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L'ultimo Pantani

L'ultimo Giro di Marco Pantani, gli ultimi suoi scatti che sono i ricordi più intensi di una carriera drammatica e stupenda.

Dopo le vittorie sul Mont Ventoux e a Courchevel, al Tour de France nel 2000, le stagioni 2001 e 2002 per Marco Pantani sono state decisamente avare di soddisfazioni. Tra crisi depressive e processi da affrontare, del corridore capace di spianare le salite di Giro e Tour era rimasto solo il ricordo. In vista della stagione 2003, che poi sarà l'ultima della sua carriera, Marco come aveva già fatto nel 2000, va a prepararsi alle Canarie e grazie all'aiuto dei compagni Fontanelli, Conti e Clavero dopo qualche turbolenza, riesce a prepararsi come non aveva fatto negli ultimi anni e a ritrovare un po' di serenità.

Quello che si presenta al via del Giro, è un Marco sereno e voglioso di capire fin dove potrà spingere le sue ambizioni, ben consapevole di non essere al livello di Simoni o Garzelli che sono i favoriti per la maglia rosa finale. Se il Terminillo, primo arrivo in salita di quel Giro lo respinge, è sullo Zoncolan, alla sua prima assoluta nella storia della corsa rosa, che Pantani sembra ritrovarsi. Sulle pendenze impossibili della salita friulana, ritrova un buon colpo di pedale e la voglia di soffrire, pur con una condizione approssimativa, riesce a restare con i migliori della classifica, solo Simoni che quella tappa la vincerà riesce  staccarlo a 4 km dal traguardo. Per buona parte della salita, Marco sale fianco a fianco col suo vecchio gregario, Stefano Garzelli e al traguardo chiude quinto a 43" da Simoni e a 11" da Garzelli, alla fine secondo.


Il piazzamento tra i primi 10 sfuma per una caduta, assieme  a Garzelli, nella discesa del Sampeyre. La botta, soprattutto a livello psicologico, è tremenda, con Marco a lungo immobile a bordo strada e vicinissimo al ritiro. Dopo alcuni interminabili minuti riparte e arriva con oltre un quarto d'ora di ritardo sul traguardo di Chianale.

L'indomani il Giro prevede l'ultimo arrivo in salita e Marco, ormai lontano in classifica, spera di poter vivere la sua giornata di gloria e sceglie di farlo alla sua maniera, niente fuga del mattino ma faccia a faccia con gli uomini di classifica sulla salita finale che porta a Cascata del Toce. Come nei giorni migliori Marco aspetta il tratto più duro della salita per piazzare il suo attacco. A cinque chilometri dall'arrivo, mani basse sul manubrio ed ecco lo scatto, che però produce solo un sussulto in chi guarda la tv da casa visto che prima Simoni e poi Frigo non lasciano spazio e riportano il gruppetto dei migliori su Pantani.

Per oltre un chilometro Pantani è in testa al gruppetto e prova a rilanciare l'andatura prima di una nuova accelerazione decisa a cui però manca quel rilancio dell'andatura che da sempre ha contraddistinto i suoi attacchi, a tre chilometri dal traguardo è la maglia rosa a riportare tutti su Pantani e poco dopo a seguito di uno scatto di Pellizotti, il pirata perderà le ruote dei migliori, chiudendo 12esimo a 44" da un Simoni che dopo lo Zoncolan conquista la sua seconda vittoria di tappa in un Giro dominato.

Questi ultimi tentativi rispetto a quelli a cui ci aveva abituato Pantani non sono nemmeno scatti, ma sia immediatamente che poi in seguito alla sua scomparsa, assumeranno un valore simbolico altissimo in quanto se sulle prime erano sembrati come la voglia del campione di non farsi battere dalle difficoltà della vita, col tempo sono diventati gli ultimi della sua carriera e questa salita per nulla dura e selettiva è diventata il teatro dell'ultima recita di Marco Pantani, una recita senza il lieto fine ma che ci ha comunque regalato emozioni sopite e la speranza che Marco si stesse ritrovando.

Speranza resa vana dalla successiva scomparsa di un ragazzo che a 34 anni, dopo aver regalato emozioni e ricordi indelebili a milioni di persone, se n'è andato in solitudine nel giorno degli innamorati. Ovunque tu sia, ciao Marco.

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