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Peter Sagan e la potenza iridata

Finalmente ce l'ha fatta, Peter Sagan, il corridore più iconico del gruppo, è riuscito a far sua una Classica MonumentoPer farlo, ha scelto il modo migliore in assoluto, andandosi a prendere il Fiandre con un'azione solitaria. A dargli ancora più gusto, perché si sa che lo slovacco è uno che ama le sfide e i testa a testa, il fatto di aver trionfato davanti ad un Fabian Cancellara, alla sua ultima apparizione alla Ronde e desideroso di prendersi l'ultima fetta di gloria  e la storia, visto che sarebbe stato il primo a vincerla per quattro volte.

Stavolta nemmeno "Spartacus" ha potuto nulla contro il satanasso slovacco, che bramava dalla voglia di vincere non tanto per togliere lo zero dalla casella delle vittorie nelle Monumento, ma semplicemente per chiarire una volta per tutta che è lui il più forte. Per vincere ha corso come più gli piace, andando all'attacco e muovendosi in prima persona, lasciando da parte tatticismi e attese varie.
Sagan non lo abbiamo certamente scoperto domenica scorsa ma vederlo vincere con quella maglia iridata ed essere perfettamente a proprio agio nel ruolo di numero uno, è un piacere per gli occhi e non può che far bene al ciclismo, che domenica ha finalmente vissuto una grande giornata di sport come solo le più battagliate delle gare del Nord sanno essere.
Negli anni Peter ha vinto tante corse e altrettante ne ha perse, ma non gli è mai mancato il sorriso e la voglia di guardare avanti, tante volte lo hanno definito un piazzato, un perdente di successo ma la realtà dei fatti è che ci troviamo al cospetto di un corridore di cui sentiremo parlare ancora tra cinquant'anni.

Da quando è passato professionista con la Cannondale nel 2010, si è piazzato nei primi dieci praticamente in una corsa su due a cui ha preso parte, e negli ultimi due anni sono addirittura i podi a sfiorare il 50%.Numeri e cifre alla Eddy Merckx ma non diteglielo perché lui vuole essere solo Peter Sagan.

Peter non è stato l'unico iridato a trionfare sulle strade della Ronde, qualche ora prima la britannica Lizzie Armitstead si era presa il Fiandre e la leadership del neonato Women's World Tour battendo Emma Johansson e succedendo alla nostra Elisa Longo Borghini nell'albo d'oro della corsa fiamminga. Se a Sagan la maglia iridata lo ha sbloccato psicologicamente, consentendogli di preparare con maggior calma gli obiettivi più importanti, a Lizzie ha dato la consapevolezza di poter raccogliere il testimone di Marianne Vos e di essere all'altezza del ruolo di guida per l'intero movimento. Quello di domenica è il quarto successo stagionale dopo Omloop Het Nieuwsblad, Strade Bianche e Trofeo Binda, in pratica tutti gli appuntamenti più importanti corsi finora.  Adesso che Marianne Vos è in procinto di tornare e inevitabilmente cercherà di riprendersi lo scettro di Regina del ciclismo femminile ne vedremo delle belle e ci sarà da divertirsi.

Per Sagan il prossimo appuntamento è con la Roubaix di domenica prossima e stavolta Fabian Cancellara non ha intenzione di farsi sorprende ne di farsi consolare a fine gara, quindi sarà un'altra grande giornata di ciclismo.

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