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Ivan Basso, quando il Tour diventa un'ossessione

Ivan Basso costruì la sua carriera e le sue ambizioni sul Tour de France, la corsa più ambita che con il passare degli anni diventò un'ossessione.

Ivan Basso ha vinto due volte il Giro d'Italia nel 2006 e nel 2010 ed è stato tra i migliori interpreti delle corse a tappe, ma è un corridore che nei primi anni di carriera si è costruito sulle strade del Tour de France. La corsa più ambita, che col passare degli anni è diventata la sua ossessione. Un'ossessione che è rimasta tale visto che Ivan la maglia gialla non l'ha mai indossata nemmeno per un giorno.

Nel 2004 e nel 2005 è salito sul podio del Tour, col secondo posto del 2005 che di fatto gli aveva consegnato la pesantissima eredità di Lance Armstrong, col tiranno americano che dopo aver conquistato il settimo Tour consecutivo, sul podio di Parigi lo aveva indicato come il suo erede nonché come il vincitore del Tour 2006.

lance armstrong ivan basso tour de france

Senza più Armstrong in gruppo, Basso tenta la doppietta Giro-Tour, ma dopo una corsa rosa dominata in lungo e in largo con il secondo in classifica, "El bufalo" Gutierrez ad oltre nove minuti, Ivan non correrà il Tour a causa dell'Operacion Puerto che gli costerà due anni di squalifica e di fatto gli impedirà di coronare il suo sogno.

Dopo la squalifica correrà quattro volte il Tour ma non andrà mai vicino a salire sul podio, col settimo posto del 2011 che resterà il suo miglior piazzamento della seconda parte di carriera.  Non solo Ivan non lotterà mai per la maglia gialla ma non riuscirà nemmeno a rivincere una tappa, con l'unico successo sulle strade del Tour che rimarrà quello di La Mongie nel 2004, quando negli arrivi in salita non era nemmeno obbligatorio indossare il casco.

Nel biennio 2004/2005, in salita è l'unico che riesce a tenere Armstrong più volte, è il primo degli umani. Proprio in una di queste occasioni, il 16 Luglio 2004, nella prima tappa Pirenaica riesce a conquistare la prima e unica vittoria sulle strade del Tour. Nella tappa che si concludeva a La Mongie che altro non è che il Tourmalet senza gli ultimi tre chilometri, riesce a resistere al ritmo imposto da Armstrong e dai suoi gregari. Quando a quattro chilometri dalla vetta Armstrong accelera per concludere il lavoro dei propri compagni, oltre ad Ivan  e al suo compagno di squadra alla CSC, Carlos Sastre, gli resiste solo Francisco Mancebo ma ben presto i due spagnoli dovranno cedere d'innanzi alle accelerazioni di Lance.

Basso e Lance vanno su di comune accordo e così in vista del traguardo, sebbene Armstrong non possa ancora andarsi a riprendere la maglia gialla, temporaneamente sulle spalle di Voeckler, gli lascia la vittoria di tappa, una vittoria importantissima per Ivan che non vinceva da tre anni e può dedicare il successo alla madre malata e alla piccola Domitilla. Il giorno successivo a Plateau de Beille stessa scena con Ivan che è l'unico a resistere al ritmo di Armstrong ma stavolta l'americano non fa sconti e in attesa della maglia gialla, ancora sulle spalle di Voeckler, si prende la tappa. La stessa scena si ripete nella prima frazione alpina con arrivo a Villard-de-Lans e stavolta Armstrong si prende tappa e maglia.

Quello di La Mongie è l'unico successo di Ivan sulle strade del Tour quindi avrà sempre un sapore speciale per il varesino e i suoi tifosi ma a pensarci bene non può non esserci un velo di tristezza su quella vittoria, sia perché arrivata "solo" su gentile omaggio di Lance sia perché un corridore forte come Ivan non può aver vinto solo quella volta sulle strade del Tour, la corsa che più ogni altro ha sempre sentito sua e che purtroppo è diventata la sua ossessione.

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