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L'Italia, quanto mi manca

Sébastien F.F.



Che ruolo rivesti oggi verso il mondo del ciclismo? 

Dopo l'esperienza con Carmiooro NGC non mi sono inserito in una squadra professionistica e allora sono tornato tra i dilettanti perché da noi in Francia non c'è limite d'età come in Italia. Anche se ho sempre voglia di tornare a correre nei prof'¦ ma ho capito che sarà difficile e allora aiuto i giovani ad imparare a correre, trasmettendo a loro la mia esperienza.

I passaggi principali della tua storia su due ruote? 

Ho iniziato tardi, a 19 anni; ho fatto poche gare i primi tre anni. Poi nei due anni tra i dilettanti ho ottenuto belle vittorie e sono stato chiamato a correre nella squadra nazionale. Ho corso anche come stagista alla Credit Agricole (squadra prof) e poi tre anni tra i Pro in Italia.

L'obiettivo che ti piacerebbe raggiungere da qui in poi? 

Dopo la Carmiooro volevo tornare tra i Pro perché anche se ho 28 anni, mi sento ancora preparato fisicamente. Ma il ciclismo sta cambiando, ci sono pochi posti e allora per il momento corro tra i dilettanti; ma sono ad ogni effetto un Prof. Non so cosa farò dopo il ciclismo, vivo il presente, giorno per giorno. Ma mi piacerebbe tornare a vivere e a lavorare in Italia, un paese che mi piace molto.

Qual è il primo ricordo legato alla bicicletta? 

Non ho un ricordo dell'inizio, ma il ricordo più bello è quando sono stato chiamato a correre in nazionale per la prima volta'¦ portare i colori del mio paese era forte!

La prima vera emozione? Entusiasmo o delusione? 

Penso quando a fine 2007, allora stagista, non mi hanno preso tra i Prof pur avendo disputato una bella stagione, tra i migliori under 23! E non mi hanno mai spiegato il perché.

Quando hai capito che 'correre' stava diventando una cosa importante? 

Quando sono passato Prof, vedevo che era il mio lavoro. Venivo pagato per la mia passione. E' il massimo!

Il tuo campione di sempre? 

Da quando seguo il ciclismo (anche in TV) è Ivan Basso. Ho corso anche con lui e per me era strano! Mi piace perché non fa rumore, non parla tanto'¦ tutto con calma!

La tua famiglia ti ha supportato? Gli amici hanno capito? 

All'inizio non capivano cosa facevo perché non sembrava un lavoro'¦ E' stata dura ma alla fine hanno capito.

Chi più di altri ti ha trasmesso questa passione? 

Forse mio nonno (italiano). Con lui guardavo sempre il Tour de France, a lui sarebbe piaciuto correre. Mi spiace solo che non mi abbia visto in gara, ne sarebbe stato davvero felice.

Oggi con chi la condividi maggiormente? 

Adesso ho ritrovato i mie amici perché sono ritornato ad abitare dove sono nato.

Quali sono state e quali sono le persone più importanti nella tua crescita sportiva? 

Direi i miei amici: li sentivo anche se cambiavo casa ogni anno, e ho passato tanto tempo da solo, non è stato sempre facile.

Con quali parole spieghi alla famiglia e agli amici l'amore per le due ruote? 

Faccio vedere a loro che con la mia passione riesco a vivere, con tanto di stipendio. E' sempre un piacere andare a lavorare fuori, fare dei viaggi in tutta la Francia e a volte anche più lontano.

A quale occasione importante hai rinunciato pur di uscire a correre? 

Non mi ricordo se c'è stata un'occasione, credo di no!

La gara più emozionante? 

Il Tour dell'Avenir nel 2007, la gara a tappe più importante negli under; era vicino a casa mia e con la maglia della nazionale. Ho dei bei ricordi con alcuni corridori come Tony Martin, Mollema, Boom, Cataldo e altri. E poi l'ultima corsa nei Prof, il Giro di Lombardia!

Quali sono state le vittorie più belle? 

Ne ho vinte tante da dilettante, non ne ho una in particolare.

Qual è l'aspetto più gratificante del tuo ruolo? 

Quando i giovani vengono da me per chiedermi dei consigli sentire il loro grazie quando li aiuto.

Il pubblico più caldo?

Italiani direi!! Mi piace troppo questo ambiente in Italia, siete davvero appassionati.

Il circuito più impegnativo? 

In Francia ne abbiamo tanti'¦

Quanti km percorri in un giorno? 

Dipende, faccio cerca 32000 km l'anno, una ventina di ore a settimana e circa 90 gare l'anno.

Il professionista che più rispetti? 

Ora mi alleno con il francese Bardet, l'ho visto da giovane e adesso è tra i migliori giovani al mondo'¦ mi piace il suo modo di fare, fa le cose in grande, va forte in bici e fa sempre le cose con la testa.

Cosa diresti agli automobilisti incattiviti? 

Dipende del giorno e dal mio umore! O non dico nulla o grido!

Se potessi aggiungere un optional magico alla tua bici cosa sceglieresti? 

Di andare meglio in discesa.

Ti è mai capitato di indossare una divisa che non ti piacesse? 

Sì, un anno avevo un maglia blu e arancione, non bella!

Hai mai raccontato bugie pur di uscire a correre? 

Non credo!

Quante biciclette hai avuto? 

Di bici da strada mi pare 16.

Ti è mai capitato di parlare con la tua bici? 

No! Ma quando sono nervoso parlo da solo in allenamento.

Quanti capi di abbigliamento possiedi? 

Tanti.

L'accessorio al quale non rinunceresti mai? 

Un bel paio di calze e un bel paio di scarpe bianche.

Sei superstizioso? Qualche rito scaramantico? 

Non sono superstizioso... ma penso alle persone più importanti per me prima delle gare e questo mi dà forza!

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