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Renato Longo, storia del più forte ciclocrossista italiano

Renato Longo è stato il più grande ciclocrossista italiano, ha vinto cinque volte il Campionato del Mondo, senza mai smettere di sfornare pane nelle fumose albe milanesi. Questa è la sua storia.

Nell'era dell'egemonia belga-olandese, sembra impossibile ma ci fu un'epoca in cui anche noi italiani sedevamo '“ o meglio pedalavamo '“ insieme ai grandi del ciclocross internazionale. Renato Longo, nato nel 1937 in una piccola frazione di Vittorio Veneto, è stato il nostro più grande ciclocrossista, vincendo cinque volte il Campionato del Mondo e addirittura dodici il Campionato Italiano.
Ma la sua storia, come anche lui racconta, è quasi un romanzo: una parentesi inaspettata e affascinante in una vita che sembrava già scritta.

Renato ha solo quattordici anni quando emigra a Milano per fare il panettiere e lavora dall'una di notte a mezzogiorno in un panificio di viale Certosa. Lui in bici neanche ci andava, non poteva proprio permettersi di comprarne una. Ma il proprietario della palazzina dove lavora è Tano Belloni, conosciuto come l'Eterno Secondo, che però vinse in carriera due Sanremo, il Giro d'Italia e tre Lombardia; è lui a capire che a Renato piace il ciclismo ed è sempre lui a dargli i biglietti per il Vigorelli. E allora i tempi erano così diversi che gli riesce quasi facile entrare in quel mondo, conoscere gente, conoscere in special mondo Amerigo Severini che lo porta nella sua società, lo convince a correre fuori strada e nell'ottobre 1955, con una bici usata, Renato Longo comincia la sua carriera. Vincerà la sua prima corsa qualche mese dopo, ad Alte Ceccato. Ma il romanzo è appena cominciato perché Renato Longo continua a fare il panettiere, allenandosi o gareggiando alla fine del turno, dimostrando un incredibile attaccamento sia alla quotidianità che alla straordinarietà. 

renato longo

Quando lo convocano per il Mondiale di Limonges del 1958 chiede al suo datore di lavoro qualche giorno di vacanza: arriverà quarto, un dolce preludio al quello che succederà l'anno successivo, quando trionferà sul circuito di Ginevra, spezzando l'egemonia francese e dando il via alla sua era d'oro, che trascorse battagliando con i più grandi atleti del circuito internazionale, come  Rolf Wolfshohl ed Erick De Vlaeminck, un mostro sacro con il quale stringerà un forte e duraturo legame di amicizia. Di Mondiali ne vinse ben cinque e, quando glieli chiedono, se li ricorda tutti. Dall'orgoglio per la vittoria in Italia nel 1965 al tremendo 1967, quando Zurigo era bianca di neve e lui non era nemmeno tra i favoriti eppure doppiò addirittura i primi quattro, su un tracciato in cui bisognava tirare fuori persino l'anima.

Una favola in un regno di grandi dove non si ha tempo per sognare ma solo per provare. Sembra impossibile e invece questa è la storia vera di un campione che segnò per sempre la storia del ciclocross italiano, dimostrando che dal niente si può vincere tutto. 

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