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Nairo Quintana e il Giro d'Italia: è una piazza d'onore?

A differenza di tanti corridori che si erano presentati in Sardegna puntando tutto sul Giro, per Nairo Quintana, la corsa rosa era solo la prima parte dell'ambizioso progetto di vincere Giro e Tour nella stessa stagione. Questo progetto, tanto affascinante quanto difficile da compiere, è già saltato a causa del successo di Tom Dumoulin. Nairo è sì salito sul podio, dopo essere stato in rosa fino agli ultimi 30 chilometri del Giro, ma non ha mai mostrato quella brillantezza che ci si aspettava da un corridore come lui.

Il piazzamento finale, per come è arrivato, vuoi perché era in rosa fino alla partenza dell'ultima crono, vuoi perché non ha mai dato l'impressione di esprimere tutto il suo potenziale, non può essere accolto dal colombiano e dalla sua squadra, con piena soddisfazione ma è assurdo dire che, il suo, sia stato un Giro deludente a tal punto da metterne in discussione il valore assoluto.

Con questo piazzamento, Nairo sale a quota 6 podi in 9 GT disputati. Al Giro e al Tour, quando ha corso, è sempre salito sul podio, mentre alla Vuelta l'ha mancato in tre occasioni su quattro ma nel 2012 era all'esordio ed era ancora decisamente acerbo, nel 2014 alcune cadute, una decisamente rovinosa mentre era in maglia rossa, lo costrinsero al ritiro e nel 2015 ha chiuso in quarta posizione.

Insomma parliamo di uno che quando va piano sfiora il podio o se lo prende come all'ultimo Tour, dove abbiamo visto un corridore decisamente poco brillante, tanto da finire solo due tappe nella top ten, anche per l'arrivo delle fughe in quasi tutte le tappe di montagna, ma comunque capace di risalire nelle ultime frazioni, dopo un Tour corso sempre ad inseguire.

Nairo si presenterà al Tour con l'obiettivo di farlo finalmente suo, dopo due secondi ed un terzo posto, e non sarà facile vista la concorrenza agguerrita e la maggiore freschezza che avranno i suoi avversari, Froome in primis, ma come ha dimostrato all'ultima Vuelta, tiene come pochissimi due GT consecutivi e l'anno scorso nel secondo riuscì ad essere più performante che nel primo. Siccome nulla lascia presagire che non possa andare così anche questa volta, per la vittoria finale, inevitabilmente bisognerà fare i conti anche con lui.

Tornando al Giro va detto che non abbiamo visto il miglior Quintana ma se andiamo a vedere il percorso nel dettaglio, nelle uniche tappe in cui c'era davvero lo spazio per fare la differenza, è comunque riuscito a staccare Dumoulin. Sulla salita più dura del Giro, il Blockhaus, ha vinto in solitaria, anche se non ha fatto la differenza che ci si aspettava. Nel tappone dello Stelvio, ha perso qualche secondo da Nibali, solo in discesa, e a Piancavallo ha dato oltre un minuto a Dumoulin.

Considerato quanto ha perso nelle due crono, avrebbe dovuto fare di più in salita ma non sempre ha trovato terreno adatto, visto che l'Etna è stato un no contest quasi deprimente per il forte vento contrario e Oropa, dove ha provato a forzare, non è una salita durissima. Così come le tappe di Ortisei e Asiago non permettevano di fare grossi distacchi.

Considerando anche la mancanza di tappe adatte ai fondisti e il fatto che al Tour non andrà per cercare qualche tappa ma per fare classifica, questo secondo posto va visto sotto una luce positiva e il prossimo Tour ci darà la definitiva portata di questo risultato, che alla fine dei conti dovrebbe andare a rafforzare le sue convinzioni e ad aumentare il suo palmares.

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