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Marshall Kappel per LaClassica

Marshall Kappel aprì le danze con LaClassica nell'ottobre 2014 con uno shooting realizzato sul lago di Como insieme a ciclisti veri, in una giornata dai colori già autunnali. Ma ora scopriamo qualcosa di più dell'autore.


Da dove vieni e dove sei cresciuto?
Sono nato negli Stati Uniti, a Tucson, in Arizona. Mio padre è un antropologo culturale perciò noi abbiamo viaggiato molto. Ho trascorso la mia infanzia a Mitla, Oaxaca, Puebla (Messico), Philadelphia e infine Tucson. Penso proprio che il mio amore per l'internazionalità e la mia affinità con le lingue siano dovuti a tutti questi contatti che ho avuto, fin dall'inizio, con culture straniere.

In che modo hai cominciato a fotografare?
Come tanti altri fotografi. Quando avevo dieci o undici anni, mio padre mi regalò una macchina fotografica, una Argus. Da subito sono stato attratto dal gesto di guardare in basso, dentro all'obiettivo. Fino al liceo ho pensato alla fotografia come un mezzo per registrare la realtà. Ho frequentato la Art and Vocational High School e lì ho imparato a scattare più coscienziosamente e con uno scopo. Questo non significa che abbia cominciato a scattare 'concetti', ma che avevo la mia macchina sempre con me come mezzo utile ai ricordi, la nostalgia è diventata importante. Il mio amico Jan Dikkers, fondatore della rivista Issue Magazine, ha detto: 'Marshall è bravo a scattare gruppi di persone'. Ho sempre amato questa visione. È come se io non fossi lì e in questo modo sono libero di immergermi completamente in un ambiente.

Quando e come hai cominciato a fare foto riguardanti il ciclismo?
Per tutta la mia vita ho usato ogni tipo di bicicletta esistente. Ma non ho mai pensato di unire il ciclismo alla fotografia, almeno fino a quest'anno. Sono andato a vedere la Liegi Bastogne Liegi in Aprile, ho preso la mia macchina fotografica e ho semplicemente cominciato a scattare. Così mi sono goduto la corsa. E anche la salsiccia, le patatine, la birra e la gente. E' stato eccitante e mi ha reso praticamente dipendente.

Che cosa ti piace del ciclismo?
La libertà e la facilità dell'esplorazione (sia letteralmente che in senso figurato). Quando ero un adolescente è stato il ciclismo a portarmi a studiare in Francia e a fotografare i più grandi eventi sportivi del mondo. Allo stesso tempo, durante tutta la mia vita, questo sport mi ha dato la possibilità di viaggiare e vedere tutto quello che era semplicemente 'al di là', ovunque mi trovassi. Da bambino era speciale ed emozionante girare e andare a correre in tutto il Sud-Ovest degli Stati Uniti con mio padre. Da adulto è bello viaggiare per il mondo, conoscere persone fantastiche! Il ciclismo per me non è un viaggio di pochi chilometri o una questione di forma fisica, ma un viaggio che è il tessuto della mia vita che cuce dentro e fuori di me tutte le mie esperienze.

Com'è il tuo rapporto con la bici?
Complicato! Ahahah'¦Sono sempre in sella, a cambiare e regolare. Ora uso una BMC ma sto cercando una Colnago da ciclocross per l'inverno e allo stesso tempo sto considerando cosa potrei creare con un nuovo telaio in acciaio su misura'¦probabilmente un Pegoretti, se sono fortunato. Tra le molte biciclette in pensione, io continuo a pensare alla mia bellissima Tommasini del 1990 dalla vernice splatter, una distrutta ma meravigliosa Elf Gitane del 1986 (era Renault), una Cannondale, una vecchia Bianchi degli anni Settanta e un telaio LaBan personalizzato fatto per me quando avevo circa diciassette anni. Sono anche un appassionato di Campagnolo. Non c'è assolutamente niente di meglio'¦se sia o no emozione non importa: Italia + Campagnolo = ciclismo.

Puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza a L'Eroica?
E' stata la mia prima gara ed è stata magica. Sebbene abbia anche apprezzato un grande Chianti, il giorno prima della gara mi sono davvero emozionato: il cameratismo è stato travolgente, sincero e commovente. Questo evento mi ha confermato perché il ciclismo sia una costante nella mia vita: persone sorridenti e appassionate, viaggi, libertà. E ingranaggi. Io non so esattamente cos'è stato ma so che era vero! Un momento perfetto che non dimenticherò mai. Sono eccitato all'idea di correre la corsa per intero nel 2015 e sto già cercando su e-bay il giusto equipaggiamento.

Cosa ti piace dell'Italia?
Ci sono molti luoghi che hanno grandi paesaggi, ottimo cibo e buon vino ma nessun altro posto unisce la passione, l'umorismo, il cibo, il vino e la autenticità improvvisata che l'Italia possiede. Nonostante io viva in Francia e abbia viaggiato molto, ogni viaggio in Italia è memorabile e molto spesso sono dispiaciuto che la mia scuola non mi abbia insegnato la lingua italiana! Ora vorrei vivere in Chianti piuttosto che a Parigi'¦ mi piace l'atteggiamento semplice ed entusiasta delle persone che ho incontrato in tutta Italia e attraverso il ciclismo. C'è l'apertura e la disponibilità di impegnarsi e il desiderio di progettare e creare cose belle e funzionali. E' una cosa che amo e trovo unica, specialmente come americano e come imprenditore.

C'è qualcosa che ti ha particolarmente colpito de LaClassica? Cosa ne pensi del nostro brand?
Come creativo professionale, mi piace guardare, comprare e vestire cose belle e ben confezionate. LaClassica è esattamente questo (capi tecnici, ben fatti e Made In Italy). Il marchio è senza tempo e elegante nel suo design. Anche dopo il mio primo giro con maglia e pantaloncino LaClassica sono rimasto particolarmente colpito dalle caratteristiche come il tessuto supersottile e la morbidezza della maglia (l'ho sentita superleggera e fresca sulla pelle). Adoro i colori ricchi e naturali che si adattano al mutare delle stagioni.

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