Euskaltel Euskadi, l'orgoglio di un popolo

L'Euskaltel Euskadi ha rappresentato per anni l'orgoglio e il carattere dei baschi, un popolo appassionato che, anche dopo la chiusura del team, non ha smesso di seguire il ciclismo in attesa di riconoscersi ancora in una realtà World Tour. 

A fine 2013 ha chiuso i battenti una squadra che per quasi 20 anni ha rappresentato un intero popolo come quello basco. Con la chiusura della Euskaltel Euskadi si è chiusa un'era per l'intero ciclismo, con quei corridori arancioni che per anni, con la loro condotta di gara sempre all'attacco, hanno dato spettacolo sulle salite delle corse a tappe.

Nei tanti anni in cui li abbiamo visto correre in mezzo mondo, sono arrivate tante vittorie, anche se non sono mai stati tra le formazioni più vincenti, tutto normale per una formazione che aveva la sua missione nel far crescere e lanciare solo corridori baschi o nati o cresciuti nel territorio storico basco vale a dire la Euskal Herria, quella regione geografica composta dagli attuali Paesi Baschi e da Navarra in Spagna e Labourd, Soule e Bassa Navarra in Francia.

Questa missione è riuscita in pieno considerando la grande quantità di ciclisti baschi che abbiamo visto protagonisti negli ultimi 25 anni, basti pensare a Samuel Sanchez, Roberto Laiseka, Iban Mayo, Haimar Zubeldia, Joseba Beloki, Igor Anton, Mikel Nieve, Mikel Landa, David Etxebarria, Igor González de Galdeano o ancora Amets Txurruka, Jonathan Castroviejo, Jon e Gorka Izagirre, tutti corridori passati tra le file della squadra diretta per tanti da Miguel Madariaga.

Nei primi anni la squadra deve fare i conti con grosse difficoltà economiche, la svolta avviene nel 1997 quando la compagnia telefonica Euskaltel decide di investire nel ciclismo e di diventare lo sponsor principale della squadra. Roberto Laiseka è il corridore a regalare alla squadra il primo grande successo con la vittoria di tappa sull'Alto de Abantos alla Vuelta 1999, davanti ai compianti Frank Vandenbroucke e Josè Maria Jimenez. Nel 2001, in quella che è la prima partecipazione sulle strade del Tour per la formazione basca, sempre Laiseka si impone nella tappa di Luz Ardiden  e lancia la squadra in una nuova dimensione.

A completare il processo di grandezza della squadra pare dover essere Iban Mayo che dopo il quinto posto alla Vuelta 2002, nel 2003 dopo essersi aggiudicato la corsa di casa (Pais Vasco), e un paio di tappe al Delfinato, si presenta al Tour con grandissime ambizioni. Sull'Alpe D'Huez, primo arrivo in salita del Tour, distrugge tutti, rifilando oltre 2' a Lance Armstrong. Sembra l'inizio di una favola e invece, questa rimarrà la sua unica vittoria al Tour. Chiude il Tour in sesta posizione a 7' da Armstrong ma in salita è l'unico che sembra poter mettere in difficoltà l'americano. Nel 2004, in quella che è la prova generale del Tour, il Delfinato, mostra una superiorità quasi schiacciante e si ripresenta al Tour con grandi ambizioni ma tutti i piani saltano già nella terza tappa dove il Tour affronta alcuni tratti in pavé. Mayo cade ed esce di classifica, ancora qualche tappa di agonia prima del ritiro. Da questo momento in avanti Iban Mayo sarà solo l'ombra di quel corridore che pareva poter sfidare Armstrong.

euskaltel

Con l'eclissi di Mayo, diventa Samuel Sanchez il leader della squadra, alla Vuelta 2007, Samu regala alla sua squadra tre tappe e il primo podio in un GT. Nel 2008 dopo l'oro olimpico di Pechino,  arrivano i primi giorni in testa ad un GT, questa volta grazie ad Egoi Martinez che guida la Vuelta per cinque giorni. Nel 2010 sembra che finalmente sia giunto il momento per l'Euskaltel di conquistare un GT, con Igor Anton che dopo due settimane guida con autorevolezza la Vuelta ma una caduta lo costringe al ritiro con indosso la maglia rossa.
Nel 2011, dopo anni di comparsate al Giro, arrivano finalmente le prime vittorie nella corsa rosa. Igor Anton e Mikel Nieve si prendono le tappe simbolo di quel Giro, Zoncolan e Gardeccia sono basche ed solo l'antipasto di quanto accadrà al Tour, dove Samuel Sanchez vincerà a Luz Ardiden dieci anni dopo Laiseka e conquisterà la maglia a pois, dopo il quarto posto, poi diventato terzo a seguito della squalifica di Contador, dell'anno precedente. Il 9 agosto 2011, dopo 33 anni, la Vuelta torna nei Paesi Baschi e sul traguardo di Bilbao, Igor Anton con una fuga da lontano va a prendersi quello che forse è il successo più iconico dell'intera storia della squadra, per un giorno che rasenta la perfezione dell'orgoglio basco.

Il 2012 è l'ultima grande stagione della squadra basca con Sanchez che finalmente conquista il Pais Vasco e Jon Izagirre che conquista al Giro la diciottesima e ultima vittoria nei GT della Euskaltel.
A cavallo tra le stagioni  2012 e 2013 Igor González de Galdeano e l'azienda Euskaltel danno vita a un nuovo progetto che prevede l'ingaggio di corridori stranieri ma è solo un maldestro tentativo di evitare la chiusura della squadra che avverrà a fine 2013.

Negli ultimi quattro anni il ciclismo è cambiato abbastanza ma la presenza continua e incessante delle bandiere basche sulle grandi salite del ciclismo, non è mai cambiata. Anche senza una squadra per cui tenere o da cui sentirsi rappresentati, i tifosi baschi non hanno mai smesso di seguire il ciclismo e ora, dopo alcuni anni di gestazione all'orizzonte inizia ad intravedersi qualcosa di positivo con il probabile passaggio da Continental a Professional della Euskadi Basque Country-Murias Taldea, una formazione nata nel 2015 e che nelle ultime tre stagioni ha gettato le base per diventare il punto di riferimento del ciclismo basco, per cercare di colmare il vuoto lasciato dalla Euskaltel. Se tutto dovesse andare come previsto, il prossimo anno sulle strade della Vuelta, della Clasica San Sebastian e del Giro dei Paesi Baschi, potremmo rivedere il popolo tornare a sostenere la propria squadra.