Moda e ciclismo: quando la bici ispira gli stilisti

Moda e ciclismo, un mix che con gli anni si è rivelato uno dei più controversi e allo stesso tempo innovativi. Gli stilisti innamorati di questo sport ne hanno assorbito le linee futuristiche e gli ideali urbani di libertà, trasportandoli nelle loro creazioni in un connubio unico fondato sui sogni e sui traguardi, proprio come in una delle più epiche corse ciclistiche.

Coco Chanel era una gran sportiva; non è un caso che fu lei a inventare i tailleur – giacca maschile e pantaloni - negli anni Trenta, una vera rivoluzione in fatto di comodità per le donne abituate ai vestiti della moda canonica. E fu ancora lei a cominciare ad usare il tessuto jersey non solo per i sottabiti ma per una grande varietà di capi che con il tempo personalizzò e divennero celebri per le sue fantasie.
Qualcosa come novant’anni dopo la Maison francese che porta il suo nome firma per la prima volta una bici, sull’onda di altre case di moda che sposano la ricerca di uno stile di vita sempre più eco-green. Forse la stessa Coco ne sarebbe stata entusiasta.
C’è un’affascinante mondo che lega il ciclismo alla moda e ai suoi stilisti e la complice è sempre lei, la bicicletta. Non si sa se il direttore creativo di Balenciaga, Demna Gvasalia, sia un ciclista appassionato, di sicuro gli anni passati a studiare ad Anversa – Belgio, dove il ciclismo è religione – gli avranno lasciato qualcosa visto che dopo i braccialetti a forma di catena, ha recentemente lanciato la bicicletta Balenciaga, una mountain bike per il concept store di Parigi. Un esperimento di design che parla, insieme ad altri oggetti, della quotidianità. Che alla fine non esiste niente di più legato alla nostra vita di tutti i giorni, di così vicino a quello che vorremmo essere, in equilibrio tra il cielo e l’asfalto, senza smettere di andare più veloce, di sentire il vento in faccia anche nelle giornate peggiori.  

balenciaga bicicletta

Ciclista convinto, invece, è Paul Smith. Di lui si sa tutto, oramai: icona del suo stesso stile camaleontico, da bambino sognava di fare del ciclismo il suo mestiere ma un incidente da giovanissimo precluse la sua carriera. Un amore così profondo però non lo si può certo nascondere, infatti durante la sua carriera, nella sua costante ricerca dell’effetto sorpresa, ha disegnato la maglia rosa del Giro d’Italia 2013 e ha creato per la Primavera-Estate 2017 una linea ispirata a chi in bicicletta ci va tutti i giorni con capi a metà tra il glamour, lo sportivo e il tecnico. Un po’ come Levi’s e i suoi jeans commuters pensati per chi va in ufficio pedalando, per i ciclisti urbani con poco tempo e così tanta voglia di lasciare le automobili in garage.

levi's commuter

Di sicuro la moda va di pari passo con le rivoluzioni, è essa stessa lo specchio del cambiamento. Di sicuro la bicicletta è uno strumento di ribellione, passata indenne nei secoli, cambiando solo il suo aspetto ma non la sua anima. Due mondi opposti eppure così simili. E una cosa profonda e insondabile in comune: la bellezza. Di uno scatto in salita, di una linea perfetta; dei colori sgargianti come certe allucinazioni dopo la fatica, dopo che hai dato tutto; dell’impasto tra sogno e realtà in quella linea bianca, di gesso o di altro che è un taglio netto ma non è un confine, disegna i bordi delle esistenze. In fondo qualsiasi arte è la vita com’è, cruda come una corsa e tutto quello che può succederci dentro. Autentica come il mal di gambe che hai ignorato per arrivare.
Bella senza sconti, come una rivoluzione che si ripete. Mai uguale, sempre lei.