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Le Tour: caccia al trono di Francia

Dalla Manica e da Mont-Saint-Michel nello specifico, inizia il Tour de France e con Euro 2016 che sta entrando nella sua fase decisiva e più appassionante, la Francia sarà il centro del mondo sportivo. Il menù di questo Tour prevede 3519 km, nove tappe pianeggianti, nove di montagna, di cui quattro con arrivo in salita (Andorra, Ventoux, Finhaut-Emosson e Saint-Gervais) e due cronometro individuali.
Sulla falsa riga del tracciato dello scorso anno, ci sono pochi chilometri a cronometro e tante tappe di montagna, insomma il terreno per lo spettacolo c'è, poi come sempre toccherà ai corridori interpretare al meglio il percorso e darsi battaglia. Così come lo scorso anno, al via del Tour ci saranno tutti i migliori interpreti dei GT, a giocarsi la maglia gialla saranno anzitutto Froome, Quintana e Contador, ma Aru e Nibali non possono essere in alcun modo sottovalutati, lo stesso dicasi per Valverde e Pinot, e i corridori di spicco non sono di certo finiti qui viste le presenze di Bardet, Porte, Van Garderen e Rodriguez solo per fare qualche altro nome.

Considerando che Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde pagheranno le fatiche del Giro d'Italia, realisticamente a giocarsi il successo finale saranno Chris Froome, Nairo Quintana e Alberto Contador, con Fabio Aru pronto ad inserirsi.

Froome ha vinto due degli ultimi tre Tour e pur non avendo vissuto una stagione esaltante arriva al Tour nelle migliori condizioni vista la recente vittoria al Delfinato, dove ha battuto gran parte degli avversari che ritroverà sulle strade della Grande Boucle. Sgraziato e brutto da vedere, il capitano dello squadrone Sky è il prototipo del corridore scientifico, quasi costruito in laboratorio. Per rendersene conto basta guardarlo per un paio di minuti in salita, ogni 4/5'³ uno sguardo al computerino e via. Quando la corsa segue il piano prestabilito è difficilissimo da battere in quanto riesce ad isolarsi da tutto e tutti e a portare al termine il proprio piano. Finora ha sempre vinto i Tour dominando i primi arrivi in salita, per poi controllare nelle ultime tappe. Dalla sua avrà una squadra fortissima con Landa, Henao, Thomas, Poels, Nieve e Kiryienka che lo scorteranno in salita.

La stagione di Nairo Quintana è stata fin qui quasi perfetta, vittorie al Catalunya, al Romandia e alla Route du Sud, podi al San Luis e al Pais Vasco. Tra i favoriti è il più scalatore ed appartiene ad una scuola ormai in disuso, quella di chi spinge i lunghi rapporti e questa caratteristica, quando è in forma, gli permette di fare veramente la differenza in salita. Sulle strade del Tour ha già raccolto due secondi posti e sembra pronto per portare per la prima volta in Sud America la maglia gialla. Per farlo deve evitare di farsi prendere dalla frenesia di seguire le frullate di Froome e andare fuori giri sulle prime salite, visto che sia nel 2013 che nel 2015 è uscito alla distanza ma non è riuscito a recuperare quanto perso nelle prime due settimane di corsa. Al suo fianco avrà una squadra di tutto rispetto con Valverde, Jon Izagirre, Anacona, Herrada e Moreno.
Se l'anno passato si era presentato in Francia con la vittoria del Giro in tasca e le fatiche della corsa rosa nelle gambe, quest'anno ha puntato tutto sul Tour e non può fallire. L'ambizione del pistolero è quella di lottare per la vittoria finale ma l'obiettivo minimo potrebbe essere rappresentato dal podio, visto che da quando è rientrato dopo la squalifica del 2011, non è più riuscito a salire su quello dei Campi Elisi. Anche se per lui gli anni migliori sembrano alle spalle, in questa stagione è sempre stato protagonista come dimostrano i podi ad Algarve, Parigi-Nizza, Catalunya e la vittoria al Pais Vasco. Alberto è sempre uno capace di tutto, sicuramente regalerà spettacolo e non si arrenderà alle prime difficoltà. In salita sembra ormai inferiore a Quintana e Froome, quindi per vincere dovrà inventarsi qualcosa. Al suo fianco oltre ai soliti Majka, Kreuziger e Tosatto avrà Sagan che potrebbe portare morale e successi.

Fabio Aru è all'esordio assoluto sulle strade del Tour ed è difficile immaginarlo in maglia gialla a Parigi ma nelle ultime due stagioni non ha sbagliato nulla prima salendo sul podio del Giro e poi trionfando alla Vuelta. In salita va davvero forte e non ha paura di attaccare. Certamente Froome, Quintana e Contador non lo sottovaluteranno ma almeno inizialmente potrà godere di un pizzico di liberà maggiore che potrebbe essere fondamentale per acquisire fiducia e consapevolezza nelle proprie possibilità, visto che la stagione al di là del recente successo di tappa al Delfinato, non lo ha visto tra i protagonisti. Al suo fianco i fidi Rosa, Tiralongo e Sanchez, senza dimenticare la variabile Nibali che sebbene non parta per fare classifica si è preparato come un ossesso dopo la vittoria del Giro.

La caccia al Trono di Francia, attualmente occupato da Chris Froome, infiammerà le prossime tre settimane di corsa e a Parigi assisteremo alla terza incoronazione di Chris o Alberto, alla seconda di Vincenzo o a una prima assoluta visto che tutti gli altri protagonisti più attesi non hanno ancora vinto il Tour.

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