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Uno spettacolo tutto italiano

Qualche settimana fa abbiamo parlato del successo di corse come Qatar, Oman o Dubai e di come sfruttando la loro potenza economica e i benefici del clima, attirino sempre più campioni sulle loro strade. Dal punto di vista tecnico le corse non sono entusiasmanti ma hanno un loro perché, più complesso è appassionarsi allo scenario che attraversano i corridori che per ore e ore pedalano in mezzo al nulla o al massimo tra qualche sfarzosa e un pò pacchiana costruzione atta a ostentare la ricchezza dei vari sceicchi. 

Quest'ultimo aspetto, emerge in maniera prepotente quando anche in Europa iniziano le grandi corse. Dai tifosi sulle strade, alla storia delle corse o alla bellezza dei luoghi attraversati non c'˜è paragone, con le corse europee che tornano ad appropriarsi della loro centralità nel calendario. Tralasciando quei luoghi come la Foresta di Arenberg, il Grammont o il Poggio diventati mitici grazie al ciclismo, nelle corse europee c'è tutta una serie di posti e luoghi quasi magici e più o meno conosciuti che vengono attraversati da un gruppo di ragazzi che in sella alle loro biciclette non possono certo godersi lo spettacolo.

E se per quest'anno, a causa della cancellazione della Roma Maxima, non abbiamo potuto godere della bellezza dei Fori Imperiali e del Colosseo, ci siamo rifatti gli occhi con lo spettacolo della Strade Bianche Eroica Pro e Women Elite.
Vedere i ragazzi e le ragazze darsi battaglia tra strade ricche di storia e prive di asfalto, ha riportato un po' tutti noi indietro nel tempo e a viaggiare con la fantasia agli albori del ciclismo o a quando eravamo ancora sostanzialmente un paese agricolo. Questa corsa così bella e affascinante ha ormai conquistato tutti e nel mondo è sicuramente tra quelle più apprezzate sia per l'aspetto tecnico, sia per lo scenario in cui si corre, che di fatto la rende una corsa unica nel suo genere.

Una corsa del genere dovrebbe riuscire a imporsi a livelli assoluti, essendo una delle migliori cartoline che l'Italia può offrire, ed invece uscendo dalla ristretta cerchia del ciclismo non è che ci sia attenzione o seguito per questa manifestazione, e la stessa cancellazione della Roma Maxima ha mostrato ancora una volta che spesso da noi il ciclismo è visto come un fastidio o come un qualcosa da sopportare, quando in realtà potrebbe fare da traino e da spot per i nostri territori.

Dal punto di vista tecnico la gara cresce sempre più ed il suo successo è da ricercare nella particolarità della corsa e nell'unicità degli sterrati, dove si torna a correre un po' all'antica, in una sorta di uno contro uno già a tanti chilometri dal traguardo, ed questo quello che più di ogni altra cosa affascina il tifoso e probabilmente anche i campioni che per un giorno, andando oltre di tattiche e tatticismi, possono scontrarsi a viso aperto e mostrarsi in tutta la loro forza. Per vincere a Piazza del Campo (altro scenario niente male) bisogna essere campioni e difatti col passare degli anni è salita la qualità dei vincitori, come Cancellara, Gilbert, Kwiatkowski e ultimo Stybar, tutti Campioni del Mondo tra strada, crono e cross  che hanno scritto il loro nome nell'albo d'oro della corsa toscana.

Gli organizzatori (RCS Sport) presentano la corsa come la 'Classica del nord più a Sud d'Europa' e sebbene questa gara ancora non abbia la storia e la tradizione delle classiche del pavé è destinata effettivamente a diventare una vera e propria classica, sempre più ambita e ricca di campioni al via. Il prossimo passo da compiere è quello di entrare a far parte del massimo circuito mondiale durante la prossima riforma del ciclismo più volte annunciata e mai concretamente realizzata.

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