Giro 2018: Israele, Zoncolan e Froome

Il Giro 2018 è stato finalmente svelato, ecco cosa riserverà il percorso della Corsa Rosa agli appassionati.

Volendo riassumere al massimo la prossima edizione del Giro d'Italia potremmo usare solo tre parole: Israele perché per la prima volta nella storia un GT parte fuori dall'Europa; Zoncolan perché sarà la salita simbolo di una corsa che propone 8 arrivi in salita; Froome perché il campione britannico sarà al via del Giro per vincerlo e per entrare sempre più nella storia del ciclismo.

La partenza da Israele darà al Giro 2018 una visibilità mediatica senza precedenti e un ritorno economico che non avrebbe avuto in nessun altro modo, visto che il comitato organizzatore ha messo sul piatto 12 milioni di euro e una parte di questi serviranno ad avere Froome in corsa. La partenza da Gerusalemme marca sempre più la strada dell'internalizzazione per la corsa Rosa, per un processo iniziato qualche anno fa da Acquarone e portato avanti da Mauro Vegni e la sua squadra e che difficilmente in futuro potrà trovare un maggior ritorno economico e mediatico, rispetto a questa edizione.

Il percorso del prossimo Giro è abbastanza in linea con quelli visti negli ultimi anni, anche se i chilometri a cronometro sono decisamente diminuiti e gli arrivi in salita tornano ad essere tanti, forse troppi. A differenza degli ultimi anni e rispetto al Tour mancano del tutto le mini tappe di salita e gli arrivi in discesa, in pratica ogni volta che si affronteranno le montagne si arriverà in salita. Se la mancanza delle mini tappe di montagna dovrà far emergere le doti di fondo di chi vorrà vincere il Giro, la mancanza di qualche arrivo in discesa rischia di addormentare un po' la corsa, qualora dovesse proseguire il canovaccio degli ultimi GT, quando quasi tutte le tappe con arrivo in salita si sono risolte con un duello tra gli uomini di classifica ristretto gli ultimi chilometri.

giro 2018

Si inizia a fare sul serio sin da subito con la crono iniziale di Gerusalemme (9.7 km) che decreterà già i primi distacchi tra gli uomini di classifica e da tre arrivi in salita nelle prime nove tappe con Etna, Montevergine e Campo Imperatore che chiameranno all'azione i pretendenti alla maglia rosa, anche se solo l'arrivo in quota abruzzese che manca dal 1999 e che vide il trionfo di Marco Pantani, pare poter fare selezione. Dopo un paio di tappe mosse ed un paio dedicate ai velocisti, sabato 19 maggio arriva lo Zoncolan, con la terribile scalata friulana che arriva al termine di una frazione che prevede altri 4 GPM. Vista l'assenza di vette storiche come Stelvio, Gavia, Fedaia, Pordoi, Giau o Mortirolo, sarà proprio la salita più dura d'Europa il simbolo di questo Giro. L'indomani, a chiudere la seconda settimana di corsa, ecco la frazione dolomitica con arrivo a Sappada dopo aver affrontato vette quasi sconosciute.
L'ultima settimana si apre con la crono da Trento a Rovereto per un totale di 34.5 km per specialisti puri. Prima della passerella finale di Roma, col Giro che mancava dalla capitale dal 2009, una tre giorni di montagna con l'arrivo di Prato Nevoso a precedere i tapponi di Bardonecchia e Cervinia.

Che Froome potesse schierarsi al via del prossimo Giro non era un mistero per nessuno o quasi, ma l'ufficializzazione della sua partecipazione permette alla corsa rosa di avere al via il miglior corridore da GT. Dopo la doppietta Tour-Vuelta, che di fatto gli ha già garantito un posto nella storia del ciclismo,  Froome verrà al Giro certamente per il cospicuo assegno garantitogli  ma anche e soprattutto per centrare la tripla corona e per diventare il terzo corridore dopo Merckx e Hinault a detenere contemporaneamente i tre grandi giri. Anche se forse il tentativo più affascinante rimane l'assalto alla doppietta Giro-Tour che negli ultimi anni è semplicemente apparso impossibile anche per uno come Contador, senza considerare l'ultimo tentativo di Quintana, col colombiano che è uscito dal tentativo con le ossa rotta, non essendo riuscito a portare a casa nessuno dei due obiettivi.