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Indici in rialzo per l'ItalPavè

Con il poderoso sprint di John Degenkolb nel velodromo più famoso del mondo, si è chiusa la stagione delle classiche del Nord, quelle che tra muri e pavé tante emozioni ci regalano ogni anno. Imponendosi alla Roubaix, il tedesco della Giant, è andato a scrivere per sempre il proprio nome nella storia del ciclismo. Prima di lui solo  Cyrille Van Hauwaert nel 1908 e Sean Kelly nel 1986, avevano vinto nello stesso anno Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. Un record che va a mettere un po' in ombra la cavalcata trionfale di Kristoff, primo nella storia a fare la tripletta 3 Giorni di La Panne, Fiandre e Scheldeprijs.

Se Degenkolb e Kristoff sono stati i grandi protagonisti di questa prima parte di stagione, tra i grandi delusi è impossibile non citare Peter Sagan e Sep Vanmarcke che in questa prima parte di stagione avevano i principali obiettivi della loro stagione. Ora che le classiche del Nord sono finte e in attesa che inizino quelle delle Ardenne, possiamo fare un bilancio sulla spedizione azzurra tra muri e pavè.

Con la globalizzazione che ha vissuto il ciclismo negli ultimi anni, parlare ancora di spedizione italiana è forse un po' anacronistico, ma prendere in esame i risultati raccolti dai nostri corridori in queste gare, ci permette di capire meglio lo stato di salute del  nostro movimento che proprio qui al Nord, negli ultimi due anni, ha toccato uno dei punti più bassi della sua storia.

Dopo Fiandre e Roubaix ci tocca aggiornare il numero di Classiche Monumento senza successi italiani. Una cifra che ahinoi ha toccato quota 33, visto che un nostro successo tra Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia, manca ormai dal Lombardia 2008 griffato Damiano Cunego. Al di là del mero dato statistico, i nostri corridori hanno dato segnali di ripresa importanti. Lo scorso anno nelle 4 prove WT non avevamo trovato neppure una top 10, con i migliori che erano stati Paolini(13°) ad Harelbeke, Trentin (15°) alla Gand, e Pozzato (16° e 50°) a Fiandre e Roubaix.

Finalmente in questa stagione siamo tornati a fare nostra una delle 4 prove WT, cosa che non ci accadeva dal Fiandre 2007 vinto da Ballan, in quanto l'E3 Harelbeke 2009 vinta da Pozzato, non era una gara WT. A regalarci il successo alla Gand Wevelgem, 13 anni dopo Mario Cipollini, è stato Luca Paolini. Questo successo, per il 38enne della Katusha, è il giusto riconoscimento ad una carriera spesa al servizio dei capitani ma per quanto bello, meritato e a tratti entusiasmante è un successo che rischia di essere fine a se stesso, vista l'età avanzata e il ruolo che ricopre nel suo team.

Più incoraggianti, in vista dei prossimi anni, i segnali emersi da Harelbeke dove Matteo Trentin è riuscito a salire sul podio regolando nella volata dei battuti uno dei protagonisti assoluti di questa stagione come Kristoff, mentre Daniel Oss è andato a cogliere un decimo posto che gli ha dato la fiducia necessaria in vista della Gand che ha poi chiuso all'ottavo posto. Top 10 mancata a Fiandre e Roubaix, alla Ronde Oss e Pozzato l'hanno sfiorata chiudendo in 11a e 12a posizione. Le cose sono andate peggio alla Roubaix dove per la terza volta negli ultimi 15 anni non abbiamo piazzato nessun corridore tra i primi 20, visto che il primo azzurro al traguardo è stato Marco Marcato (22°) che ha chiuso nel gruppetto di Kristoff. In ogni caso risultati migliori rispetto al pessimo 2014 ma comunque abbondantemente migliorabili.

Andando ad analizzare i singoli corridori, quello che ha fatto vedere le cose più interessanti è stato senza dubbio Daniel Oss, protagonista da Harelbeke al Fiandre e un pò mancato alla Roubaix, che è comunque la gara che gli si addice meno. I suoi piazzamenti hanno un valore ancora maggiore se si considera che non  ha mai fatto liberamente la propria corsa ma ha sempre lavorato per la squadra e per Van Avermaet in particolare. Spesso e volentieri anche a Trentin ha dovuto lavorare per la squadra ma il podio di Harelbeke gli ha fatto scalare le gerarchie e aumentare la considerazione in squadra, una cosa che gli tornerà molto utile nella prossima campagna del Nord. Paolini ha confermato ancora una volta le sue qualità nel saper leggere la corsa e nel lavorare per i compagni, anche se non è stato importante per Kristoff come lo era stato alla Sanremo. Ad ogni modo la vittoria alla Gand, per come è arrivata è un qualcosa che lo proietta in una nuova dimensione.
Chi invece non tornerà più a certi livelli è Filippo Pozzato, vicino ai migliori solo al Fiandre. Un virus lo ha debilitato nella prima parte di questa spedizione ma del corridore capace di salire sul podio a Fiandre e Roubaix ormai è rimasto solo il ricordo e l'avanzare dell'età non aiuta. Il suo futuro potrebbe essere quello di gregario in qualche squadra importante.

Tirando le somme, siamo tornati a vincere una classica del Nord e già questo basterebbe per far tornare il sorriso ma i segnali più incoraggianti sono arrivati da Oss e Trentin e questo ci lascia ben sperare per il futuro, visto che il trentino della BMC è ormai nell'età della definitiva maturazione mentre Trentin sta iniziando ad entrare nella fase decisiva della sua carriera per capire quale potrà essere il suo ruolo nelle grandi corse.

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