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I campioni di domani

Il 2018 sarà un banco di prova per tutti i ragazzi che passeranno al mondo dei professionisti: ecco tutte le giovani promesse del panorama ciclistico.

Nonostante il ciclismo continui a restare uno sport dove l'esperienza conta parecchio, con l'apprendistato dei giovani corridori che in genere dura qualche anno, sempre più spesso sui migliori Under 23 che passano professionisti, ci sono attese e aspettative altissime.

Nelle ultime stagioni, complice anche l'avanzare dell'età di Cavendish e Greipel e qualche problema di troppo per Marcel Kittel, non è stato raro vedere i giovani velocisti lasciare il segno sin da subito, con Caleb Ewan e Fernando Gaviria vincenti sin dal loro anno d'esordio tra i gradi. L'anno prossimo vedremo in gruppo due corridori che promettono di dare sin da subito del tu ai maestri delle volate: Kristoffer Halvorsen e Fabio Jakobsen. Ad assicurarsi il norvegese è stato il Team Sky che di fatto gli consegna quello che era il posto di Elia Viviani. Per l'iridato di Doha, non sembra la scelta migliore quella di passare con una squadra che storicamente non ha mai lasciato grandi spazi ai suoi velocisti, anche se questi si chiamavano Mark Cavendish, in ogni caso è stato il più forte delle ultime due stagioni e in volata è velocissimo, per caratteristiche ricorda Gaviria e quanto prima vedremo i loro primi duelli. Se Halvorsen dovrà scontrarsi con un certo modo di intendere le corse della propria squadra, l'olandese Fabio Jakobsen, nella Quick Step, dovrà superare la concorrenza interna di Gaviria ed Elia Viviani. A dargli manforte, oltre alla capacità della squadra belga di dare, a chi dimostra di meritarseli, i propri spazi indipendentemente dall'età, va sottolineata la sua capacità di primeggiare anche negli arrivi in cima a degli strappi, dove riesce ad esprimere tutta la sua potenza.

Per quanto riguarda i corridori da classiche, gli specialisti sono sempre meno e anche tra i giovani è sempre più difficile individuare i possibili protagonisti, uno che possiamo considerare a tutti gli effetti un prospetto da classiche è il bielorusso Aleksandr Riabushenko che dopo gli anni alla Palazzago passerà con la UAE. Finora ha dimostrato di poter vincere sia arrivando in gruppetti ristretti, sia con azioni da finisseur. Le classiche delle Ardenne sembrano poter essere il suo futuro e potrà imparare da uno come Dan Martin, che pur non avendo vinto moltissimo è uno degli ultimi specialisti. Al fianco di Kristoff invece proverà a capire se può avere un futuro anche sulle pietre.

aleksandr riabushenko

Per quanto riguarda gli interpreti delle corse a tappe, quest'annata sembra davvero di livello con il passaggio di corridori che paiono poter ambire a grandi traguardi, nonostante questa sia la categoria dove per emergere occorre più tempo. La Sky oltre ad Egan Bernal si è assicurata anche Pavel Sivakov. Il russo cresciuto nella BMC Development, ancor più del colombiano sembra essere l'erede designato di Chris Froome, visto che parliamo di un corridore senza apparenti punti deboli essendo uno dei migliori in salita, dotato di un fondo e di una resistenza straordinari e con ampi margini di miglioramento a cronometro, non avendo ancora lavorato seriamente su quest'aspetto. Inoltre non gli manca il coraggio di attaccare oltre a quella cattiveria agonistica che solo i fuoriclasse hanno. Quest'anno ha vinto il Giro Under 23 e il Val d'Aosta. Il suo manifesto è la vittoria di tappa a Cervinia al Giro della Val d'Aosta con un attacco a 50 km dal traguardo.

L'australiano Lucas Hamilton che passerà con la Orica Scott e quindi potrà crescere all'ombra di Chaves e degli Yates e imparare da uno come Nieve, pare avere nella continuità una delle sue armi migliori, visto che quest'anno è stato competitivo per tutta la stagione da Gennaio a Settembre. Ha vinto pochino per le sue qualità che lo portano ad eccellere in salita e a cronometro ma è l'unico che si è piazzato nei cinque sia al Giro che all'Avenir.

Bjorg Lambrecht è la grande speranza del Belgio per tornare competitivo ai massimi livelli nei GT. Aol Val d'Aosta nella tappa di Cervinia è stato l'unico a riuscire a limitare i danni arrivando ad un minuto da Sivakov. 

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