Truly Made in Italy

  • Italiano
  • Inglese

Un Giro umano

Con la stagione ormai in archivio, è tempo di guardare alla prossima stagione e di iniziare a scegliere gli obiettivi da preparare con maggior cura. In attesa della Vuelta, prima il Giro e poi il Tour hanno svelato i loro percorsi, da Genova a Milano per la corsa rosa, da Utrecht a Parigi per la Grande Boucle. Percorsi non senza sorprese che rompono decisamente col passato quasi a volersi scambiare i ruoli: quasi senza crono il Tour, con una lunghissima (60 km) il Giro. Ad accomunarle invece la ricerca di vette mitiche che hanno fatto la storia delle due corse e un disegno mosso per evitare tappe inutili ma non durissimo com'era accaduto in passato soprattutto per la corsa di casa nostra.

Il Giro che vivrà la sua grande partenza da quella Liguria martoriata dalle recenti piogge, prende il via con una cronosquadre da San Lorenzo al Mare a Sanremo, con l'intero tracciato su una pista ciclabile, come a voler simboleggiare i nuovi spazi conquistati dal ciclismo. Le altre frazioni liguri non sono banali ma non chiameranno allo scoperto i big della classifica, che inizieranno a "misurarsi la febbre" nella quinta tappa quando si arriverà in cima all'Abetone, dove il Giro manca dal 2000. Nuovo arrivo in quota due giorni dopo, ma come la salita toscana anche l'ascesa di Campitello Matese non è nulla di troppo selettivo e i distacchi saranno ridotti.

La vera lotta per la classifica generale, al netto di trabocchetti e insidie nascoste che al Giro non mancano mai, inizierà davvero solo alla tappa numero 14, con la maxi crono da Treviso a Valdobbiadene che presenta una distanza pressoché sconosciuta ai frequentatori abituali della corsa rosa. I 60 km non sono completamente pianeggianti ma la differenza tra chi è più avvezzo alla disciplina e chi no sarà notevole. Gli scalatori potranno rifarsi immediatamente a Madonna di Campiglio, dove il Giro torna tutt'altro che casualmente proprio ora che a 16 anni dall'esclusione di Pantani il caso sembra riaprirsi. Dopo il secondo giorno di riposo, ecco che ritorna il Mortirolo, questa sì salita cara a Pantani, in una tappa con 5 GPM e l'arrivo ormai classico ad Aprica.

Dopo un paio di frazioni per rifiatare, arrivano le due frazioni che per forza di cose dovranno decidere il Giro, visto che l'ultima frazione tornerà ad essere una passerella dedicata ai velocisti. L'ultimo venerdì del Giro prevede l'arrivo a Cervinia, al termine di una frazione decisamente lunga (236 km) con 4 GPM di cui 3 superiori ai 15 km di ascesa. Il piatto forte è però riservato per il penultimo giorno di corsa, quando il Giro torna ad affrontare il Colle delle Finestre, un'ascesa decisamente particolare più che per i suoi numeri comunque importanti (18.4 km al 9.2%) per il caratteristico tratto in sterrato, destinato a fare la differenza, che misura 7.8 km.

Rispetto al solito è un Giro più semplice e che concentra le maggiori difficoltà in poche frazioni e in un arco abbastanza ristretto di tempo, sostanzialmente dalla 14a tappa in avanti. Una situazione che permette a chi dopo il Giro vorrà puntare al Tour di poter arrivare al via della corsa rosa senza dover essere al massimo della condizione e di non dover affrontare una corsa massacrante, visto che Mauro Vegni, sempre attento alle esigenze dei corridori, ha limitato al minimo indispensabile i trasferimenti.
Mettendo da parte gli uomini di classifica, non mancano nemmeno le occasioni per i velocisti che dovrebbero giocarsi il successo in 7 frazioni, a cominciare dalla prima in linea in quel di Genova, per finire a Milano.

Tirando le somme è un Giro più facile del solito, che sorride ai corridori completi. Il terreno per una grande sfida tra Nibali, Contador e Froome ci sarebbe visto che tutti e tre a crono sono tutt'altro che fermi e che troverebbero le salite per ribaltare o consolidare la differenza che farà la crono. L'impressione è che l'apertura degli organizzatori non verrà premiata visto che al momento solo Contador sembra certo di partecipare al Giro, mentre Nibali deve sottostare alla volontà di Vinokourov che lo vuole al massimo per il Tour. Discorso che potrebbe cambiare per Froome che visto il percorso del Tour sta facendo un pensierino sulla corsa rosa ma anche lui come Nibali, dovrà stare alle decisioni della squadra. A sfidare Contador dovrebbero essere dunque Fabio Aru e Rigoberto Uran, due avversari di livello che partono certamente un gradino sotto il madrileno ma che strada facendo troveranno situazioni adatte per provare a ribaltare il pronostico.

Subscribe now to our newsletter!