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La stagione degli outsiders, re per un solo giorno

Ci sono stagioni in cui a spartirsi le grandi classiche sono i grandi campioni e stagioni in cui ad imporsi sono gli outsider. Sono tante le occasioni in cui hanno trionfato corridori inaspettati ma la stagione 2011, quella della tripletta ardennese di Philippe Gilbert, fu a suo modo storica in guanto quattro delle cinque prove Monumento: Sanremo, Fiandre, Roubaix e Lombardia, andarono a corridori poco accreditati alla vigilia.

Alla Sanremo si impose Goss, al Fiandre Nuyens, alla Roubaix Vansummeren e al Lombardia Zaugg. Quattro corridori che vissero la giornata di gloria della loro carriera. Di questi solo Goss aveva un certo feeling con la vittoria, gli altri tre in carriera avevano vinto poco (Nuyens) o pochissimo. Per tutti e tre quel successo che poteva cambiargli la carriera, in realtà è stato l'ultimo acuto della carriera.

Se per Vansummeren era abbastanza normale aspettarsi che quel successo alla Roubaix non gli avrebbe certamente cambiato la carriera, se non nel breve periodo, visto che per le sue caratteristiche restava comunque un uomo di fatica e di conseguenza poco vincente, per gli altri il discorso poteva essere diverso.
Nuyens che tra muri e pavé è sempre stato a suo agio sia come capitano che come seconda punta in quel Fiandre riuscì a battere allo sprint Chavanel e soprattutto Cancellara, del quale aveva ereditato i gradi di capitano in casa Saxo visto il trasferimento dello svizzero alla Leopard. Quella vittoria poteva regalargli un'ultima parte di carriera importante e invece è stato l'ultimo trionfo della sua carriera. Dopo questo giorno di gloria Nuyens a causa di una lunga serie di guai fisici non ha più corso il Fiandre e alla fine del 2014 ha appeso la bici al chiodo.

Oliver Zaugg fino al 15 ottobre 2011 non aveva mai vinto nessuna corsa e dopo quel giorno non lo ha più fatto, basterebbe questo dato a spiegare la sorpresa nel vederlo arrivare tutto solo sul traguardo di Lecco. Il grande protagonista di quel Lombardia fu Nibali che attaccò sul Ghisallo ad oltre 50 km dal traguardo, per poi essere ripreso ad una quindicina di km dall'arrivo. Zaugg, dopo una corsa attenta e sempre nella pancia del gruppo, sull'inedita salita di Villa Vergano - come poi avrebbe fatto nei due anni successi Purito Rodriguez - piazzò lo scatto decisivo e arrivò tutto solo al traguardo resistendo al ritorno degli inseguitori negli ultimi km di corsa. Come accaduto per Nuyens questo successo non gli ha cambiato la carriera ed è tornato ad essere un corridore normale, un buon gregario e poco più. Sabato scorso, ha corso la suan ultima gara al Lombardia vinto da Chaves.
Il caso più clamoroso e sconfortante è quello di Matthew Goss. Il velocista australiano un pò chiuso in casa in casa HTC dalla presenza di Cavendish si era segnalato come uno di quegli sprinter capaci di imporsi in quelle frazioni o in quelle corse che per i velocisti puri risultavano troppo dure. Prima di quella Sanremo i successi più importanti erano stati una Parigi - Bruxelles (09) e una tappa al Giro d'Italia nel 2010. Goss fu l'unico velocista che riuscì a tenere gli attacchi dei vari Nibali, Van Avermaet, Gilbert e Cancellara e per lui imporsi sul lungomare Italo Calvino dove si concludeva quell'edizione della Classicissima, sembrò addirittura facile.

Quel giorno sembrò che avessimo trovato un nuovo fuoriclasse, Goss si impose al termine di una delle edizioni più belle degli ultimi anni e lo fece da padrone assoluto chiudendo su tutti gli allunghi dei rivali negli ultimi chilometri. Dopo la Sanremo, Goss ha raccolto solo altri due successi in carriera, una tappa al Giro nel 2012 e una alla Tirreno nel 2013 e dopo un buon 2012 ha iniziato un declino che l'ha portato a chiudere la carriera al termine di questa stagione avara di soddisfazioni, con un solo piazzamento tra i primi 10.

Questi quattro successi sicuramente meritati e arrivati al cospetto di corridori importanti, da un lato sono ricordati con piacere in quanto questi quattro ragazzi per un giorno si sono sentiti i più forti del mondo, e dall'altro con un po' di tristezza soprattutto per Nuyens e Goss per quello che sarebbe potuto essere e non è stato il prosieguo della loro carriera.

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