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L'ultima di dio. Tom Boonen sogna l'Olimpo

Domenica Tom Boonen terminerà la sua carriera e col suo ritiro si chiuderà definitivamente un'era per le classiche di muri e pavé, quella che ha visto il dominio incontrastato di Tom Boonen e Fabian Cancellara, che in questi anni hanno riscritto la storia del ciclismo, conquistando sette Roubaix (quattro a tre a favore di Tom) e sei Fiandre (tre a testa).

Se la vita fosse una favola, domenica prossima Tom Boonen arriverebbe in perfetta solitudine nel velodromo di Roubaix e il pubblico festante, lo spingerebbe verso l'immortalità, visto che sarebbe il quinto successo nella Regina delle Classiche, e staccherebbe definitivamente "Monsieur Roubaix" Roger De Vlaeminck.

La vita però non è una favola e Tom Boonen lo sa benissimo, visto che l'anno scorso si vide sottrarre la quinta Roubaix dall'australiano Matthew Hayman, certamente non uno  dei favoriti della vigilia. Quella dello scorso anno, fino allo sprint finale era stata proprio una favola per Tom che arrivava alla Roubaix senza nemmeno un piazzamento nei dieci tra Omloop Het Nieuwsblad, Kuurne-Brussel-Kuurne, Harelbeke, Gand, Fiandre e Scheldeprijs, corse in cui aveva sempre raccolto gloria e successi,

Come per magia, tutto sembrava andare benissimo per Tom, che sapendo di non essere il più forte, aveva giocato d'astuzia ed esperienza, non sbagliando davvero nulla, e riuscendo con un pizzico di fortuna ed audacia, anche grazie all'aiuto dei compagni di squadra, a tagliare fuori dai giochi per la vittoria due pezzi grossi come Cancellara e Sagan.

Poi tra accelerazioni e rincorse aveva lasciato sulla strada tutto quello che aveva, con il successo che sembrava essere lì a portata di mano, fino  all'incredibile epilogo con la vittoria di Matthew Hayman. Adesso, ad un anno di distanza, nessuno tiene fuori dai pronostici Tom Boonen e tutta l'attesa è per la sua ultima gara, dove a rigor di logica la fortissima Quick Step dovrebbe essere tutta al suo fianco, come dimostra anche la mancata presenza di un Philippe Gilbert in formissima.

Per una volta i ragazzi di Lefevre potrebbero tenere la corsa tranquilla anziché movimentarla con i mille attacchi delle sue mezzepunte e dei capitani, ma la Roubaix è la corsa più difficile di tutte da tenere e l'imprevisto è dietro l'angolo, quindi servirà inevitabilmente un piano b.

Stavolta mi piace immaginare che domenica tutto fili lisci e che i compagni di squadra si mettano al suo servizio, con Boonen pronto a giocarsi la Roubaix. I rivali, da Sagan a Van Avermaet, non mancheranno ma l'appuntamento con la storia per Tom è troppo ghiotto e per una volta tutti si augurano che la vita reale diventi come una favola, un po' come quella che il grande rivale di Tom, Fabian Cancellara, ha vissuto nella crono di Rio, in quello che è stato il suo ultimo giorno di corsa.

Da domenica pomeriggio in poi non ci resterà che il ricordo della forza di Tom e il ciclismo sarà sicuramente più povero, poi, com'è normale che sia, arriveranno altri campioni e assisteremo ad altri duelli ma l'impressione è che ci vogliano anni per vedere un nuovo Tom Boonen.

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