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Tra autarchia e internazionalità

In questi giorni, oltre a vedere con curiosità cosa succede tra Argentina e soprattutto Australia dove si iniziano a vedere le prime corse di un certo livello, l'attesa principale per squadre, addetti ai lavori e appassionati riguardava le Wild Card che ASO e RCS avrebbero concesso alle formazioni Professional, regalando a queste ultime la possibilità di mettersi in mostra in gare del calibro del Tour de France e del Giro d'Italia.

La prima a comunicare le sue scelte è stata ASO che non ha regalato sorprese invitando come sempre le squadre Professional francesi, in questo caso Cofidis, Europcar e Bretagne Seché, i tedeschi della Bora Argon18 già presenti lo scorso anno e i sudafricani della MTN Qhubeka, una scelta quest'ultima valida non solo dal punto di vista mediatico ma anche tecnico, vista la massiccia campagna di rafforzamento che ha portato in Sudafrica corridori come Boasson Hagen e Matthew Goss, solo per citare quelli col palmares più pesante.

Più sorprendenti le scelte effettuate da RCS Sport che in linea con quanto fatto lo scorso anno ha invitato tutte le formazioni italiane o italiche possibili e ha riaperto le porte ad una formazione polacca che la corsa rosa l'aveva già corsa 13 anni fa, prima dell'avvento del World Tour. Se Androni e Bardiani erano certe di ricevere l'invito per la loro costante presenza negli ultimi 20 anni della corsa rosa, dove hanno sempre animato la gara con le loro azioni e spesso raccolto successi importanti, più incerta era la situazione della Southeast nonostante il diritto acquisito vincendo la Coppa Italia. La formazione di Citracca ma non più di Scinto, si era guadagnata il diritto di partecipare al Giro ma doveva fare i conti con alcuni casi di doping che di certo non hanno giovato né alla sua immagine né a quella del Giro. Alla fine gli organizzatori hanno deciso di dare nuovamente fiducia a questa squadra che ha comunque cambiato sponsor e guida tecnica per rompere col passato e ritrovare slancio.

Le scelte più sorprendenti che poi sono quelle che inevitabilmente hanno fatto più discutere, sono quelle relative agli inviti concessi alla Nippo-Vini Fantini e alla CCC Sprandi. Due formazioni che probabilmente sotto vari aspetti non rappresentano il meglio possibile ma che evidentemente hanno convinto RCS con il loro progetto. Tra le squadre rimaste fuori la più delusa è senza dubbio la Colombia di Claudio Corti, formazione composta esclusivamente da atleti colombiani ma affiliata in Italia e presente negli ultimi due anni, dove pur rimanendo a secco, ha sfiorato il successo di tappa in più di un occasione con Fabio Duarte. Poca sorpresa nel vedere le esclusioni delle francesi Cofidis ed Europcar che evidentemente hanno mostrato scarso interesse per il Giro non garantendo la presenza dei loro uomini migliori, discorso analogo anche per la MTN che concentrerà le sue attenzioni sul Tour. Chi invece aveva mostrato un certo interesse erano la Wanty di Napolitano, Gasparotto e Marcato che sarebbe andata a caccia dei successi di tappa e la Unitedhealcare di Roberto Damiani che in inverno ha fatto acquisti importanti. Evidentemente non è stato preso in considerazione solo l'aspetto tecnico.

Sostanzialmente Mauro Vegni e la sua squadra hanno deciso, come già fatto lo scorso anno, di dare una mano al movimento italiano regalando alle nostre formazioni Professional la vetrina più importante e con essa la sensazione che in caso di un progetto interessante, le porte del Giro sono sempre aperte anche per chi, come la Nippo di Damiano Cunego, è agli inizi di un nuovo progetto. La scelta di invitare la CCC va invece vista secondo quanto spiegato dallo stesso Vegni 'Nell'ottica dello sviluppo internazionale in territori considerati strategici' e la Polonia è certamente un paese in cui il ciclismo è in crescita e già si mormora di una possibile grande partenza del Giro proprio da questa nazione nei prossimi anni.

Forse dal punto di vista tecnico non sono state invitate le squadre più meritevoli ma sicuramente quelle che riserveranno al Giro il massimo impegno e la presenza dei loro uomini migliori o quantomeno di quelli più graditi e questo è certamente un bene per la corsa rosa che negli anni ha visto troppo spesso le formazioni straniere snobbarla e presentarsi con seconde e terze linee. Adesso starà alle formazioni invitate dimostrare che questa fiducia, praticamente a scatola chiusa, è ben riposta e di meritarsi questa importante opportunità che certamente permette di guardare al futuro con più serenità e fiducia.

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