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Nibali, dal Lombardia al Mondiale

Nibali e il Mondiale di Innsbruck: un percorso cominciato già da questa stagione, con lo Squalo impegnato a dimostrare che è ancora una volta il più versatile interprete italiano sia per le corse a tappe che per le classiche di un giorno.

Dopo il Giro 2016 vinto grazie alla rimonta operata nelle ultime due tappe di montagna, e un Tour corso solo ed esclusivamente in funzione delle Olimpiadi di RioVincenzo Nibali ha cambiato squadra, lasciando l'Astana e "costruendosi" una formazione su misura per lui come la Bahrain Merida. Proprio il passaggio ad una squadra in cui era sostanzialmente l'unico capitano, nonché quasi l'unico corridore capace di raggiungere certi risultati nelle corse più importanti, pareva aver messo fine alle grandi ambizioni di Vincenzo.

Invece Vincenzo ha dimostrato che, in un ambiente meno stressante e dove si è potuto prendere il lusso di saltare il Tour, non solo può ancora raccogliere risultati importanti ma che se la gioca ancora con tutti i migliori, siano essi sulla breccia da anni come Chris Froome e Nairo Quintana o da poco come Tom Dumoulin o Ilnur Zakarin.

Il Giro e la Vuelta chiusi sul podio portandosi a casa una tappa sono lì a dimostrare che parliamo ancora di uno dei migliori interpreti delle corse a tappe dell'intero gruppo, logico dunque che per il 2018 le ambizioni siano altissime, anche se è ancora in attesa di stabilire quale sarà l'obiettivo stagionale tra le corse a tappe, visto che correrà la Vuelta esclusivamente in funzione del Mondiale di Innsbruck. Per decidere, dovrà conoscere il percorso del Giro che sarà presentato il 29 Novembre, dopo che quello del Tour, presentato martedì scorso, gli si addice decisamente.

nibali froome vuelta

Per arrivare preparato al meglio al Mondiale, Nibali tornerà a disputare le grandi classiche come Sanremo e Liegi e lo farà con fondate ambizioni. Se ipotizzarlo vincitore alla classicissima è ipotesi di pura fantasia o quasi, per la Liegi il discorso è completamente diverso come ha dimostrato anche all'ultimo Lombardia vinto da padrone. Certamente la concorrenza alla Liegi è più alta e la corsa negli ultimi è risultata molto più bloccata rispetto ai Lombardia e questo non lo favorisce ma ormai Vincenzo ha raggiunto una maturità tale da riuscire a trovarsi a proprio agio in qualsiasi situazione tattica.

Queste due classiche verranno corse col duplice obiettivo di fare risultato e di abituarsi alla lunghezza e allo stress che poi ritroverà ad Innsbruck, escluse almeno per il prossimo anno Fiandre e Roubaix per evitare cadute che potrebbero pregiudicare il prosieguo della stagione.

In dieci anni di carriera ai massimi livelli Nibali ha dimostrato di essere versatile e ambizioso come pochissimi corridori, al momento solo lui e Valverde hanno vinto almeno un GT e una Monumento e questo ci dice molto delle qualità di un corridore troppo spesso sottovalutato.

Se a Rio il treno olimpico dovrebbe essere passato definitivamente, per il Mondiale, è dal 2013 e, dal quarto posto di Firenze che brucia ancora, che Nibali aspetta una rivincita. La versione dello squalo che abbiamo ammirato al Lombardia,  sempre attento davanti, cattivo al punto tale da non lasciare spazio a nessuno e determinato a rimanere solo, per sfruttare la propria superiorità è il miglior biglietto da visita possibile per il Mondiale austriaco dove col passare dei giri verrà fuori una corsa ad eliminazione ed emergerà la resistenza e il fondo dei corridori e in questo campo Nibali è probabilmente il numero uno al mondo.

Dopo le vittorie di tutti e tre i GT e i dieci 10 podi totali nelle grandi corse a tappe, la maglia iridata sarebbe il coronamento perfetto di una carriera strepitosa che forse verrà apprezzata appieno solo quando Vincenzo Nibali avrà smesso di correre.

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