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Giro d'Italia: gli uomini della centesima edizione

Quella che scatta domani da Alghero, indipendentemente da cosa accadrà e da come andrà a finire, è un edizione storica per il Giro, visto che è la centesima. Stavolta - a differenza del Giro del centenario, quello del 2009, che si concluse a Roma al termine di un percorso quasi capovolto con le montagne marchigiane, abruzzesi e il Vesuvio a fare da giudici finali - il percorso rispecchia i canoni classici con arrivo a Milano e le vette storiche a decidere la lotta per la maglia rosa.

Se il percorso, pur non essendo durissimo promette bene, quello che ci lascia ben sperare per vedere una bella corsa, evenienza che accade abitualmente sulle strade del Giro, è la presenza di tanti uomini di classifica: Nibali, Quintana, Kruijswijk, Pinot, Thomas, Landa, Zakarin, Adam Yates, Mollema, Tom Dumoulin, Van Garderen, Pozzovivo, Jungels, Rui Costa, Dennis, sono gli uomini di classifica più quotati e sebbene non tutti offrano le dovute garanzie di tenuta, senza considerare che qualcuno potrebbe uscire di classifica per andare a  caccia di successi parziali,  quest'anno anche per entrare nella top ten, ci sarà bisogno di lottare ogni giorno come accade al Tour.

Il campione

Vincenzo Nibali è il corridore più atteso ma non il favorito numero uno, colpa di una prima parte di stagione sottotono, come ormai avviene da qualche anno, e della presenza di Nairo Quintana. Tra i favoriti per la maglia rosa, nessuno ha la sua esperienza e la sua inventiva e questo in una corsa, ricca di colpi di scena e di insidie, può fare la differenza. In salita sembra inferiore al colombiano ma ci sono tappe in cui può inventarsi qualcosa, ma rispetto al Croazia, vinto davanti a Hirt e Roson, dovrà crescere parecchio. La quarta tappa proporrà l'arrivo in salita sull'Etna e già lì verranno fuori i valori in campo. Assieme a Contador è probabilmente l'unico corridore in grado di vincere anche quando non è il più forte in corsa e la maglia rosa dello scorso anno è li a ricordarlo ai suoi avversari.

Il favorito

Nairo Quintana è entrato nella fase decisiva della sua carriera, quella che può farlo diventare un grandissimo. Lo scalatore colombiano ha ancora margini di crescita e anche dal punto di vista mentale sembra finalmente pronto a reggere lo scontro con Froome sulle strade del Tour. Tra tutti i corridori del gruppo è quello che ha il programma più ambizioso con il tentativo di doppietta Giro-Tour. In salita sembra non avere rivali e potrebbe ammazzare la corsa già tra Etna e Blockhaus. A differenza di quanto si potrebbe pensare, dopo averlo visto quasi inerme agli ultimi due Tour, è un corridore scaltro che sa approfittare delle situazioni che si presentano in corsa. Sia il Giro 2014 che la Vuelta 2016 li ha vinti scavando il solco decisivo in due tappe decisamente movimentate come quella dello Stelvio e di Aramon Formigal.

L'ambizioso

Thibaut Pinbot ha la stessa età di Quintana ma il palmares è decisamente diverso, visto che l'unico podio in un GT rimane quello del Tour 2014, un risultato certamente favorito dai ritiri di Froome e Contador ma che anziché lanciarlo tra i grandi ha finito per affossarlo tra le aspettative altissime dei francesi che vedevano in lui il corridore giusto per interrompere un digiuno che dura dal 1985. Si presenta al Giro per la prima volta e lo fa senza particolari pressioni, certamente la squadra gli chiede un risultato alle altezze delle aspettative ma l'ambiente che troverà in Italia sarà decisamente diverso da quello del tour  e questo potrà solo giovargli. Al Trentino ha dimostrato una grande condizione e questo potrebbe favorirlo nei primi arrivi in salita e dargli la fiducia necessaria. Per una volta ha messo da parte il tour per crescere definitivamente e sedersi al tavolo dei grandi

La coppia

Geraint Thomas e Mikel Landa, sono la coppia più forte del Giro, come Pinot al Trentino hanno mostrato già una buona condizione e sembrano andare d'amore e d'accordo, cosa che in una corsa con tanti corridori che vogliono dire la loro potrebbe fare la differenza. Sulle tre settimane di gara Landa sembrerebbe offrire più garanzie visto il podio del Giro 2015, ma su quei livelli non l'abbiamo più visto. Thomas è invece all'esordio come capitano ed è l'ennesima scommessa che vuole vincere il Team Sky che dopo aver portato Wiggins e Froome a vincere il Tour, vuole portare il gallese a vincere un GT. Se entrambi dovessero essere della aprtita per il podio, la convivenza potrebbe essere a rischio visto che Landa ha già fatto sapere che se la gamba dovesse essere quella del 2015, non si comporterà come allora, quando nonostante fosse più forte, si mise al servizio di Aru.

Lo sfortunato

L'anno scorso sembrava avere il Giro in tasca, diventando così il primo olandese a trionfare sulle nostre strade. Una caduta abbastanza stupida compromise tutto e propiziò la rimonta di Nibali, ma fino a quella discesa del Colle dell'Agnello, pur non vincendo nessuna tappa era stato il più forte ed aveva la situazione sotto controllo pur non avendo al suo fianco una grande squadra. Finora in stagione non ha raccolto molto ma lo stesso era accaduto lo scorso anno. Torna sulle strade del Giro per vincere  e adesso nessuno lo sottovaluterà e sarà marcato quasi come Nibali o Quintana ma ha tutto per giocarsela fino alla fine, considerando che anche due anni fa dopo aver perso tanto nelle prima tappe, nelle ultime due settimane di gara, fece meglio anche di Contador che quel Giro lo vinse.

 

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