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I numeri delle Classiche

Con la stagione 2017 alle porte, si può tracciare un bilancio definitivo su quanto accaduto in questa stagione. Come già fatto in passato, andremo ad analizzare qualche numero, ben consci che non sempre i numeri fotografano perfettamente la situazione o l'andamento delle varie corse.Nelle 14 prove del calendario World Tour, solo un corridore, Peter Sagan è stato capace di imporsi in più di un'occasione, con il campione del mondo che ha trionfato a Gand, Fiandre e GP Quebec. Grazie a questi successi la Slovacchia è la nazione che ha vinto di più, seguita da Australia (Roubaix con Hayman, Amburgo con Ewan), Olanda (Liegi con Poels e San Sebastian con Mollema) e Belgio (Bretagne Classic con Naesen e Gp Montreal con Van Averamet) a quota due. Un successo a testa per Francia, Polonia, Italia, Spagna e Colombia che grazie a Demare, Kwiatkowski, Gasparotto, Valverde e Chaves hanno conquistato rispettivamente Sanremo, E3 Harelbeke, Amstel, Freccia e  Lombardia. Per l'Italia si tratta di un passo indietro rispetto allo scorso dove avevamo vinto GP Plouay (Trentin) e Lombardia (Nibali) ma pur rimanendo a secco nelle Monumento, siamo tornati a vincere alle Ardenne, dove un nostro portacolori non si imponeva dal 2012 e anche in quel caso fu Gasparotto a conquistare l'Amstel.

A spartirsi i 42 gradini del podio, sono state 17 nazioni, due in più rispetto alle ultime due stagioni. La nazione più presente è il Belgio che ha conquistato 7 podi, così come lo scorso anno, l'Italia, si piazza al secondo posto grazie ai 6 podi ottenuti da Gasparotto, Colbrelli (1° e 3° all'Amstel), Nizzolo (3° ad Amburgo), Bettiol (2° alla Bretagne Classic), Ulissi (3° a Montreal) e Rosa (2° al Lombardia). Rispetto allo scorso per gli azzurri è arrivato un podio in più. 
Grazie ai 5 podi ottenuti da Sagan, la Slovacchia si issa fino alla terza piazza precedendo Francia (4) e Gran Breatagna (3). Si fermano a due podi Olanda e Australia, stesso risultato per  Svizzera, Spagna e Colombia. Chiudono la classifica Polonia, Russia, Danimarca, Irlanda, Portogallo, Germania e Norvegia con un podio a testa. L'anno scorso i vichinghi norvegesi avevano chiuso al pari dell'Italia al secondo posto con 5 podi.

Passando ai piazzamenti nei primi 10, sono state 20 le nazioni in grado di conquistarne almeno unomentre lo scorso anno erano state 19. La nazione ad aver ottenuto il maggior numero di piazzamenti è l'Italia che tocca quota 26 (Pozzato 8°, Colbrelli 9°, Trentin 10° Sanremo; Oss 10° E3 Harelbeke; Guarnieri 8°Gand; Gasparotto 1°, Colbrelli 3°, Ulissi 7°, Visconti 8° Amstel; Gasparotto 5°, Ulissi 8° Freccia; Rosa 10° Liegi; Brambilla 6° San Sebastian; Nizzolo 3°, Trentin 9° Amburgo; Bettiol 2°, Nizzolo 8°, Trentin 9° Bretagne Classic; Bettiol 4°, Ulissi 7° Quebec; Ulissi 3°, Moscon 6°, Bettiol 7° Montreal;  Rosa 2°, Villella 5°, De Marchi 8° Lombardia) e stacca nettamente le altre nazioni, con il Belgio secondo che si ferma a 19 piazzamenti. Terzo posto per la Francia con 16, in doppia cifra anche Olanda (12), Australia (11) e Spagna (10) mentre la Norvegia raggiunge quota 8.

Lo scorso anno gli azzurri erano stati terzi con 15 piazzamenti mentre il primo posto era andato al Belgio con 26. Vedendo un po' i numeri a fronte dell'unica vittoria azzurra conquistata da Gasparotto all'Amstel, come già accaduto negli anni scorsi, emerge una buona presenza sul podio e una costanza di rendimento di buon livello in quasi tutte le corse. Le uniche due gare in cui nessun azzurro si è piazzato nei 10 sono Fiandre e Roubaix, corse per specialisti dove è evidente che ci mancano gli interpreti giusti per ben figurare.

Come abbiamo visto a Mondiali, Olimpiadi e Campionati Europei con la nazionale di Cassani, siamo quasi sempre nel vivo della corsa ma ci manca la capacità di finalizzare, la cosa che ci lascia ben sperare per il futuro è il buon finale di stagione dei vari Nizzolo, Trentin, Ulissi, Bettiol, Moscon e Villella tutti corridori relativamente giovani e con margini di crescita, senza considerare Rosa che col passaggio alla Sky potrebbe avere un ruolo da capitano nelle classiche più dure.

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