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Sven Nys: l'immortale fa 50

Prima o poi tutti i campioni devono fare i conti con l'età e per tutti arriva il momento del passaggio di consegne e successivamente quello di smettere. Se per anni e anni ha dominato e imperversato in lungo e in largo, questi due passaggi non sono dei più semplici da affrontare. Prendete il grande Kobe Bryant che a 37 anni è ancora in giro a lottare sui parquet americani ma che viaggia su cifre ridicole per uno con la sua storia e il suo talento. A voler essere cinici verrebbe da dire che il simbolo dei Lakers si sta trascinando per il campo e sta lasciando, in quella che presumibilmente sarà la sua ultima stagione in campo, un pessimo ricordo di se, non tanto in chi ne ha ammirato gli anni migliori ma in chi ne ha visto solo l'ultima fase della carriera.

Lo stesso discorso lo si potrebbe fare per Sven Nys, con l'unica differenza che il crossista belga è stato il migliore della propria disciplina, non sono negli ultimi 15 anni ma dell'intera storia. Il 2015 è stato l'anno della resa definitiva, quello in cui i giovani Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel si sono presi vittorie e attenzioni. Conscio di non poter più essere il dominatore che abbiamo conosciuto, Nys ha annunciato il ritiro al termine della stagione in corso, fissando per il 5 marzo 2016 l'ultima apparizione nelle vesti di corridore nell'evento 'Merci Sven' che sarà il suo saluto a chi in questi anni l'ha ammirato e trattato alla stregua di un Dio, perché questo è stato in Belgio, terra dove il ciclcross è una religione.

Sembrava che fosse tutto già deciso, già scritto con questa stagione che doveva portarlo a prendersi il meritato saluto sui quei tracciati e in quelle competizioni che l'hanno visto dominatore negli ultimi 15 anni. Invece, sin dalla trasferta americana di Las Vegas, Nys ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dare e da dire. Favorito anche dall'assenza per infortunio del campione del Mondo Van der Poel, Nys ha lottato per il podio in ogni gara dando il meglio di se in Coppa dove dopo il secondo posto di Las Vegas, ha centrato il terzo posto a Valkenburg. A mancargli era solo il successo che gli sfuggiva dall'11 novembre 2014.

Questa sorta di maledizione è stata interrotta sabato scorso quando si è imposto ad Hasselt nella terza prova del Soudal Classics, un circuito minore belga, ma il vero capolavoro Sven lo ha compiuto domenica a Koksijde, in quella che è probabilmente la gara più prestigiosa dell'anno.  Sul sabbioso tracciato fiammingo, reso ancora più difficile dal freddo e dal fango, abbiamo assistito ad un vero e proprio spot per il ciclismo.
Tra attacchi respinti e contropiedi ben assestati, Sven Nys e Wout Van Aert hanno regalato spettacolo e si sono giocati tutto nell'ultimo tratto di fango, dove è andata in scena per la resa dei conti finale. Qui Sven ha dato fondo a tutta la propria esperienza inventandosi una traiettoria incredibile che gli ha consentito di uscire davanti e di presentarsi sul rettilineo con quel margine necessario per andare a raccogliere un successo che gli consente di scrivere un'altra pagina di storia.

Con questo successo, infatti, sale a quota 50 successi in Coppa del Mondo, dove non vinceva dalla gara di Zolder nel 2012. Tre anni erano passati anche dal suo ultimo successo a Koksijde, dove con 7 vittorie, la prima è datata 1999, è il plurivittorioso della gara. Sarà anche prossimo al ritiro e non più il numero uno del cross, ma il Cannibale di Baal ha dimostrato ancora una volta tutta la sua grandezza e conquistato definitivamente l'immortalità.

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