Truly Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

L'inizio di una nuova era

Questa stagione che per il ciclocross rischiava di essere di transizione, si è trasformata nella stagione che segna l'inizio di un nuova era. Inizialmente si pensava ad un anno poco spettacolare e di scarso interesse, visto il ritiro per problemi cardiaci di Niels Albert, il grande rivale di Sven Nys in questi ultimi anni, e gli appuntamenti sempre più diradati per il campione del mondo in carica, il ceco Zdenek Ztybar, sempre più concentrato sull'attività su strada con l'Omega Pharma, invece grazie ad un nugolo di giovani fenomeni, stiamo assistendo ad uno scontro generazionale entusiasmante.

La stagione crossistica vive principalmente su 3 competizioni che monopolizzano l'attenzione dei grandi campioni: la Coppa del Mondo, il Superprestige e il Bpost Trofee e proprio in queste tre competizioni vecchi campioni e nuove promesse si stanno dando battaglia. Solo la Coppa del Mondo, nonostante sia solo a metà del suo cammino ha una classifica ben definita e salvo clamorosi colpi di scena non sfuggirà a Kevin Pauwels che andrà a bissare il successo del 2011/12, quando sembrava che la sua carriera potesse svoltare definitivamente dopo che sia tra gli Juniores che tra gli Under 23 aveva conquistato il titolo iridato guadagnandosi l'etichetta di nuovo Sven Nys, etichetta poi mai confermata appieno nonostante quella Coppa portata a casa 3 stagioni fa. In questa stagione stagione, il corridore della Sunweb sta approfittando al meglio di una particolare situazione che vede Nys perdere parte della sua competitività a causa di una carriera ormai agli sgoccioli e i giovani ancora impossibilitati a lottare per la Coppa, semplicemente perché in 4 delle 6 prove sono 'costretti' a gareggiare tra gli Under 23 e nella relativa CdM. Al di là di queste circostanze favorevoli c'è da dire che Pauwels sta meritando i successi di questa stagione, dove è il crossista più continuo in assoluto, essendo in corsa in tutte e 3 le competizioni, mostrando una maturità mai mostrata prima e dando l'impressione che quando lo becchi in giornata non ce ne sia per nessuno o quasi.

Detto dei successi e della continuità di Pauwels, la vera nota lieta della stagione è l'esplosione ai massimi livelli di alcuni giovani che sebbene ancora appartenenti alla categoria Under 23, in più di un occasione non solo si sono seduti al tavolo dei grandi ma hanno inflitto sconfitte pesanti ai più esperti colleghi sia in Coppa dove solo in limitate occasioni possono scontrarsi, sia nel Superprstige che nel Bpost Trofee dove invece corrono sempre assieme.

Dei tre fenomeni della nuovissima generazione il più giovane è anche il più famoso. Mathieu Van der Poel si è rivelato nella categoria Juniores, vincendo praticamente tutto quello che poteva e togliendosi anche lo 'sfizio' di conquistare un titolo mondiale su strada a Firenze nel 2013. Quest'anno le vittorie sono 3, tutte in gare riservate alla categoria Elite, visto che ormai tra gli Under sembra annoiarsi. La perla è la prima tappa del Superprestige a Gieten, il rimpianto non essere riuscito a battagliare fino alla fine col quasi coetaneo Van Aert a Koksijde in Coppa, dove ha accusato un calo nel finale di gara. Sul futuro del figlio di Adrie '“ capace di vincere tutto nel cross, un Fiandre e una Liegi su strada - incombe una scelta che prima o poi andrà fatta: strada o ciclocross. Visti i numeri della sua carriera sullo sterrato verrebbe naturale scegliere quello, ma nelle rare apparizioni su strada ha mostrato un potenziale infinito (e non solo in corse minori, basti pensare che al Mondiale è riuscito a resistere agli scatti in salita di Miguel Angel Lopez e Robert Power, rispettivamente primo e secondo all'Avenir, mentre a giugno aveva vinto una corsa belga battendo allo sprint Paul Martens e Greg Henderson, professionisti abbastanza affermati). Il tempo ci dirà quale sarà stata la sua scelta, di sicuro seguire l'esempio di papà Adrie e alternarsi in entrambe le discipline può diventare un freno non di poco conto.

La stessa scelta dovranno farla prima o poi anche gli altri due giovani che potrebbero monopolizzare i prossimi anni del ciclocross, Wout Van Aert e Lars Van der Haar, rispettivamente la sorpresa e la delusione della stagione (ma più che altro per guai fisici, il talento è intatto). Van Aert, a soli 20 anni ha dominato Koksijde, uno degli appuntamenti più attesi dell'anno. Ha vinto 8 gare su 12 tra Under 23 e Elite, da più di un mese conclude in testa tutte le gare a cui partecipa (solo una sconfitta allo sprint). I numeri parlano chiaro, abbiamo di fronte un talento immenso, forse anche più di Van der Poel, rispetto al quale è meno potente ma è molto più bravo nelle situazioni tecniche. Con la supervisione di Niels Albert è diventato un campione alla Vastgoedservice e ora punta alla doppietta nelle prossime due prove di Coppa (Namur-Zolder) nella categoria Under 23, prima di andare a Tabor per difendere il titolo mondiale, sempre tra gli Under (allo stato attuale sarebbe il favorito numero uno anche della prova degli Elite, ma le regole vietano una sua partecipazione alla gara della categoria superiore).

A Tabor molti guarderanno con attenzione anche a Lars Van der Haar, che dopo aver vinto la prima prova di Coppa a Valkenburg, havisto sfuggire l'obiettivo della doppietta in Coppa del Mondo per la mancata partecipazione alla prova di Koksijde a causa di problemi fisici, dovrà per forza rifarsi col titolo iridato per non essere costretto a bollare questa stagione come deludente, anche se è ancora in corsa per vincere il Superprestige. L'olandese sembra nato per il ciclocross ma potrebbe decidere di abbandonarlo, almeno in parte, come hanno fatto in tanti in questi anni. Nel 2015 farà il suo esordio nel World Tour con la Giant-Alpecin e anche se ora è difficile prevedere quanta strada potrà fare a fianco di Kittel e Degenkolb, è facile intuire che i tecnici della squadra abbiano visto in lui grandi potenzialità.

Alla fine di questa stagione la vecchia guardia potrebbe ancora avere la meglio su questi giovani emergenti, ma ormai il sentiero del ricambio generazionale è imboccato e se il ciclismo su strada non "rapirà" troppo presto questi giovani campioni, il ciclocross nei prossimi offrirà uno spettacolo a cui sarà difficile rinunciare.

Subscribe now to our newsletter!