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Wiggins, il Sir dell'Ora

La grandezza di Bradley Wiggins sta anche nel suo incredibile palmarès, ma tutte le medaglie olimpiche e mondiali, il Tour de France, le altre corse a tappe e il recentissimo Record dell'Ora, non bastano a descrivere la grandezza del personaggio Wiggins. Il baronetto britannico col suo carisma e i suoi modi di fare è riuscito a rilanciare alla grande il movimento ciclistico britannico portandolo a vette mai toccate in precedenza.

Qualsiasi cosa decide di fare, diventa prima un evento mediatico e poi tecnico, anche chi non mastica molto di ciclismo ha sicuramente sentito il suo nome o visto la sua faccia barbuta. Dopo aver dominato nei velodromi di tutto il mondo ed essersi reinventato con successo corridore da corse a tappe, diventando il primo britannico a vincere il Tour de France, Bradley ha vissuto un paio d'anni difficili, dal rapporto sempre più conflittuale con la Sky a qualche corsa di troppo andata male. Avrebbe potuto arrendersi e vivere di rendita, invece ha provato a reinventarsi corridore da classiche del Nord rendendosi protagonista sulle mitiche pietre della Roubaix. Dopo la Regina delle Classiche, sua ultima apparizione in una grande corsa su strada e in maglia Sky,  l'obiettivo si è spostato sul Record dell'Ora e stavolta non poteva che finire con Wiggins in trionfo.

Questo tentativo è stato certamente uno dei momenti più attesi di quest'anno ciclistico e Wiggins è stato abilissimo nel creare l'evento mediatico, i 6000 biglietti  del Lee Valley VeloPark, l'anello olimpico di Londra, sono stati polverizzati in sette minuti e rivenduti dai bagarini a cifre esorbitanti. Per Bradley era importante centrare il Record dell'ora ma ancora più importante era il modo in cui sarebbe riuscito a farlo. Proprio per questo non ha scelto un velodromo in altura o in una località con condizioni climatiche migliori. Lui ha scelto Londra perché è un personaggio vero e perché voleva per il suo record una cornice di pubblico e di affetto che non avrebbe trovato da nessun'altra parte.

L'asticella che si era posto erano i 55 km, l'obiettivo più ottimistico i 55,250 km. Alla fine  si è dovuto "accontentare" di percorrere 54,526 km, un risultato che è andato a migliorare di 1589 metri  il Record di 52,937 km stabilito da Alex Dowsett lo scorso 2 Maggio a Manchester. Senza più il Record dell'ora dalla sua parte, adesso Dowsett potrà "fregiarsi" del titolo del Record meno duraturo della storia.

Wiggins non avrà raggiunto i 55 km ma ha comunque posto l'asticella del Record ad un livello molto alto e ormai accessibile a pochi corridori. Tra coloro che ci hanno provato negli ultimi mesi solo Rohan Dennis e Alex Dowsett potranno riprovarci con convinzione ma difficilmente potranno batterlo, per loro l'obiettivo più realistico è quello di avvicinarsi il più possibile al nuovo Record.

Al momento l'unico che può pensare di batterlo è Tony Martin ma il tedesco non ha l'esperienza di Wiggins in pista e non è ancora in una fase della carriera in cui sacrificare gran parte della stagione per inseguire il Record dell'Ora.  L'altro pezzo da novanta chiamato da Bradley a sfidarlo è Cancellara ma l'impressione è che lo svizzero voglia giocarsi le ultime cartucce di una straordinaria carriera ancora una volta sulle strade del Nord.

L'unica certezza è che adesso il Record è nelle mani di un grandissimo campione ed è tornato ad esser affare per pochissimi come negli anni d'oro di questa disciplina. Ora Bradley ha messo nel mirino le Olimpiadi di Rio dove punterà all'ennesima medaglia in pista, c'è da scommettere che l'interesse per le gare dei velodromi sarà decisamente più elevata rispetto ad altre occasioni, anche questa è la grandezza di Bradley Wiggins, il Sir dell'Ora.

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