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Road to Davos| Ep. 2

Certi giorni vorresti solo una doccia bollente che duri una vita. Specialmente quando è pomeriggio inoltrato e sul Maloja spira un vento gelido che fa turbinare le foglie ancora a metà verdi, le fa rotolare sull'asfalto scuro e zuppo d'acqua. Questo passo è un zig zag sulla montagna che sembra una cicatrice, una strada che taglia a tornanti il versante, con le curve che spariscono nelle nuvole basse e il bosco tutto attorno che sembra tirato fuori da un libro di Stephen King. E i pini alti, verde scuro contro il cielo bianco che già si prepara al buio. Ogni tanto passa una macchina, fa diventare le pozzanghere un diluvio nel diluvio. Un te caldo, ecco cosa ci vorrebbe. Tenere la tazzina tra le mani e scongelare le dita, dare un po' tregua alle gambe che sono tagliate in due dal freddo e dal vento che soffia di traverso a ondate.

Il ciclismo ti fa desiderare certe cose così tanto che ti insegna anche a stringere i denti per ottenerle. I chilometri contano fino a un certo punto, il giudice rimane sempre la strada. Questa che porta a Saint Moritz sembra infinita anche se sono solo venti chilometri o giù di lì. Che poi alla fine, quando si scollina non è mica finita. C'è il lago oltre il guard rail e i pini, un lago giù ingrigito dal pomeriggio che avanza troppo velocemente, come quei pomeriggi d'inverno troppo brevi per uscire di casa dopo pranzo. Ci sono i prati che brillano di quel verde che riesce a tirar fuori solo la pioggia. E le mucche che brucano indifferenti sotto l'acquazzone. Forse le vedeva così Segantini che qua ci ha passato tre quarti della sua vita, le dipingeva così, quiete con le montagne innevate sullo sfondo. Se esiste poesia nel ciclismo, è solo una. Ed è cruda come la verità. Le montagne innevate ci sono, appaiono e scompaiono nelle nuvole. Piove ancora e ancora.

Il piazzale dell'hotel semideserto sembra un angolo di paradiso. Centoquarantadue chilometri sotto la pioggia e facce da assiderati. Questo è uno di quei giorni che la bicicletta un po' la maledici, eppure sai che stasera, prima di dormire, penserai ancora a lei. Perché nessun vento è capace di spazzare certi amori profondi.

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