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L'ultima sfida di Greipel

André Graipel ha cambiato squadra dopo molto tempo e questa stagione e la sua ennesima sfida.

Se sei il corridore in attività ad aver vinto più gare, 156 per la precisione, e dopo otto stagioni, in cui hai cantato e portato la croce per la stessa squadra, decidono di affiancarti un velocista più giovane di 12 anni, hai davanti a te due opzioni, accettare di dividere gli spazi col tuo nuovo compagno conscio che il futuro è tutto dalla sua parte o prendere armi e bagagli e lanciarti in nuove sfide.

Se ti chiami Andrè Graipel e tutto ciò che hai conquistato in carriera, te lo sei guadagnato con fatica e superando continui esami, la scelta da fare era semplicemente la seconda, anche se a ben vedere, restare alla Lotto e dimostrare che Caleb Ewan ha ancora qualcosa da imparare prima di spodestarti, poteva essere una sfida affascinante e in linea con quelle superate in carriera.

Come fece nel 2011 quando lasciò la HTC e l'impossibile convivenza con Mark Cavendish, Andrè ha deciso di ripartire da zero firmando per la Arkéa-Samsic, una Professional francese che anche grazie alla sua presenza spera di guadagnarsi una wild card per il Tour de France.

graipel

Per l'esordio con la nuova maglia ha scelto una corsa come la Tropicale Amissa Bongo che mai aveva affrontato in carriera, una gara che non ha nulla da spartire con quelle in cui il 'gorilla' ha mostrato al mondo cosa è capace di fare. Quella che è la più importante gara africana continua a rimanere una corsa senza pressioni e che per chi è abituato a correre nel World Tour sembra essere quasi una parentesi disintossicante dall'agonismo e dall'esasperazione che c'è nelle grandi corse.

Graipel però non è andato in Gabon per evitare avversari che si chiamano VivianiKittel Cavendish, o per iniziare in maniera morbida la stagione ma per raggiungere l'ennesimo traguardo della sua carriera, provare a diventare il primo corridore a vincere in cinque continenti diversi visto che finora aveva già conquistato successi in Europa, Oceania, Asia e America.

Le occasioni a disposizione erano sette come le tappe della gara africana che è sostanzialmente un festival per le ruote veloci. Per conquistare l'ennesima successo della sua carriera Graipel ha dovuto aspettare la tappa numero sei, quella con arrivo ad Oyem dove ha avuto la meglio su Youcef Reguigui per un successo che ad uno che in carriera, tra le altre cose ha vinto sette tappe al Giro d'Italia, undici al Tour de France e quattro alla Vuelta a España, non dovrebbe aggiungere granché ed invece questo successo ha un grande valore simbolico, anzitutto perché è il primo ottenuto con la nuova formazione e poi perché gli permette di diventare il primo corridore a vincere gare in cinque continenti e quindi di conquistare un altro piccolo pezzo di storia del ciclismo.

Se durante la sua carriera Graipel ha dovuto conquistarsi man mano i propri spazi e poi dover dimostrare di non essere inferiore a nessuno, stavolta, a 36 anni abbondanti, la sfida è quella di dimostrare che ha ancora qualcosa da dire e ripagare la fiducia della sua nuova squadra che gli consentirà di continuare a correre da capitano con la voglia di dimostrare a quella Lotto, con la quale è diventato uno dei migliori sprinter degli ultimi 10 anni, che forse, dopo tutti i grandi momenti vissuti assieme, meritava un trattamento diverso.

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