Dylan Teuns, il nuovo signore dei muri

Dylan Teuns ha finalmente spiccato il suo primo volo al Tour de Wallonie e con il successo in Polonia - battendo Peter Sagan - promette spettacolo per le classiche dei prossimi anni.
 
Fino a nemmeno un mese fa Dylan Teuns era uno dei tanti corridori che avevano mostrato sprazzi di classe, senza mai riuscire a centrare il bottino pieno. Il suo momento di gloria maggiore lo aveva vissuto alla Freccia Vallone, che aveva chiuso sul podio alle spalle di Alejandro Valverde e Daniel Martin, i due corridori che assieme ad Alaphilippe, al momento rappresentano il meglio che c'è in circolazione per gli arrivi sui muri.
Fino al 23 Luglio, Teuns, era un corridore che poteva guardare al futuro con ottimismo ma non pareva ancora essere pronto a raccogliere successi e conquistarsi gli spazi necessari per fare la propria corsa in una squadra come la BMC che tra le sue file può contare su corridori come Greg Van Avermaet, Richie Porte o Rohan Dennis.

Tutto o quasi è cambiato nel recente Tour de Wallonie, dove dopo aver trovato il primo successo della carriera nel corso della terza tappa, si è imposto nuovamente nell'ultima tappa ed ha conquistato anche la classifica generale. Questi successi ottenuti mostrando una superiorità nettissima, gli hanno dato quella fiducia e quella consapevolezza nei propri mezzi, per arrivare al Giro di Polonia, con la sicurezza di potersela giocare con avversari più forti di Coquard, Vanendert o Van Der Sande, tutti battuti senza problemi in Vallonia.

teuns wallonie

In Polonia, il campo partenti decisamente più quotato con Sagan, Poels, Nibali, Majka, Rui Costa, Zakarin e tanti altri, era decisamente un test più attendibile per verificare la reale consistenza di un corridore che dopo essersi finalmente sbloccato, era desideroso di misurarsi con corridori che hanno vinto GT, Mondiali e classiche Monumento.

In Polonia c'era una tappa adatta a Teuns, e Dylan se l'è portata a casa, battendo addirittura Sagan in una sorta di lasciapassare per entrare definitivamente tra i grandi del gruppo. La tappa che si concludeva sul muro di Szczyrk, una salita che presentava pendenze terribili, ha esalato le qualità di Teuns che ha mostrato a tutti di saper leggere benissimo la corsa e di saper cogliere l'attimo giusto per partire, riuscendo a resistere al rientro di chi come Sagan, ha dato fondo a tutte le sue energie dopo il tratto più duro.
Se la tappa di Szczyrk era adattissima alle sue caratteristiche, le ultime due frazioni, quella di Zakopane e quella di Bukowina Tatrzanska, ricche di salite in successione, ci hanno detto che siamo al cospetto di un corridore che non si limita a fare la differenza solo sui muri. In queste due frazioni, pur non vincendo ha prima conquistato la maglia di leader e poi l'ha difesa nell'ultima tappa con una freddezza da campione consumato, visto che era andato in difficoltà sulla penultima salita.

Ad accomunare i successi in Vallonia e in Polonia, al di là del diverso valore degli avversari, è l'evidente superiorità mostrata sui muri. Il suo modo di affrontarli quasi sempre sui pedali, oltre ad essere decisamente efficace è anche molto bello da vedere, con la sua pedalata che appare leggera al punto tale che sembrerebbe poter pedalare su delle uova senza romperle.

Dopo aver conquistato i primi successi e guadagnato sul campo i gradi di protagonista per la prossima campagna delle Ardenne, il prossimo passo sarà quello di far sua una classica e quella Freccia che quest'anno lo ha rivelato al grande pubblico, prima o poi finirà per vincerla. La sua pedalata leggiadra sembra fatta apposta per trionfare in cima ad Huy.