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Contador: testa e gambe per la doppietta

Messo in carniere il terzo Giro d'Italia, il secondo a scrutare l'albo d'oro poiché il trionfo del 2011 è stato cancellato dal TAS di Losanna, per Alberto Contador è tempo di pensare al Tour de France. Il campione spagnolo che per questo 2015 ha in programma l'ambizioso progetto di vincere Giro e Tour, è a metà dell'opera ma sa benissimo che il difficile viene adesso. Andarsi a scontrare con Nibali, Froome e Quintana che hanno puntato tutte le loro fiche sulla Grande Boucle non sarà per nulla facile e anche la storia recente è contro lo spagnolo visto che è dal 1998, quando a trionfare sia in Italia che in Francia fu Marco Pantani, che un corridore non centra l'accoppiata Giro-Tour.

Negli ultimi anni nessun corridore ha puntato realmente e quindi preparato a dovere il tentativo di doppietta, nel 2011 Contador si presentò al Tour dopo aver fatto suo il Giro, ma la partecipazione non  era stato programmata in inverno. L'unico che aveva puntato con decisione all'accoppiata Giro-Tour era stato Ivan Basso nel biennio 2005-2006, ma un virus lo debilitò nel Giro 2005 facendolo uscire di classifica e l'Operacion Puerto gli impedì di gareggiare in Francia nel 2006 dopo aver dominato il Giro. Velleitario invece il suo tentativo nel 2010 quando dopo aver vinto il Giro si presentò in Francia più per il gusto di esserci che per una reale convinzione o possibilità di fare risultato.

In pratica erano quasi 10 anni che nessun corridore metteva nel mirino l'accoppiata Giro-Tour e se c'è un corridore adatto almeno a provarci questo è Alberto Contador che anche durante il Giro appena concluso ha dimostrato il perché. Nelle 3 settimane della corsa rosa ha corso da padrone sin dalla prima tappa in linea, cercando di insinuare nella mente degli avversari il tarlo che fosse imbattibile. Un piano riuscito al 100% visto che solo nell'ultima tappa di montagna, è andato in difficoltà e l'Astana ha attaccato con convinzione. Nelle altre frazioni di montagna ha giocato al gatto col topo concedendo spazi agli avversari più lontani in classifica e disinteressandosi  dei successi di tappa, cedendoli o almeno dando quest'impressione un po' a Landa e un po' ad Aru, cercando di mettere un po' di pepe nel rapporto tra i due al fine di trarne vantaggio.

Alberto è stato il più forte sulla strada e di testa, conscio che a cronometro era superiore ai due rivali, in salita ha sempre potuto correre non dando fondo a tutto quello che aveva nonostante la latitanza della propria squadra lo abbia costretto a fare tutto da solo. Sul Mortirolo e sull'Ologno ha fatto vedere le cose migliori in salita e di fatto ha scavato il solco decisivo con Fabio Aru, l'unico corridore che ha sempre controllato ad eccezione della tappa di Cervinia dove invece ha curato lo spagnolo Landa.  Tra Finestre e Sestriere ha accusato un passaggio a vuoto ma ha saputo gestirsi benissimo non perdendo mai la lucidità e il controllo della situazione, certamente agevolato dal grande vantaggio in classifica.

Come accaduto qui al Giro anche in Francia dove non arriveranno le gambe dovrà usare l'astuzia e l'intelligenza, il compito non sarà facile perché con tutto il rispetto per Aru e Landa, Nibali, Froome e Quintana sono un'altra cosa e più difficilmente cadranno nei giochetti di Alberto o non si renderanno conto della reale forza dello spagnolo, ma proprio la presenza di così tanti campioni potrebbe regalare una gara tatticamente bloccata in cui a fare la differenza potrebbero essere la testa e la capacità di saper cogliere l'attimo giusto e qui Contador non teme confronti.

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