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Tom Dumoulin: "Sarò al Giro d'Italia"

Tom Dumoulin ha appena dichiarato che correrà il Giro d'Italia per difendere la sua maglia rosa, una decisione inaspettata e controcorrente.

In un mondo del ciclismo sempre più Tourcentrico, la decisione di Tom Dumoulin di tornare al Giro, per difendere la maglia rosa conquistata lo scorso anno, è sicuramente sorprendente, visto che dopo aver conquistato la corsa rosa, il suo percorso di crescita ideale avrebbe previsto la partecipazione al Tour de France, quantomeno per capire il suo reale grado di competitività nella corsa più importante al mondo.

Come già trapelato, Tom aveva fatto capire che non avrebbe corso il Tour de France a prescindere ma che in realtà avrebbe aspettato di conoscere i disegni di entrambe le competizioni prima di prendere una decisione in merito.

Come ha già dimostrato più volte in corsa, anche dietro questa decisione, pare esserci la sua intelligenza e la capacità di saper leggere al meglio la situazione. Sebbene in linea di massima il Tour si sposi meglio con le sue caratteristiche, anche la prossima edizione prevede pochi chilometri a cronometro (appena 31) se si esclude la cronosquadre, e pare sbilanciata verso gli scalatori più completi, vista la presenza nelle prime tappe di frazioni molto simili alle classiche, compresa quella del pavè.


Nemmeno il Giro prevede tantissimi chilometri di prove contro il tempo, però a differenza del Tour, a parte qualche tappa, le altre frazioni di salita si avvicinano alle caratteristiche dell'olandese. In particolar modo le frazioni dell'Etna, di Monte Vergine e di Campo Imperatore che oltre ad arrivare nei primi dieci giorni di gara, si presentano al termine di frazioni che prevedono solo l'ascesa finale. Più in generale nel prossimo Giro mancheranno le vette storiche delle Dolomiti e anche gli Over 2000 saranno ben pochi, situazione questa che di certo ha ingolosito Tom.

In attesa di capire cosa succederà a Chris Froome, anche la concorrenza che troverà sulle strade del Giro sarà decisamente meno importante rispetto a quella che avrebbe trovato alla Grande Boucle, visto che oltre a Nibali anche Quintana, Bardet, Landa, Uran e Valverde hanno già annunciato la loro presenza in Francia. Per quanto trapelato finora, gli avversari più importanti che troverà sulle strade italiane dovrebbero essere Fabio Aru ed Esteban Chaves, due corridori che per caratteristiche possono metterlo in difficoltà in salita ma che a cronometro pagheranno inevitabilmente dazio come già accaduto a Quintana lo scorso anno.

Come detto, il naturale percorso di crescita di Tom per il 2018 avrebbe previsto il Tour, ma dopo aver conquistato il Giro e calcolando le aspettative con cui avrebbe corso la Grande Boucle, il rischio di 'bruciarsi'  era elevato. Invece, tornando al Giro, potrà continuare a crescere come corridore da GT e in una gara meno stressante rispetto al Tour, capire meglio come muoversi e come correre, adesso che inevitabilmente sarà uno dei fari della corsa. 

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