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Giro delle Fiandre: la resa dei conti

Il duello più atteso al prossimo Giro delle Fiandre, come del resto è già accaduto nelle ultime classiche, è quello tra Peter Sagan e Greg van Averamet, due che non si sopportano granché e che volente o nolente, nell'ultimo anno si sono scontrati veramente in tantissime occasioni, dalle classiche alla Tirreno, dal Tour ai Mondiali. I successi più pesanti, palmares alla mano, li ha ottenuti Sagan con due Mondiali e il Fiandre, ma Greg che risponde con l'Oro di Rio, nei testa a testa diretti ha conquistato il maggior numero di successi.

Del loro duello ci sono ancora tante pagine da scrivere visto che la loro promette di diventare la rivalità per eccellenza delle classiche, ma Domenica, sulle strade del Fiandre, andrà in scena un duello quasi inaspettato ma decisamente più rusticano.

Quello tra Philippe Gilbert e Greg Van Avermaet è infatti un duello pieno di rancori, mezze parole e dispetti, visto che per anni hanno corso assieme, prima alla Lotto dove sostanzialmente Gilbert era l'uomo di riferimento e Greg un giovane di belle speranze e poi alla BMC, dove Van Averamet aveva iniziato a far vedere le sue qualità nel 2011, salvo poi ritrovarsi nella stagione successiva in squadra quel Gilbert capace di fare tripletta alle Ardenne.

Nella BMC, pur conquistando il mondiale di Valkenburg, Philippe non ha mai convinto appieno e piano piano Greg ne ha approfittato per conquistarsi i suoi spazi e al contempo toglierli al più quotato connazionale. Tranne in rare occasioni, nazionale compresa, si sono sempre mal sopportati ma il rapporto tra i due è naufragato definitivamente quando Van Avermaet ha iniziato ad essere un corridore completamente affidabile per le classiche mentre Gilbert ha iniziato la parabola discendente della sua carriera.
Nel corso degli anni i rapporti di forza sono cambiati con la BMC che si è schierata apertamente al fianco di Greg, non solo facendolo correre da capitano ovunque volesse ma consentendogli anche di scegliersi i compagni di squadra e come è ovvio che fosse, la presenza di Philippe non era gradita. Per questo motivo non vediamo Gilbert correre un Fiandre dal 2012 e negli ultimi anni lo abbiamo visto sempre meno sul pavé, in quanto Greg di avere tra i piedi un compagno di squadra così ingombrante, non voleva saperne.
Con questi presupposti era impossibile proseguire assieme e Gilbert ha preferito cambiare aria, firmando per quella Quick Step che di certo non è a corto di capitani per le classiche del pavé o delle Ardenne. Pur essendo piena di capitani e mezze punte, fino ad oggi con la squadra di Lefevre, Gilbert ha potuto fare la propria corsa, così lo abbiamo visto protagonista sia alla Dwars door Vlanderen che all'E3 Harelbeke. Se alla Dwars, dopo aver portato via la fuga decisiva e aver scremato il gruppetto dei fuggitivi, il successo gli è sfuggito solo perché ad imporsi è stato il suo compagno di squadra Yves Lampaert, ad Harelbeke è stato proprio il suo grande rivale Van Avermaet a negarglielo.

Ad Harelbeke, al cospetto di un parterre sicuramente più importante della Dwaars, Philippe che sta onorando al meglio la maglia di campione belga, ha corso in maniera identica, attaccando lontanissimo dal traguardo e sgranando mano a mano la resistenza dei fuggitivi, con i soli GVA e Oliver Naesen in grado di resistergli fin sul traguardo. Proprio la volata finale è risultata indigesta a Philippe che si è dovuto inchinare all'ex compagno di squadra per un ordine d'arrivo che non ha fatto altro che rinfocolare la loro rivalitàche negli ultimi tempi aveva perso consistenza a causa degli scarsi risultati del campione vallone.

Con un Gilbert che a La Panne sta proseguendo nelle sue prove per il prossimo Giro delle Fiandre, con la vittoria nella prima tappa, dopo l'ormai consueto attacco ad una settantina di km dall'arrivo, e la classifica generale ormai alla sua portata e un Van Avermaet ormai ai massimi livelli, è lecito aspettarseli in lotta domenica prossima sui muri del Fiandre, con sullo sfondo la scomodissima presenza di Peter Sagan, per una di quelle rese dei conti dal sapore definitivo e inappellabile.

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