomo più veloce è Sonny Colbrelli che attraversa anche un bel momento di forma, se i nostri attacchi dovessero andare tutti a vuoto o non sortire gli effetti sperati, sarà lui la nostra punta per la volata finale.

Tra chi spera in una corsa dura c'è anche Philippe Gilbert, autore fin qui di una stagione non proprio entusiasmante, ma il vallone, già iridato a Valkenburg due anni orsono, sa come muoversi e ha la classe giusta per giocarsi il successo, considerando che è dalle Ardenne che prepara questo mondiale e difficile immaginarlo lontano dal podio. Il campione del mondo in carica, il portoghese Rui Costa, parte abbastanza defilato ma in Canada ha mostrato che la gamba c'è, ancora una volta sarà un cliente difficile per tutti e la sua intelligenza tattica, potrebbe fare nuovamente la differenza. Chi invece vuole prendersi una rivincita sul destino dopo gli ultimi Mondiali è il colombiano Uran, ma lui come i nostri deve sperare in una corsa dura che probabilmente non ci sarà.

I corridori buoni per ogni situazione di gara si sprecano, il più atteso è senza dubbio Fabian Cancellara, all'ennesimo assalto a quella maglia iridata che gli è sempre sfuggita, conscio che in futuro di occasioni non ne avrà troppe, ha saltato anche la cronometro per preservare energie. Su questo tracciato sarà difficile da staccare e ultimamente in volata sembra quasi un velocista. Sulle strade spagnole potrebbe andare in scena l'ennesimo duello con Peter Sagan, i due che faticano a sopportarsi, ancora una volta avranno lo stesso obiettivo e anche se lo slovacco, nelle ultime uscite non ha destato grande impressione sarà uno degli uomini da battere. Vedremo se finalmente Peter diventerà grandissimo anche nelle corse più importanti. Un altro corridore insidiosissimo per tutti sarà Michal Kwiatkowski, il polacco sempre piuttosto intraprendente ha nel suo spunto veloce una delle migliori carte da giocarsi, ma non teme nemmeno una corsa dura.

Tra gli uomini veloci, che hanno bisogno di una corsa non troppo tirata, il punto di riferimento è John Degenkolb. Il tedesco uscito in formissima dalla Vuelta era in assoluto l'uomo da battere, ma un'infezione che lo ha costretto ad un veloce ricovero in ospedale, potrebbe averlo debilitato. Se sta bene è lo spauracchio per tutti, visto che in volata non si tiene e che su questo percorso può tenere le ruote dei migliori. Nacer Bouhanni, in tempi non sospetti ha dichiarato di puntare a questo mondiale, quella che sembrava una spacconata, è diventata man mano una candidatura credibile. Alla Vuelta ha tenuto benissimo in tappe che sulla carta gli erano davvero ostiche. A suo sfavore giocheranno la distanza e il fatto che non corre dalla Vuelta. Chi invece è un uomo di fondo è il norvegese Kristoff che cercherà di suggelllare una stagione quasi perfetta, dopo la vittoria della Sanremo in tanti storsero il naso, oggi nessuno lo sottovaluta.

La squadra da battere pare in ogni caso l'Australia che si presenta al via con due punte del calibro di Matthews e Gerrans. Il primo può giocarsela allo sprint con chiunque e tra gli uomini veloci e uno di quelli che in assoluto tiene meglio in salita. Il vincitore della Liegi, invece è reduce dai due successi nelle classiche canadesi ed è in stato di grazia, quelli che possono staccarlo in salita sono pochissimi e in uno sprint ristretto sarebbe sorprendente trovarne uno più veloce di lui. Il problema per lui, abituato a nascondersi e partire in seconda fila, potrebbe essere quello di correre con gli occhi di tutti puntati addosso.

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