Truly Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

La forza della tranquillità

Il Fiandre, andato in scena nel giorno di Pasqua, ha consacrato definitivamente due atleti molto diversi tra loro: Alexander Kristoff ed Elisa Longo Borghini. Velocissimo il primo, tremendamente ferma in volata la seconda ma entrambi decisamente consapevoli dei propri mezzi e della propria forza. Viste le rispettive caratteristiche, vederli vincere alla stessa maniera è impensabile o quasi e invece i successi di domenica sono abbastanza simili.

Per vincere Elisa ha bisogno di corse dure e di arrivare in solitudine, Alexander invece può tranquillamente aspettare le volate finali visto che parliamo di un corridore capace di imporsi negli sprint affollatissimi del Tour de France, anche se il suo pane preferito sono quelle gare mosse a tal punto da risultare indigeste ai velocisti puri.

Per entrambi non è la prima grande classica vinta, il norvegese della Katusha va ad aggiungere questo Fiandre alla Sanremo 2014, mentre l'italiana, da quest'anno, in forza alla Wiggle Honda l'aggiunge al Trofeo Binda 2013, l'altra prova di Coppa nel suo palmares e fino a domenica scorsa il successo più prestigioso della sua carriera.

Che stesse benissimo, Kristoff, l'aveva fatto capire in diverse occasioni a cominciare dalla Sanremo persa per un soffio perché partito troppo lungo, poi ad Harelbeke e alla Gand e soprattutto alla 3 giorni di La Panne dove aveva dominato in lungo e in largo facendo sue le 3 tappe in linea e la classifica finale dopo una convincente cronometro chiusa sul podio. A vederlo così in forma era logico pensarlo come uno dei favoriti per il Fiandre, a maggior ragione dopo i forfait di Boonen e Cancellara o la scarsa vena di Peter Sagan, il dubbio semmai era legato alla capacità sua e della  squadra di tenere chiusa la corsa, in modo tale da arrivare ad uno sprint ristretto in cui sprigionare tutta la propria potenza.

In teoria doveva difendersi sui muri e non farsi sorprender da qualche azione in contropiede, in pratica ha fatto molto di più mettendo nel sacco tutti gli avversari con una corsa d'attacco che denota ancora una volta la sua grande intelligenza e la capacita di leggere al meglio la gara. In cima al Kruisberg, quando è scattato Terpstra è stato l'unico a fiondarsi alla ruota dell'olandese. Collaborando sin da subito senza remore, ha dato impulso e vigore all'azione mettendosi al riapro da eventuali giochi di squadra che avrebbe potuto fare la Etixx vista la buona forma di Stybar. Proprio in questi chilometri, Kristoff è riuscito ad insinuare nella mente di Terpstra il tarlo che sui successivi muri avrebbe potuto perdere contatto. Conscio della propria presunta superiorità, il vincitore dell'ultima Roubaix era convintissimo di staccarlo sull'Oude Kwaremont o sul Paterberg ma prorpio su questi due muri è stato Kristoff a prendere l'iniziativa e ad imporre un ritmo elevato che non consentisse all'olandese di scattare, anzi sul Paterberg ha dato la netta impressione che se solo avesse voluto avrebbe potuto staccare l'avversario.

Non volendo però esagerare, ha deciso di restare assieme al corridore della Etixx che, pur essendo decisamente più lento, ha continuato a collaborare quasi fino alla fine anche se sempre con un certo margine di riserva. Quando Terpstra ha iniziato a far capire di non voler più collaborare, Kristoff gli ha fatto intendere chiaramente che non lo avrebbe portato in carrozza fino all'arrivo, facendo quindi maturare nella testa del compagno d'attacco l'ipotesi che la sicurezza di un secondo posto sarebbe comunque stata meglio della possibilità di finire quarto qualora ci fosse stato il rientro di Van Avermaet e Sagan. Lo sprint non ha avuto ovviamente storia e così Kristoff è andato a prendersi un successo che lo consacra definitivamente tra i grandi del gruppo.

Più esaltante ma forse anche più "facile", vista la superiorità mostrata, il successo di Elisa arrivato al termine di una cavalcata lunga 28 km. Poco prima del Kruisberg, la Longo Borghini si è lanciata nella sua azione e sulle prime solo la tedesca Trixi Worrack ha tentato di seguirla ma ben presto ha capito che non c'era nulla da fare. Col passare dei km cresceva anche il vantaggio di Elisa e per le 9 inseguitrici tra cui la Campionessa del Mondo Pauline Ferrand Prevot e la leader di Coppa Lizzie Armitstead non c'era più nulla da fare. Su Oude Kwaremont e Paterberg, tra due ali di folla, Elisa ha messo in cassaforte il successo e ha iniziato a capire la portata dell'impresa che stava compiendo. Sul traguardo non è riuscita a trattenere le lacrime e si è messa alle spalle quasi due anni difficili, con l'infortunio al campionato tricolore 2013 che ne aveva momentaneamente fermato l'ascesa dopo il trionfo di Cittiglio, anche quello arrivato dopo una lunga cavalcata solitaria.

Adesso che il cerchio è chiuso ed Elisa è diventata la prima azzurra a conquistare il Fiandre, è pronta a riprendere quell'ascesa che solo l'infortunio aveva interrotto e viste le sue qualità questo fantastico assolo non è destinato a rimanere isolato. Domenica scorsa entrambi sono entrati in una nuova dimensione e pur essendo due atleti molto diversi tra loro hanno mostrato alla stesso modo tutto la loro forza e la loro tranquillità e sappiamo che Campioni lo si è prima nella testa e poi nella gambe.

Subscribe now to our newsletter!