Truly Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

Roger Rivière il vento della sfortuna

Trionfando a Parigi il 22 Luglio 2012, Bradley Wiggins ha compiuto un'impresa straordinaria, arrivando in cima al mondo partendo dalla pista. Un'impresa, destinata a rimanere negli annali, che ha fatto tornare alla memoria, un vecchio corridore francese che dopo aver vinto tutto in pista, era passato al ciclismo su strada col sogno di arrivare a Parigi in giallo. 

Purtroppo per lui, però, Roger Rivière non aveva fatto i conti con la sfortuna e si sa che spesso contro il fato non c'è nulla da fare. Nato a Saint-Étienne il 23 febbraio 1936, grazie al suo stile e alla sua eleganza, sembra nato per correre in pista, e proprio sugli anelli inizia a farsi conoscere e a mostrare il suo innato talento per le sfide.

A metà degli anni '50, mentre la Francia sta imparando a conoscere Jacques Anquetil, che nel volgere di pochi anni si consacrerà come uno dei migliori ciclisti della storia, Roger inizia a muovere i suoi primi passi e dimostra le sue qualità. Nel 1957 passa professionista e si laurea campione nazionale nell'inseguimento, un titolo che non direbbe molto, se non fosse che ha la meglio proprio su Anquetil, che di lì a poco avrebbe vinto il primo dei suoi 5 Tour e che l'anno prima aveva stabilito il Record dell'ora, prima di essere battuto da Ercole Baldini.

Questo successo lancia Rivière in una nuova dimensione, e in pista arriveranno anche i titoli mondiali nell'inseguimento individuale nel triennio 1957-1959. Ma le imprese di maggior rilievo saranno i due Record dell'ora stabiliti al Vigorelli di Milano il 18 settembre 1957 (46,923 km) e il 23 settembre 1958 (47,347 km). Prima che quest'ultimo record venga battuto dovranno passare ben 9 anni.

Essendo parecchio ambizioso, la pista iniziava a stargli stretta, così l'obiettivo diventa quello di primeggiare anche nel ciclismo su strada, dove quel rivale già battuto in pista, sta iniziando ad inanellare successi su successi. Nel 1959 si dedica anima e corpo alla strada e i risultati non tardano ad arrivare. Dopo una tappa e il podio finale al Delfinato, ecco i due successi alla Vuelta, il primo grande giro della sua carriera che chiude in sesta posizione. L'esame successivo si chiama Tour de France ed è superato a pieni voti: Roger fa sue le due cronometro e si ferma a soli 12' dal terzo gradino del podio occupato da Federico Bahamontes, Henry Anglade e Jacques Anquetil.

Per il 1960 l'obiettivo è uno solo: vincere il Tour. Il primo avversario da battere è un suo compagno di nazionale, ma non si tratta di Jacques Anquetil bensì di quell' Henry Anglade che in virtù del secondo posto del 1959, parte con i gradi di capitano. Rivière che è migliorato in salita e che a cronometro resta sempre il fenomenale recordman dell'ora, non teme il compagno di squadra e parte per vincere. L'inizio del Tour prevede due semitappe, tra cui una cronometro, in quel di Bruxelles, ma nella prima semitappa si fa sorprendere e nonostante il successo nella cronometro del pomeriggio, non riesce ad indossare la maglia gialla conquistata da Gastone Nencini. Anglade rimette a posto le gerarchie a Caen, nella quarta tappa, quando indossa la maglia gialla, ma il suo regno dura giusto un paio di giorni, perché a Lorient, Rivière sprigiona tutta la sua potenza e va a prendersi la tappa. Proprio la sua azione fa perdere contatto al capoclassifica e la maglia passa sulle spalle del belga Jan Adriaenssens.

Rivière si ripete a Pau e mette la maglia gialla di Nencini nel mirino. Fino al 10 luglio, a dividerlo dalla gloria eterna ci sono 1'38', un distacco che può tranquillamente recuperare nella cronometro di 83 km prevista per la 19a tappa. Prima, però, deve evitare di perdere ulteriore terreno nelle tappe che la precedono. Il 10 Luglio, la 14a tappa da Millau ad Avignone attraversa il Massiccio Centrale. Sul col de Perjuret, i due avverarsi per la maglia gialla salgono senza troppi sussulti, ma di lì a poco, qualcosa che cambierà la storia accade in discesa.

Nencini prova a sfruttare le sue qualità e stacca Rivière che vede allontanarsi sempre più la maglia gialla. Ad un certo punto il francese prova il tutto per tutto e si lancia in un disperato inseguimento. L'insidia è dietro l'angolo: Roger sbaglia una curva, urta un muretto e la sua corsa finisce 20 metri più sotto, accanto a un ruscello. L'impatto è tremendo, giace immobile al suolo, non ha la forza di rialzarsi. Questa caduta che sembra "semplicemente" spezzargli il sogno di una vita, ne pregiudicherà l'intera esistenza,visto che la pesante eredità di questa caduta sono due vertebre fratturate che lo costringono alla sedia a rotelle.

Quel Tour lo vince Nencini che non dimentica l'avversario e gli manda i fiori della vittoria in ospedale, conscio che con lui in gara sarebbe potuta andare diversamente. In gruppo si fatica a credere che un campione del genere abbia potuto commettere un errore così grave, in modo così sciocco. Solo un anno dopo, quando è già in difficoltà economiche, Rivière racconta la sua verità sulla caduta, ammettendo di aver preso una dose massiccia di antidolorifici in salita e questo ne condizionò i riflessi nella successiva discesa.

Se l'addio al ciclismo avviene in maniera traumatica, la vita di tutti i giorni non procede tanto meglio. Una volta sceso di bici prova a rifarsi una vita aprendo un ristorante a Saint-Etienne. Lo chiamò il Vigorelli, in onore di quella pista che gli aveva regalato il Record dell'ora. Ma come il sogno del Tour anche questo progetto e poi un'autorimessa a Veauche e un campo vacanze a Loriol fallirono, gettandolo nello sconforto. Per far fronte alle numerosi delusioni e alle sofferenze fisiche, cercò conforto nelle droghe che lo portarono anche ad avere problemi con la giustizia.

Come se tutto ciò non bastasse, all'inizio del 1976, il destino pensò bene di presentargli il conto finale sotto forma di tumore alla laringe. La vita di Roger si spense il 1° aprile 1976, quando il suo corpo si arrese definitivamente al vento della sfortuna, contro cui non poté nulla nemmeno l'uomo del Record dell'ora, e raggiunse quell'anima volata via quel 10 Luglio 1960 su quella maledettissima discesa.

Subscribe now to our newsletter!