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Wild Card della discordia

Come consuetudine degli ultimi anni, con anticipo rispetto a Tour e Vuelta ma anche all'inizio della stagione, gli organizzatori del Giro hanno annunciato le quattro squadre invitate alla corsa rosa che scatterà da Apeldoorn il prossimo 6 maggio. Una scelta quella di RCS che se da un lato permette alle formazioni invitate di prepararsi al meglio, dall'altro mette alcune delle squadre escluse in una situazione particolarmente difficile e per certi versi destabilizzante prima che inizi la stagione.
Con pochi inviti a disposizione i margini di manovra degli organizzatori sono abbastanza ristretti, e inevitabilmente c'è qualcuno che riamane scontento. In linea generale, nel concedere le wild card, gli organizzatori favoriscono le squadre di casa e in questo RCS non fa eccezione ma sempre più spesso ci si trova a dover decidere se puntare alla crescita della corsa dal punto di vista tecnico e/o mediatico o se salvaguardare gli interessi del movimento nazionale.

Per quanto riguarda i grandi giri, questo problema si pone soprattutto per il Giro vista la buona presenza numerica di squadre italiane tra le squadre Professional. Lo scorso anno tutto era filato liscio per le formazioni nostrane in quanto nessuno tra Androni, Bardiani, Nippo e Southeast rimase fuori anche perché, viste le sole 17 squadre World Tour, gli inviti furono cinque . Il quinto fu riservato per la polacca CCC, il cui sponsor è partner commerciale di RCS.

Quest'anno con le formazioni World Tour tornate nuovamente a quota 18 e con soli 4 inviti a disposizione, i margini di manovra per RCS e la squadra di Mauro Vegni si sono ristretti ulteriormente e andava fatta una scelta importante: invitare in toto le formazioni Professional italiane o cercare di aumentare l'appeal internazionale della corsa?
Con la Southeast Venezuela certa dell'invito in quanto vincitrice della Coppa Italia e la Bardiani interamente italiana quasi certa dell'invito viste anche le  sei vittorie di tappa negli ultimi quattro anni, la lotta era sostanzialmente ristretta a due posti con Androni Giocattoli, Nippo Fantini, CCC e Roompot che erano le più accreditate, le prime due in quanto italiane, i polacchi perché già c'erano lo scorso anno e gli olandesi perché il Giro parte dall'Olanda, invece con un colpo a sorpresa Vegni ha invitato la Nippo - Vini Fantini concedendo nuovamente fiducia alla squadra di Damiano Cunego e lasciato fuori la Androni Giocattoli '“ Sidermec per fare spazio ad una formazione straniera e la scelta è ricaduta sulla Gazprom '“ RusVelo, una squadra russa attiva dal 2012 ma sostanzialmente a digiuno di grande ciclismo e di grandi risultati.

Dietro la scelta di invitare la Gazprom '“ RusVelo c'è sicuramente una motivazione economica visto che il main sponsor della formazione russa ha garantito ad RCS, che non se la passa benissimo, un bell'introito economico come già fatto in passato da Net App e CCC che in pratica si erano pagate la partecipazione al Giro. La scelta è sicuramente discutibile sotto l'aspetto tecnico visto che la formazione russa non ha nel suo organico grandi campioni o talenti emergenti, ma va sicuramente accetta di buon grado visto che Vegni e la sua squadra devono rendere conto ad RCS e non alla Federazione Italiana o agli sponsor che investono nelle nostre formazioni e a dirla tutta Gazprom è un colosso come nel ciclismo non se ne vedono da anni, senza considerare che tutti i partner tecnici della squadra sono italiani a partire da Colnago che fornisce le bici alla squadra russa.

Chi esce male da questa situazione, dove comunque Vegni ha salvaguardato gli interessi delle nostre formazioni, è la Androni di Gianni Savio che negli anni è stata una presenza fissa al Giro d'Italia. Come già accaduto nel 2012 con l'Acqua&Sapone che chiuse i battenti a fine stagione in seguito al mancato invito al Giro, il futuro della Androni è stato messo in discussione e durante il Giro si saprà se la squadra proseguirà la sua attività. Da questa vicenda emerge tutta la difficoltà delle nostre squadre col loro futuro legato quasi esclusivamente alla partecipazione o meno al Giro d'Italia, un modo francamente inaccettabile di proseguire e andare avanti ma questo è un altro discorso. La speranza, che diventa quasi certezza conoscendo Gianni Savio, che ne ha viste tante per arrendersi a questo punto, è che il prossimo anno, sulle strade del centesimo Giro d'Italia, ritroveremo ancora una volta i suoi ragazzi ad animare la corsa con i loro attacchi e la loro indole battagliera.

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