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Cento. Alejandro Valverde e i suoi record

5065 giorni equivalgono a 723 settimane e 4 giorni o a 13 anni, 5 mesi e 20 giorni, questi numeri apparentemente senza senso ci aiutano a capire un po' meglio la grandezza di Alejandro Valverde che tra il primo e l'ultimo successo, ha visto appunto passare 5065 giorni.

Quello del mursiano non è un record, basti pensare che tra la prima e l'ultima vittoria di Davide Rebellin sono passati 22 anni, ma poco importa, questo dato non solo sottolinea la sua longevità ma ne esalta quelle qualità di resistenza e continuità che negli ultimi anni lo hanno fatto diventare un esempio per l'intero mondo del ciclismo.

L'ultimo successo conquistato da Alejandro, la classifica generale della Vuelta Andalucia, è arrivato per un solo secondo su Alberto Contador ed ha un significato speciale trattandosi del numero 100 e non poteva arrivare davanti ad un avversario migliore, visto che in questo nuovo millennio, tra i corridori spagnoli oltre ad Oscar Freire, solo Alberto Contador è stato quantomeno al livello di Valverde.
Col successo numero 100, Valverde è diventato il quarto corridore in attività a raggiungere tale cifra, alle spalle solo di Cavendish (145), Greipel (140) e Boonen (112), corridori decisamente diversi dallo spagnolo visto che parliamo di due velocisti puri e di un corridore decisamente veloce che ha riscritto la storia del ciclismo sulle pietre del Nord. Il prossimo a raggiungere la tripla cifra dovrebbe essere Peter Sagan che è già a quota 92 vittorie.

Se l'ultimo successo risale allo scorso 19 Febbraio, il primo è del 9 Aprile 2003 quando si impose nella terza tappa della Vuelta al Pais Vasco davanti ad un certo Rebellin. In questi 13 anni Alejandro ha attraversato varie fasi della propria vita e della propria carriera, mantenendo sempre una costanza di rendimento da far invia a chiunque e proprio qui sta la straordinarietà di Alejandro, che riesce a competere ad armi più o meno pari con tutti, dalla piccole corse a tappa spagnole a quelle del WT, dalle classiche delle Ardenne a quelle di fine stagione, per finire ai GT dove storicamente riesce a tenere senza grossi cali di rendimento due impegni ravvicinati come Tour e Vuelta, mentre lo scorso anno si voluto togliere lo sfizio di disputarli tutti e tre, salendo sul podio al Giro.
Questa continuità di rendimento che farebbe la fortuna di qualsiasi corridore, vista da un altro lato, lo ha un po' frenato visto che di corsa in corsa, in questo ciclismo iper specializzato, si è scontrato con atleti che avevano preparato quegli appuntamenti nello specifico ma ciò non gli ha impedito di fare sue tre volte la Liegi, quattro la Freccia Vallone, due la Clasica San Sebastian, una la Vuelta di Spagna e svariate tappe a Giro, Tour e Vuelta.

In questi anni il suo stile e il suo modo di correre non sono mai cambiati, se escludiamo proprio i primissimi anni, dove aveva uno spunto veloce ed un'esplosività decisamente maggiore, è sempre stato un corridore poco appariscente e spettacolare  soprattutto negli appuntamenti importanti, riservando le azioni più belle per quegli appuntamenti meno importanti in calendario dove aveva poco o nulla da perdere.

Quante vittorie riuscirà ancora conquistare non lo sappiamo e conoscendolo è meglio non esporsi in pronostici ma indipendentemente da ciò che saprà ancora regalarci, mai nessuno potrà togliergli il posto che merita tra i grandissimi della storia del ciclismo.

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