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Enhorabuena Purito!

Non è semplice definire chi è un campione. Il ciclismo forgia i suoi con le sconfitte, prima che con le vittorie. Una delle regole sacre è quella di sopportare il dolore. Sempre. Una grattata sull'asfalto o una linea bianca persa per un soffio. Che scendano lacrime assieme al sudore va bene, è così che deve andare prima di accorgersi che lì funziona come nella vita: se molli sei fregato. Semplicemente perdi. Perdi prima di tutti.
E non è un patto facile da sostenere, questo qui che per salire in alto devi imparare a soffrire meglio degli altri. A resistere ai bocconi amari, a non stancarti mai di attaccare.
A volte è solo attitudine. A scattare all'improvviso, a emozionare. Nel tuo bene o nel tuo male. A volte è solo carattere.
E' così che, vincendo o perdendo, la gente ti ama lo stesso.

Joaquim Purito Rodriguez. Due Lombardia vinti sotto la pioggia, una Freccia Vallone, nove tappe alla Vuelta, due al Giro, tre al Tour. E quella sua passione per gli strappi secchi dove tutti rimangono lì e lui vola. Uno sparo rosso e improvviso. Uno di quegli stili che infiammano. Che poi Purito un carattere passionale l'ha sempre avuto, lasciando perdere gli stereotipi del sangre caliente degli spagnoli. Lui è catalano ma questo non c'entra. Certe cose le hai dentro e crescono con te. La bicicletta gli ha sempre fatto venir voglia di essere attaccante prima che altro, di seguire la strada dell'istinto, quella che alla fine paga. Magari non subito, magari in certi casi è arrivata prima la sfortuna che il resto. Eppure è questo che resterà scritto della sua carriera, ora che ha annunciato al mondo che lascerà il ciclismo: il fatto di essere un corridore indomabile e allo stesso tempo una persona di profonda umanità. Anche di fronte al più grande rammarico di sempre, a quelle lacrime di Firenze che avevano il sapore di una delusione bruciante e che forse neppure gli anni avrebbero giustificato o fatto dimenticare. D'altronde è sempre così, rimani scottato perché ci metti troppo cuore, prendi schiaffi che non ti saresti meritato mai. Ma Purito l'ha sempre saputo. Un carattere così ti abbraccia e poi ti schiaccia. E non è poi tanto lontano dal ciclismo, che sa essere buono quanto crudele.
Purito l'ha sempre saputo. Ed è per questo che pochi giorni dopo sorrideva e scherzava con i suoi figli alla partenza quieta della Milano Torino: nessuna vittoria è consolante quanto l'amore vero. Nessuna delusione spazza via quello che sei.

A me la retorica è sempre andata di traverso, quindi è stupido dire: 'Come faremo senza di te?
Nessuno è indispensabile, tutto andrà avanti come sempre e forse nel mondo stanno già crescendo ragazzini con il carattere di fuoco e il cuore immenso. E che forse hanno imparato ad esserlo guardando gli scatti di un piccolo catalano che attaccava a denti stretti.
Non so dire come si fa ad essere campioni. Per essere amati, invece, a volte basta essere sé stessi, dare tutto anche mettendo in conto di non avere niente in cambio, non chiedersi mai se ne varrà la pena. Inseguire un sogno giustifica tutte le delusioni del mondo, è un conto salato che solo i sognatori veri pagano fino in fondo.
Enhorabuena, Purito!
Ci mancherai, quello sì.

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