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"Send me an angel"

L'angelo della montagna. Forse avevano cominciato a chiamarlo così proprio da quel giorno, sul monte Bondone. Dopo quella tappa nella bufera. Lo avevano visto apparire come una specie di visione, mentre si versavano il tè bollente sulle gambe, mentre si attaccavano alle bottiglie di grappa rimediate in giro per le baite. Lo avevano visto comparire per primo, biondo su tutto quel bianco, con gli occhi colore del ghiaccio, che dettava il ritmo su avversari invisibili: dietro di lui, il vuoto. Charly Gaul aveva solo ventitré anni, aveva fatto il garzone in una salumeria e poi aveva deciso di andare in bicicletta. E lui diceva che nemmeno gli piaceva. Ma forse era una di quelle tante cose dette per allontanare l'attenzione, per togliersi i riflettori di dosso. Lui che era sempre stato un ragazzino timido dagli occhi malinconici, quasi tristi e che forse cercava una sola cosa dalla vita: il silenzio.

Just find your place 
In the eye of the storm
Seek the roses along the way 
Just beware of the thorns.

Era senza speranze, quel giorno sull'Izoard. Il Tour questa volta. Eppure c'era lo stesso alito di inverno a soffiare tremendamente su quella strada da Briancon a Aix-les-Bain. Charly è di nuovo un angelo in fuga su sei montagne. Solo fin dall'inizio, come piaceva a lui. Come avrebbe fatto poi, una volta lasciato il ciclismo, trascorrendo le sue giornate in camper sul lago, a pescare. Non era il suo Tour, non doveva esserlo. Ma si prese manciate di minuti tutti in una volta, come suo solito, come faceva sempre. Mesi in cui correva quasi per gioco e giorni folgoranti. Non era il suo Tour eppure quel giorno si avvicinò talmente tanto che bastò la cronometro per prendersi la maglia gialla e arrivare fino a Parigi. Bufere: era bravo a starci in mezzo se, in quel mezzo, c'era la bicicletta.

Hear this voice from deep inside          
It's the call of your heart,
Close your eyes and you will find
The way out of the dark   

Abbandonò il ciclismo e poi ritornò ma non fu un ritorno felice. Si meritava di più, questo lo diceva anche lui. Diceva che nessuno lo aveva mai capito e amato davvero. A certe anime succede. Pochi sono riusciti a parlarci dopo il ritiro. Un eremita senza la solita voglia di parlare del passato o del ciclismo. Semplicemente aveva chiuso. Una cosa era rimasta, quella sì: l'incontro con Marco Pantani, forse il suo ritrovarsi, il modo deciso di attaccare e la leggerezza in salita. E poi l'ultima apparizione in pubblico nel giorno dell'addio a Cesenatico. L'ultimo legame senza retoriche che lo stringeva allo sport che lo aveva reso una leggenda quasi diafana, come una presenza soprannaturale.  L'aria gelida di un giorno di dicembre se lo portò via. In silenzio, come era abituato. Come aveva sempre attraversato la vita.

Will you send me an angel
Here I am
In the land of the morning stars

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